Diete Casalinghe e BARF
A Natale il gatto raramente ruba il panettone (non sente il dolce), ma punta a carne, pesce, grasso e panna. I rischi veri sono cipolla e aglio in sughi e ripieni, ossa cotte, avanzi grassi, impasti crudi, alcol, cioccolato, salumi e pesce salato, oltre a gigli, nastri e fili dell'albero. Cosa può assaggiare, in che quantità e cosa fare se ha mangiato qualcosa.
Il gatto può mangiare il tonno come premio occasionale, non come pasto. Il tonno al naturale sgocciolato o il tonno fresco cotto sono le scelte meno problematiche; quello sott'olio è il meno adatto. Restando sotto il 10% delle calorie giornaliere, per un gatto di 4 kg sono circa 20 g di tonno al naturale una o due volte a settimana.
Un gatto adulto di 4 kg che mangia una dieta casalinga ha bisogno di circa 130-180 g al giorno di alimenti freschi, di cui l'80-85% è carne muscolare: più o meno il 3-4,5% del suo peso, una percentuale più alta di quella del cane. I grammi esatti dipendono dal taglio, perché il petto di pollo ha metà delle calorie della coscia, e dal fatto che il gatto sia sterilizzato o attivo.
Sì, crocchette e umido si possono mischiare al gatto, anche nello stesso pasto: la dieta mista è anzi quella consigliata dalla maggior parte dei veterinari, perché aggiunge acqua e riduce la densità calorica. I rischi reali sono tre: sostituire a occhio invece che per calorie (una bustina da 85 g vale 20-25 g di crocchette), scambiare un umido complementare per completo e superare il 20% delle calorie con carne fresca non bilanciata.
Il cane è un carnivoro facoltativo e può, in teoria, tollerare una dieta vegetariana ben formulata da un veterinario nutrizionista, mentre il gatto è un carnivoro obbligato per cui una dieta vegana o vegetariana non è tecnicamente sostenibile senza rischi gravi, legati soprattutto alla carenza di taurina. In entrambi i casi una dieta priva di carne richiede sempre una formulazione professionale, mai un adattamento fai-da-te.
La spirulina, un'alga azzurra ricca di proteine, ferro, antiossidanti e acidi grassi essenziali, è un integratore usato in piccole quantità nella dieta casalinga di cani e gatti per un possibile supporto antiossidante e al sistema immunitario, con evidenze scientifiche ancora limitate ma promettenti nella letteratura veterinaria. Va introdotta gradualmente in polvere o compresse, partendo da dosi minime per verificare la tolleranza individuale.
Petto di tacchino e carne di manzo sono entrambe fonti proteiche valide per la dieta casalinga del gatto, ma differiscono per contenuto di grassi (generalmente più basso nel petto di tacchino) e per il profilo di alcuni nutrienti, il che rende ciascuna scelta più o meno indicata a seconda del fabbisogno energetico specifico del gatto. Nessuna delle due va usata come unica fonte proteica esclusiva a lungo termine, per garantire varietà nel profilo nutrizionale complessivo.
La zucca cotta, senza buccia e senza condimenti, è un alimento comunemente usato per aiutare cani e gatti sia in caso di stitichezza sia di diarrea lieve, grazie al suo contenuto di fibra solubile che regola la consistenza delle feci in entrambe le direzioni. Le dosi indicative partono da poche cucchiaiate per i gatti e piccoli cani fino a qualche cucchiaio per cani di taglia grande, ma un disturbo digestivo persistente va sempre valutato dal veterinario.
Il lievito di birra inattivato (non il lievito vivo da panificazione) è un integratore comune per cani e gatti, apprezzato come fonte di vitamine del gruppo B e di alcuni minerali che possono contribuire alla salute di pelo e pelle, anche se le prove scientifiche su un beneficio specifico e misurabile restano limitate. Va sempre usato inattivato e in piccole quantità, monitorando eventuali reazioni allergiche, che seppur rare sono state segnalate in alcuni animali sensibili.
Alcuni pesci crudi, in particolare alcune specie di acqua dolce e alcuni pesci marini come lo sgombro se consumati in grandi quantità e regolarmente, contengono tiaminasi, un enzima che distrugge la tiamina (vitamina B1) e può portarne a una carenza se il pesce crudo costituisce una parte consistente e regolare della dieta. La cottura inattiva la tiaminasi, rendendo il pesce cotto la scelta più sicura per un uso frequente, mentre il pesce crudo va variato e limitato nella frequenza.
Gli errori più comuni nelle diete casalinghe fai-da-te per cani e gatti riguardano l'assenza di una fonte di calcio dedicata, un rapporto Calcio/Fosforo non verificato, un apporto calorico non calcolato sul fabbisogno reale dell'animale e ricette copiate da internet senza adattarle al singolo animale. Una dieta casalinga può essere sicura e completa, ma richiede calcoli precisi, non solo buon senso e ingredienti di qualità.
Cipolla, aglio, porro e scalogno (crudi o cotti) danneggiano i globuli rossi del gatto e possono causare anemia, mentre uva e uvetta, pur meno documentate nel gatto rispetto al cane, vengono comunemente evitate per prudenza. Il gatto è inoltre un carnivoro stretto che trae scarso beneficio nutrizionale da frutta e verdura, motivo per cui questi alimenti non vanno mai considerati una componente necessaria della sua dieta.