Guida alla salute degli animali
Almo Nature per cani è un marchio italiano con tre livelli molto diversi tra loro: le crocchette Holistic di fascia media, con pollo fresco dichiarato al primo posto ma seguito da riso e cereali, le crocchette e l'umido HFC con il 50% e più di carne fresca, e un umido in lattina (HFC Natural) che è complementare, non un pasto. La qualità reale dipende dalla linea, e l'errore più comune non è scegliere il prodotto sbagliato, ma usare una lattina complementare come unico alimento.
Oltre il 90% dei gatti sopra i 12 anni ha segni radiografici di artrosi, ma quasi nessuno zoppica: il dolore si manifesta con un gatto che non salta più, dorme di più, si pulisce meno e sporca fuori dalla lettiera. L'alimentazione agisce su tre fronti: il peso forma (ogni etto in più grava sulle articolazioni), gli Omega-3 EPA e DHA da olio di pesce, l'unico integratore con un'efficacia dimostrata nel gatto, e proteine alte per non perdere il muscolo che sostiene le giunture. Glucosamina e condroitina hanno un'evidenza debole; ciotole e lettiera accessibili contano quanto il cibo.
I calcoli di ossalato di calcio, oggi il tipo di calcolo vescicale più frequente nel cane insieme alla struvite, non si sciolgono con la dieta: vanno rimossi dal veterinario e poi l'alimentazione serve a prevenire le recidive, che senza misure superano il 50% in tre anni. Le leve sono urine più diluite con molta acqua e cibo umido, pH non acido, calcio e proteine moderati ma non ridotti, niente integratori di vitamina C e D e peso forma.
Per cambiare crocchette a un gatto si mescola il nuovo alimento al vecchio in proporzioni crescenti per 10-14 giorni, più a lungo che nel cane, perché il gatto è neofobico e diffidente per natura. La regola che non ammette eccezioni è che il gatto non deve mai essere lasciato a digiuno per costringerlo: dopo 24-48 ore senza mangiare rischia la lipidosi epatica. Se rifiuta, si torna indietro di un passo e si rallenta, non si insiste.
Un cane in sovrappeso dimagrisce in sicurezza perdendo l'1-2% del peso a settimana, con una razione calcolata sul peso forma e non su quello attuale, snack inclusi nel conto e pesate ogni due settimane. Per un cane di 30 kg che dovrebbe pesarne 25 significa 300-500 g a settimana e un percorso di tre-quattro mesi: più veloce di così si perde muscolo, più lento ci si scoraggia. Il primo passo è una visita per escludere cause ormonali.
Un cane adulto che vomita una sola volta ma resta vivace e beve può essere gestito a casa con qualche ora di riposo dallo stomaco, acqua in piccole quantità e una dieta leggera per 24-48 ore. Vomito ripetuto nella stessa giornata, presenza di sangue, abbattimento, conati senza espulsione o un cucciolo o un anziano che vomita richiedono invece il veterinario, senza aspettare.
Un cane anziano con denti dolenti, mobili o estratti mangia benissimo cibo umido completo, crocchette ammorbidite in acqua tiepida o una dieta cotta morbida: i cani non masticano come noi, e un cane senza denti vive a lungo e bene. Quello che la dieta non può fare è curare la bocca, perché il dolore viene dalla malattia parodontale e si risolve solo con la pulizia e le estrazioni dal veterinario. Da evitare ossa, corna, snack duri e gli stick dentali pieni di calorie.
La struvite, un minerale composto da magnesio, ammonio e fosfato, è il tipo di calcolo vescicale più comune nel cane e nella maggior parte dei casi è legata a un'infezione batterica delle vie urinarie, non solo alla dieta. Il trattamento nutrizionale mira ad aumentare l'assunzione di acqua, ridurre il pH urinario e limitare l'apporto dei precursori minerali, ma va sempre associato alla cura dell'infezione sottostante indicata dal veterinario.
Il cosiddetto "longevity feeding" propone integratori come antiossidanti, acidi grassi mirati e booster di NAD+ per rallentare l'invecchiamento del cane, ma la maggior parte di queste sostanze ha evidenze solide solo per specifici benefici (come il supporto articolare o cognitivo), non per un effetto dimostrato sull'aspettativa di vita complessiva. Le linee guida veterinarie per il cane senior restano il riferimento più solido, mentre le formulazioni più sperimentali vanno valutate con cautela.
Nel cane con megaesofago, i muscoli dell'esofago perdono tono e non riescono a veicolare correttamente il cibo verso lo stomaco: la gestione si basa su pasti piccoli e frequenti, su una consistenza del cibo adattata al singolo caso e sull'alimentazione in posizione eretta, mantenuta per 10-15 minuti dopo il pasto, spesso con l'ausilio di una sedia di Bailey. È una gestione di supporto continuativa, non una cura risolutiva.
L'ipotiroidismo nel cane non richiede una dieta specifica dedicata alla malattia, ma il metabolismo rallentato che ne deriva aumenta il rischio di sovrappeso, per cui la razione va spesso ricalcolata verso il basso rispetto a un cane sano della stessa taglia. La terapia ormonale sostitutiva prescritta dal veterinario resta il trattamento principale: la dieta ha un ruolo di supporto sul controllo del peso, non di cura della condizione.
Un gatto che vomita subito dopo il pasto ha spesso mangiato troppo velocemente o in quantità eccessiva rispetto alla capacità dello stomaco, un problema che si risolve frazionando i pasti; boli di pelo, cambi di alimentazione troppo bruschi o intolleranze alimentari sono altre cause comuni. Un gatto che vomita ripetutamente o che smette di mangiare per più giorni richiede invece una valutazione veterinaria tempestiva.