Shunt portosistemico nel cane: alimentazione prima e dopo l'intervento
Un cane con shunt portosistemico ha bisogno di proteine in quantità moderata, non drasticamente ridotte: le linee attuali indicano circa il 18-22% di proteine sulla sostanza secca, molto digeribili e spesso di origine latticina o vegetale, che producono meno ammoniaca della carne rossa e del pesce. Si danno pasti piccoli e frequenti, quasi sempre con lattulosio prescritto dal veterinario. Dopo l'intervento le proteine tornano normali gradualmente, di solito entro 2-3 mesi. Nel cucciolo il rischio maggiore è togliere le proteine che servono per crescere.
Che cos'è uno shunt portosistemico
Il sangue che arriva dall'intestino passa normalmente dalla vena porta e viene "filtrato" dal fegato. Uno shunt portosistemico è un vaso anomalo che salta questo passaggio: l'ammoniaca prodotta digerendo le proteine e altre tossine arrivano direttamente al cervello, e il fegato, che riceve meno sangue, resta piccolo.
Nella maggior parte dei cani lo shunt è congenito, cioè presente dalla nascita. Ne esistono due forme principali:
| Tipo | Dove si trova | Razze più citate in letteratura | Note |
|---|---|---|---|
| Extraepatico | fuori dal fegato | Yorkshire Terrier, Maltese, Schnauzer nano, Cairn Terrier, Barboncino toy e nano, Avanese, Shih Tzu | la forma più comune, tipica delle piccole taglie; di solito più semplice da correggere chirurgicamente |
| Intraepatico | dentro il fegato | Levriero irlandese (Irish Wolfhound), Labrador, Golden Retriever, Bobtail (Old English Sheepdog) | più tipico delle taglie grandi e giganti; nel Levriero irlandese è dimostrata una base ereditaria |
Appartenere a una di queste razze non significa avere uno shunt: la diagnosi spetta al veterinario.
Segnali che possono far pensare a uno shunt
- Cucciolo piccolo per la sua età, che cresce poco e mette poco muscolo rispetto ai fratelli di cucciolata.
- Segni neurologici, spesso dopo i pasti: sguardo perso nel vuoto, disorientamento, girare in tondo, premere la testa contro il muro, fino alle convulsioni. È l'encefalopatia epatica, la sofferenza del cervello causata dall'ammoniaca non filtrata.
- Beve e urina molto, un segno meno frequente ma possibile (le altre cause sono in il cane beve molto).
- Vomito, diarrea, appetito irregolare e, a volte, pica (mangiare sassi, terra o oggetti).
- Calcoli o cristalli di urato di ammonio nelle urine, con sangue nelle urine o sforzo a urinare: nei cani con shunt compaiono molto presto, in media prima dell'anno di età.
- Risveglio lento dall'anestesia, perché il fegato elimina i farmaci più lentamente.
Alcuni cani non mostrano nulla fino all'età adulta, quando lo shunt emerge con calcoli urinari o infezioni urinarie ricorrenti.
Come si arriva alla diagnosi
Il primo esame è di solito il test degli acidi biliari: un prelievo a digiuno e uno circa due ore dopo il pasto, tipicamente alti nello shunt. Aiutano anche l'ammoniemia (l'ammoniaca nel sangue), urea e albumina basse e i cristalli di biurato d'ammonio nelle urine. Lo shunt si vede poi con l'ecografia o, per pianificare l'intervento, con la TAC con mezzo di contrasto.
L'alimentazione nella gestione medica
La terapia medica stabilizza il cane prima dell'intervento o lo gestisce a lungo termine quando la chirurgia non è possibile. La dieta è il primo strumento, sempre impostata dal veterinario.
Proteine: moderate, non eliminate
Un tempo si toglievano quasi tutte le proteine; oggi si sa che una restrizione severa fa perdere massa muscolare, e il muscolo aiuta a smaltire l'ammoniaca. Per questo:
- nei cani senza segni di encefalopatia le proteine si moderano, senza tagli drastici (le revisioni indicano circa il 18-22% sulla sostanza secca, contro il 25-30% e oltre di molti alimenti commerciali per cani);
- una restrizione più marcata si riserva ai cani con segni neurologici, finché non sono sotto controllo;
- il livello giusto è quello più alto che il cane tollera senza sintomi, e si trova per tentativi controllati insieme al veterinario.
Fonti proteiche meglio tollerate
Non tutte le proteine producono la stessa quantità di ammoniaca. Le fonti di origine latticina (come la ricotta o i fiocchi di latte), l'uovo e le proteine vegetali come la soia tendono a essere meglio tollerate delle carni rosse, del pesce e soprattutto degli organi, che sono anche ricchi di purine e favoriscono i calcoli di urato. Alcuni dati indicano una sopravvivenza più lunga e meno sintomi nei cani con shunt alimentati con proteine vegetali o latticine, ma le prove restano limitate. Se si usano latticini, vale la regola delle piccole quantità e dei prodotti poco salati, come spiegato per il formaggio nel cane.
Pasti piccoli e frequenti
Dividere la razione giornaliera in 3-4 pasti o più evita i picchi di ammoniaca dopo un pasto abbondante. Nei cuccioli toy come Yorkshire e Maltese, già esposti al rischio di ipoglicemia, i pasti frequenti aiutano anche a mantenere stabile la glicemia.
