Dott. Luca Romano
Veterinario nutrizionista
Veterinario specializzato in nutrizione clinica per animali da compagnia, aiuta i proprietari a costruire una dieta equilibrata per ogni fase della vita del proprio animale. Scrive per Flovvi guide su alimentazione, peso e digestione.
Articoli di Dott. Luca Romano
Purina Pro Plan per gatti è la linea di fascia medio-alta di Purina: pollo fresco al 20% al primo posto, poi glutine di mais, proteine di pollame disidratate, riso, proteine di soia e uova. Le proteine sono alte, 36-41%, ma una parte rilevante arriva da mais e soia; grassi al 12-16%, ceneri intorno al 7%, carboidrati stimati al 30-35%, nessun colorante. A 6-10 euro al kg è un chiaro passo avanti rispetto a Purina ONE e Friskies, con più carne vera dei marchi da supermercato e meno delle crocchette a base di carne.
Sì, crocchette e umido si possono mischiare al gatto, anche nello stesso pasto: la dieta mista è anzi quella consigliata dalla maggior parte dei veterinari, perché aggiunge acqua e riduce la densità calorica. I rischi reali sono tre: sostituire a occhio invece che per calorie (una bustina da 85 g vale 20-25 g di crocchette), scambiare un umido complementare per completo e superare il 20% delle calorie con carne fresca non bilanciata.
Hill's Science Plan per cani è una crocchetta di fascia medio-alta con carne di pollo (o agnello) disidratata al primo posto e percentuale dichiarata intorno al 30%, seguita da mais, grano e riso: proteine basse per la categoria, intorno al 21-24% nelle formule per adulti, grassi moderati al 13-15%, ceneri contenute al 5-6%, nessun colorante e conservazione con tocoferoli. Costa 4,5-7 euro al kg, è una delle poche crocchette con studi clinici pubblicati sulle linee peso e articolazioni, ma non è la scelta giusta per un cane sportivo o per chi vuole più carne e meno cereali.
Un gatto troppo magro va prima visitato dal veterinario, perché nel gatto il dimagrimento è molto più spesso clinico che alimentare: ipertiroidismo, malattia renale, diabete, denti, parassiti e malattie intestinali spiegano la maggior parte dei casi, soprattutto dopo i 7 anni. Escluse le cause, si ingrassa aggiungendo il 10-20% di calorie con un alimento denso e appetibile, in 4-6 piccoli pasti, puntando a 50-100 g ogni due settimane.
Il Siberiano adulto pesa 4-6 kg (femmine) e 6-9 kg (maschi) e ha un fabbisogno di circa 280-450 kcal al giorno, più alto di quello di un gatto da appartamento dello stesso peso perché è un cacciatore atletico che si arrampica e salta in continuazione. Matura in 4-5 anni, il che impone cibo da gattino fino ai 12-15 mesi e ricalcoli frequenti, ha un mantello a tre strati da gestire con fibra e spazzola, ed è tra le razze in cui la cardiomiopatia ipertrofica va cercata con lo screening.
Lo Shih Tzu adulto pesa indicativamente 4,5-8 kg e ha un fabbisogno di circa 280-420 kcal al giorno, con un consumo per chilo più alto della media perché è una taglia piccola. La sua dieta deve tenere conto del muso corto (crocchette facili da prendere, pasti frazionati), dei denti affollati, della pelle sensibile e della predisposizione ai calcoli di ossalato di calcio, oltre a un sovrappeso frequente in un cane molto sedentario.
Friskies è un alimento completo e tra i più economici in assoluto, ma è un prodotto entry-level: nei croccantini i cereali sono al primo posto, la carne nominata si ferma al 4% sotto la voce "carne e derivati", i carboidrati superano il 35-40% e le crocchette colorate contengono coloranti che servono al proprietario, non al gatto. Non "fa male" a un gatto sano, ma conviene sapere cosa si compra e cosa si avrebbe con pochi centesimi in più.
Il Boxer adulto pesa indicativamente 25-32 kg e ha un fabbisogno di circa 1.250-1.500 kcal al giorno con attività moderata, ma è una razza atletica che tende a restare magra più che a ingrassare. Le attenzioni alimentari specifiche riguardano il cuore (cardiomiopatia di razza), lo stomaco profondo (torsione gastrica, voracità) e una frequenza sopra la media di sensibilità alimentari e coliti.
Una dieta casalinga per il gatto con insufficienza renale cronica è possibile e ha un vantaggio reale, l'appetibilità, in una malattia in cui il gatto che non mangia è il problema principale. Ma va formulata da un nutrizionista veterinario intorno a quattro vincoli: fosforo basso (senza ossa, farine di ossa, tuorlo, pesce e organi), proteine moderate ma di alta qualità e mai troppo basse, energia dai grassi, e integrazione obbligatoria di calcio senza fosforo, taurina, potassio, vitamine del gruppo B e Omega-3. La ricetta "pollo e riso" fatta in casa non è una dieta renale.
Un gatto adulto con diarrea lieve, che mangia, beve ed è vivace, va alimentato con cibo molto digeribile in piccoli pasti frequenti per 2-3 giorni, senza digiuno: nel gatto il digiuno è rischioso, non utile. Diarrea che dura più di 24-48 ore, con sangue, vomito, abbattimento, o in un gattino o in un gatto anziano richiede invece il veterinario.
I calcoli di ossalato di calcio, oggi il tipo di calcolo vescicale più frequente nel cane insieme alla struvite, non si sciolgono con la dieta: vanno rimossi dal veterinario e poi l'alimentazione serve a prevenire le recidive, che senza misure superano il 50% in tre anni. Le leve sono urine più diluite con molta acqua e cibo umido, pH non acido, calcio e proteine moderati ma non ridotti, niente integratori di vitamina C e D e peso forma.
Per cambiare crocchette a un gatto si mescola il nuovo alimento al vecchio in proporzioni crescenti per 10-14 giorni, più a lungo che nel cane, perché il gatto è neofobico e diffidente per natura. La regola che non ammette eccezioni è che il gatto non deve mai essere lasciato a digiuno per costringerlo: dopo 24-48 ore senza mangiare rischia la lipidosi epatica. Se rifiuta, si torna indietro di un passo e si rallenta, non si insiste.