Dott.ssa Giulia Ferraro
Veterinaria, medicina interna
Laureata in Medicina Veterinaria, si occupa da oltre dieci anni di medicina interna per cani e gatti. Scrive per Flovvi per aiutare i proprietari a riconoscere i segnali di allarme e a sapere quando è davvero il caso di andare dal veterinario.
Articoli di Dott.ssa Giulia Ferraro
Nessuna dieta cura o previene la cardiomiopatia ipertrofica del gatto, la malattia cardiaca felina più comune, ma l'alimentazione ha un ruolo di supporto preciso: mantenere il peso forma, evitare eccessi di sodio senza restrizioni drastiche nelle fasi iniziali, garantire proteine e taurina adeguate per non perdere massa muscolare e, nelle fasi avanzate, difendere l'appetito e l'idratazione. Le scelte vanno concordate con il cardiologo veterinario in base allo stadio.
Oltre il 90% dei gatti sopra i 12 anni ha segni radiografici di artrosi, ma quasi nessuno zoppica: il dolore si manifesta con un gatto che non salta più, dorme di più, si pulisce meno e sporca fuori dalla lettiera. L'alimentazione agisce su tre fronti: il peso forma (ogni etto in più grava sulle articolazioni), gli Omega-3 EPA e DHA da olio di pesce, l'unico integratore con un'efficacia dimostrata nel gatto, e proteine alte per non perdere il muscolo che sostiene le giunture. Glucosamina e condroitina hanno un'evidenza debole; ciotole e lettiera accessibili contano quanto il cibo.
Il cosiddetto "longevity feeding" propone integratori come antiossidanti, acidi grassi mirati e booster di NAD+ per rallentare l'invecchiamento del cane, ma la maggior parte di queste sostanze ha evidenze solide solo per specifici benefici (come il supporto articolare o cognitivo), non per un effetto dimostrato sull'aspettativa di vita complessiva. Le linee guida veterinarie per il cane senior restano il riferimento più solido, mentre le formulazioni più sperimentali vanno valutate con cautela.
L'ipotiroidismo nel cane non richiede una dieta specifica dedicata alla malattia, ma il metabolismo rallentato che ne deriva aumenta il rischio di sovrappeso, per cui la razione va spesso ricalcolata verso il basso rispetto a un cane sano della stessa taglia. La terapia ormonale sostitutiva prescritta dal veterinario resta il trattamento principale: la dieta ha un ruolo di supporto sul controllo del peso, non di cura della condizione.
Il gatto Europeo, la razza più diffusa nelle case italiane, adulto pesa indicativamente tra 3,5 e 5,5 kg e ha un fabbisogno calorico giornaliero di circa 200-280 kcal per un'attività normale da interno. Proprio perché è il gatto più comune, viene spesso alimentato "a occhio" senza calcolare un fabbisogno reale, uno dei motivi principali del sovrappeso molto diffuso in questa popolazione felina.
Il Lagotto Romagnolo adulto pesa indicativamente tra 11 e 16 kg e, pur essendo una razza energica, ha un fabbisogno calorico giornaliero moderato, generalmente tra 550 e 800 kcal per un'attività normale, perché il suo lavoro tradizionale di ricerca del tartufo richiede più resistenza olfattiva e mentale che sforzo fisico prolungato. È una razza con una spiccata tendenza al sovrappeso se l'attività quotidiana si riduce.
Il cane è un carnivoro facoltativo e può, in teoria, tollerare una dieta vegetariana ben formulata da un veterinario nutrizionista, mentre il gatto è un carnivoro obbligato per cui una dieta vegana o vegetariana non è tecnicamente sostenibile senza rischi gravi, legati soprattutto alla carenza di taurina. In entrambi i casi una dieta priva di carne richiede sempre una formulazione professionale, mai un adattamento fai-da-te.
Nel cane con diabete mellito, una dieta ad alto contenuto di fibre e a basso contenuto di zuccheri semplici, somministrata con orari costanti e in sincronia con la terapia insulinica, è uno dei pilastri della gestione della malattia insieme al farmaco. La regolarità di quantità, orari e composizione dei pasti conta quanto la scelta del prodotto specifico.
Alcuni studi hanno osservato una possibile associazione tra diete grain free ricche di legumi e casi di cardiomiopatia dilatativa (DCM) nel cane, spesso legati a bassi livelli di taurina, ma la comunità scientifica non ha ancora stabilito un nesso di causa-effetto certo. Altri studi non hanno trovato differenze cliniche rispetto alle diete tradizionali, per cui il tema resta oggetto di ricerca attiva, non una conclusione definitiva.
Un cane che salta un solo pasto senza altri sintomi è spesso un episodio passeggero legato a capriccio, stress o caldo eccessivo, mentre un rifiuto del cibo che dura più di un giorno, o accompagnato da letargia, vomito o altri sintomi, richiede una valutazione veterinaria perché può indicare problemi dentali, dolore, parassiti o malattie sistemiche. La distinzione tra i due casi è il punto di partenza per capire come intervenire.
La cistite idiopatica felina è la causa più comune di malattia delle basse vie urinarie (FLUTD) nel gatto e, a differenza dei calcoli di struvite o ossalato, non ha una causa identificabile diretta: colpisce più spesso gatti giovani o di mezza età, in sovrappeso, poco attivi e alimentati esclusivamente a crocchette, con lo stress ambientale come fattore scatenante centrale quanto la dieta. La gestione richiede quindi un intervento combinato su alimentazione e ambiente.
Una torta di compleanno sicura per il cane si prepara con ingredienti come farina integrale o di avena, banana schiacciata o purea di zucca come dolcificante naturale, uova e yogurt naturale, evitando sempre zucchero raffinato, cioccolato, uvetta e qualsiasi dolcificante artificiale come lo xilitolo, estremamente pericoloso anche in piccole quantità. Resta comunque un dolce occasionale, da considerare nel bilancio calorico della giornata.