Calcoli di struvite nel cane: alimentazione e prevenzione
La struvite, un minerale composto da magnesio, ammonio e fosfato, è il tipo di calcolo vescicale più comune nel cane (per l'equivalente felino, spesso legato a cause diverse, vedi il cibo Urinary per gatto) e nella maggior parte dei casi è legata a un'infezione batterica delle vie urinarie, non solo alla dieta. Il trattamento nutrizionale mira ad aumentare l'assunzione di acqua, ridurre il pH urinario e limitare l'apporto dei precursori minerali, ma va sempre associato alla cura dell'infezione sottostante indicata dal veterinario. L'altro tipo di calcolo frequente nel cane, l'ossalato di calcio, si comporta in modo opposto e non si scioglie con la dieta: vedi calcoli di ossalato di calcio nel cane. Più rari, ma frequenti in alcune razze, sono i calcoli di cistina, che richiedono invece urine alcaline.
Perché nel cane la causa è spesso un'infezione, non solo la dieta
A differenza del gatto, nel cane la formazione di calcoli di struvite è frequentemente correlata alla presenza di un'infezione delle vie urinarie sostenuta da batteri produttori di ureasi, come stafilococchi, proteus, klebsiella o pseudomonas. Questi batteri alterano il pH delle urine creando le condizioni chimiche che favoriscono la precipitazione della struvite. Per questo motivo, la sola modifica della dieta senza risolvere l'infezione batterica sottostante raramente è sufficiente a prevenire la recidiva. Alcune piccole razze, come il Bichon frisé, sono più rappresentate della media tra i cani con calcoli di struvite.
Le strategie dietetiche principali
- Aumentare l'assunzione di acqua, privilegiando alimenti umidi o aggiungendo acqua al pasto secco, per diluire le urine e aumentare la frequenza delle minzioni.
- Ridurre il pH urinario, tramite diete formulate specificamente o integratori blandamente acidificanti indicati dal veterinario, per rendere l'ambiente meno favorevole alla precipitazione dei cristalli.
- Limitare i precursori minerali (fosforo e magnesio) nella quantità indicata dalla dieta terapeutica, senza però eliminarli in modo eccessivo, che potrebbe favorire altri tipi di calcolo.
- Seguire la durata di trattamento indicata, generalmente 5-12 settimane per lo scioglimento dei calcoli già formati con un alimento dietetico dedicato, e fino a 6 mesi per la prevenzione della recidiva.
Il ruolo della terapia antibiotica
Quando la struvite è associata a un'infezione batterica, il veterinario prescrive generalmente una terapia antibiotica mirata sulla base di un'urinocoltura, da completare per l'intera durata indicata anche se i sintomi migliorano prima. Interrompere la terapia antibiotica precocemente, anche seguendo correttamente la dieta, è una delle cause più comuni di recidiva della struvite nel cane. Per l'infezione in sé, i suoi fattori di rischio e il ruolo di acqua e mirtillo rosso vedi cistite nel cane.
Segnali da monitorare
- Difficoltà o dolore a urinare (stranguria), minzioni frequenti e di piccola quantità.
- Sangue nelle urine (ematuria), visibile o rilevabile solo con analisi di laboratorio.
- Perdite di urina in casa in un cane normalmente pulito, spesso il primo segnale notato dal proprietario.
Questi segnali richiedono sempre una valutazione veterinaria tempestiva, perché un'ostruzione urinaria completa, più comune nei maschi per la conformazione dell'uretra, è un'emergenza medica.
Domande frequenti
Un cane guarito dalla struvite può tornare all'alimentazione normale?
Dipende dal caso: se la causa era un'infezione risolta e non ci sono fattori predisponenti persistenti, il veterinario può indicare il ritorno graduale a un'alimentazione standard; in altri casi è consigliata una dieta di mantenimento a lungo termine per prevenire le recidive.
La sola dieta specifica per struvite è sufficiente senza controlli veterinari?
No, il monitoraggio con analisi delle urine periodiche resta necessario per verificare che il pH e l'assenza di infezione siano effettivamente sotto controllo, non solo che il cane stia seguendo la dieta indicata.
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Scritto da
Marco Bianchi
Educatore cinofilo comportamentale
Educatore cinofilo certificato, lavora ogni giorno con cani e famiglie su comportamento, socializzazione e crescita dei cuccioli. Per Flovvi traduce l'esperienza sul campo in consigli pratici e facili da applicare a casa.
Tutti gli articoli di Marco BianchiNessun test del sangue, del pelo o della saliva è in grado di diagnosticare un'allergia o un'intolleranza alimentare nel cane o nel gatto. Gli esami IgE e IgG sono poco ripetibili, i kit sul pelo hanno dato risultati "positivi" anche su pelo sintetico e acqua e la biorisonanza non ha prove. L'unico metodo valido è la dieta a eliminazione di almeno 8 settimane seguita dalla reintroduzione del vecchio cibo.
Un cane con shunt portosistemico non va messo a digiuno di proteine: ne servono quantità moderate, molto digeribili e spesso di origine latticina o vegetale, in pasti piccoli e frequenti, insieme a lattulosio e farmaci decisi dal veterinario. Dopo l'intervento le proteine tornano normali in modo graduale, di solito in 2-3 mesi. Nel cucciolo il rischio maggiore è togliere le proteine che servono per crescere.
La rottura del legamento crociato nel cane è quasi sempre il risultato di una degenerazione lenta, e il sovrappeso è il fattore di rischio su cui si può agire di più. Durante il riposo forzato le calorie vanno ridotte subito, il peso forma decide il successo sia della chirurgia sia della terapia conservativa e protegge l'altro ginocchio, che si rompe in circa un cane su due.