Farmaci che accompagnano la dieta
- Lattulosio: uno zucchero non digeribile che acidifica l'intestino e riduce l'ammoniaca assorbita; la dose viene regolata dal veterinario fino ad avere feci morbide più volte al giorno.
- Antibiotici (come metronidazolo o amoxicillina), a volte usati per ridurre i batteri intestinali che producono ammoniaca; in uno studio non hanno aggiunto benefici rispetto a dieta più lattulosio, quindi la scelta è caso per caso.
- Integratori come vitamina E, altri antiossidanti o zinco possono essere proposti dal veterinario come supporto, ma non sostituiscono la dieta.
Dieta epatica commerciale o casalinga?
Le diete veterinarie per il fegato hanno già proteine moderate e di qualità, rame ridotto e un profilo di aminoacidi pensato per l'encefalopatia: sono la scelta più semplice e sicura nella maggior parte dei casi.
Una dieta casalinga a base di latticini, uova, riso e verdure può funzionare, ma solo se formulata da un veterinario nutrizionista: è facile sbagliare il bilanciamento di proteine, calcio e vitamine, soprattutto in un cucciolo. I principi generali delle malattie del fegato, incluso il ruolo del rame, sono in dieta per cane con insufficienza epatica.
La trappola principale: il cucciolo che deve ancora crescere
Lo shunt congenito si scopre spesso nel primo anno di vita, quando il cane ha bisogno di più proteine di un adulto: le linee guida europee FEDIAF indicano un minimo di 25 g di proteine ogni 100 g di sostanza secca nei primi mesi di crescita e 20 g nella fase successiva, contro 18 g nell'adulto. Molte diete epatiche e per calcoli di urato non sono pensate per i cuccioli, e una restrizione eccessiva può bloccare la crescita e far perdere muscolo proprio al cane che deve affrontare l'intervento.
Per questo, in un cucciolo con shunt:
- la dieta va scelta dal veterinario tenendo conto sia dello shunt sia del fabbisogno di crescita (vedi il fabbisogno del cucciolo in crescita);
- il peso va controllato ogni 1-2 settimane: un cucciolo che non cresce va segnalato;
- non si cambia cibo né si aggiungono carne, ossa o premietti proteici senza il veterinario: anche gli snack fuori pasto vanno contati nella razione.
Prevenire i calcoli di urato
Lo stesso difetto che fa salire l'ammoniaca favorisce i calcoli di urato di ammonio. A livello alimentare aiutano:
- molta acqua, anche con cibo umido o acqua aggiunta alla razione, per avere urine più diluite;
- poche purine, evitando organi, sardine, acciughe e selvaggina (gli stessi principi della dieta per calcoli di urato del Dalmata);
- un pH urinario non troppo acido, che il veterinario controlla con l'esame delle urine e, se serve, corregge con la dieta o con integratori specifici.
Se il cane fa fatica a urinare o non urina affatto, è un'emergenza, soprattutto nei maschi.
Dopo l'intervento: il ritorno graduale alle proteine normali
Con la chiusura chirurgica dello shunt (spesso con un anello che si stringe lentamente nell'arco di qualche settimana) il sangue torna a passare dal fegato, che però ha bisogno di tempo per adattarsi e crescere: di solito 2-4 mesi. Nei cani con shunt extraepatico singolo la sopravvivenza dopo l'intervento è dell'84-95% e molti sono clinicamente normali entro 4-8 settimane.
In pratica:
- Prime 6-8 settimane: si continua con la dieta a proteine moderate e, di solito, con il lattulosio.
- Controllo degli esami (acidi biliari, ammoniemia o altri esami scelti dal veterinario) a circa 2-3 mesi dall'intervento.
- Ritorno graduale a un normale alimento di qualità, adatto all'età, aumentando le proteine a piccoli passi e osservando eventuali segni neurologici.
- Ripresa della crescita normale nel cucciolo, con l'alimento per cuccioli scelto insieme al veterinario.
Una dieta cruda o BARF, ricca di carne e organi, è sconsigliata durante la gestione medica e va eventualmente valutata solo dopo che il veterinario ha confermato la chiusura dello shunt.
Domande frequenti
Un cane con shunt portosistemico può vivere senza intervento?
Alcuni sì: con dieta e farmaci molti cani migliorano la qualità della vita, ma in genere vivono meno di quelli operati e circa un terzo arriva a una vita relativamente lunga. La scelta tra chirurgia e terapia medica dipende dal tipo di shunt e dalle condizioni del cane, e va presa con il veterinario.
Posso dare al mio cane con shunt la ricotta o le uova?
Sono tra le fonti proteiche meglio tollerate, ma vanno inserite nella quantità indicata dal veterinario, all'interno della razione e non come extra, per non superare la quota di proteine prevista.
Dopo l'operazione il cane deve seguire una dieta speciale per sempre?
Nella maggior parte dei cani con chiusura completa dello shunt no: dopo 2-3 mesi ed esami favorevoli si torna a un'alimentazione normale per l'età. Se lo shunt resta parzialmente aperto o ne compaiono di nuovi, il veterinario può indicare una dieta controllata a lungo termine.
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Scritto da
Dott. Luca Romano
Veterinario nutrizionista
Veterinario specializzato in nutrizione clinica per animali da compagnia, aiuta i proprietari a costruire una dieta equilibrata per ogni fase della vita del proprio animale. Scrive per Flovvi guide su alimentazione, peso e digestione.
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