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Nutrizione Clinica e Allergie

FIP nel gatto (peritonite infettiva felina): alimentazione durante e dopo la terapia

Durante la terapia antivirale per la FIP il gatto deve tornare a mangiare e a crescere: umido completo, appetibile e ricco di calorie, pasti piccoli e frequenti, acqua sempre disponibile e niente cibo crudo. Va pesato ogni settimana, perché la dose del farmaco si calcola sul peso, e un gatto che non mangia da 24-48 ore va segnalato subito al veterinario per il rischio di lipidosi epatica.
Dott. Luca Romano
Di , Veterinario nutrizionista

Un gatto con FIP (peritonite infettiva felina) in terapia antivirale non ha bisogno di una "dieta per la FIP", ma di mangiare abbastanza: un umido completo, appetibile e ricco di calorie, in pasti piccoli e frequenti, con acqua sempre a disposizione e niente cibo crudo. Va pesato ogni settimana, perché la dose del farmaco si calcola sul peso e va aumentata man mano che il gatto recupera. Se il gatto non mangia da 24-48 ore, chiama il veterinario: nel gatto il digiuno può causare la lipidosi epatica. La terapia la decide e la segue sempre il veterinario.

Che cos'è la FIP

La FIP è causata dal coronavirus felino (FCoV), un virus intestinale diffusissimo: nei gruppi di gatti (allevamenti, gattili, colonie, case con più gatti) quasi tutti lo incontrano, di solito con al massimo un po' di diarrea. Nel singolo gatto il virus può però mutare e iniziare a moltiplicarsi nei globuli bianchi (monociti e macrofagi), diffondendosi in tutto il corpo. Secondo le linee guida AAFP/EveryCat questo succede nel 7-14% dei gatti infetti che vivono in gruppo. Il coronavirus felino non si trasmette alle persone né al cane.

Chi è più a rischio:

  • gatti giovani, soprattutto sotto i 2 anni;
  • gatti provenienti da allevamenti, gattili o case con molti gatti;
  • alcune razze pure, i maschi interi e i gatti sotto stress (adozione, trasloco, sterilizzazione); anche FIV e FeLV sono fattori di rischio (vedi gatto con FIV o FeLV).

FIP umida e FIP secca

FIP effusiva ("umida") FIP non effusiva ("secca")
Cosa succede liquido nell'addome (pancia gonfia) o nel torace (respiro affannoso) noduli infiammatori in organi come reni, fegato, intestino, occhi, cervello
Segni tipici pancia gonfia, febbre, inappetenza, dimagrimento febbre che va e viene, dimagrimento, problemi agli occhi, tremori, difficoltà a camminare

Le due forme possono sovrapporsi. In entrambe i primi segnali sono quasi sempre gatto abbattuto, febbre, poco appetito, peso che cala o un gattino che smette di crescere: vanno fatti vedere presto al veterinario.

La FIP oggi si cura: cosa sapere sulla terapia

Fino a pochi anni fa la FIP era considerata quasi sempre mortale. Oggi esistono antivirali che hanno cambiato la prognosi: secondo l'aggiornamento 2026 delle linee guida dell'ABCD (European Advisory Board on Cat Diseases), con il GS-441524 per bocca, il farmaco più studiato, il successo supera spesso il 90% se la cura inizia presto. La durata classica era di 84 giorni, ma studi recenti indicano che in molti gatti 42 giorni possono bastare: lo decide il veterinario in base alla risposta e agli esami.

In Italia la situazione attuale è questa:

  • da giugno 2025 il Ministero della Salute consente ai veterinari di usare il remdesivir, un farmaco umano iniettabile, per la FIP (uso in deroga);
  • da ottobre 2025 una circolare ministeriale consente al veterinario di prescrivere il GS-441524 come preparazione galenica orale, preparata in farmacia con ricetta elettronica veterinaria;
  • il molnupiravir, usato in alcuni Paesi soprattutto quando il GS-441524 non funziona o non è disponibile, è autorizzato come farmaco umano negli Stati Uniti ma non nell'Unione Europea.

Non comprare antivirali online senza ricetta: i prodotti non regolamentati hanno spesso una quantità di principio attivo diversa da quella dichiarata, e una dose sbagliata favorisce le ricadute. La cura va sempre impostata e seguita dal veterinario.

Pesare il gatto ogni settimana: la dose dipende dal peso

La dose dell'antivirale si calcola in milligrammi per chilo (per il GS-441524 orale spesso 15 mg/kg al giorno, di più nelle forme oculari o neurologiche). Quando la cura funziona, il gatto riprende peso e i gattini ricominciano a crescere: se la dose non viene aggiornata, il gatto riceve meno farmaco del necessario, e le linee guida ABCD collegano il sottodosaggio alle ricadute.

Un esempio: un gattino che inizia la cura a 2 kg e arriva a 3 kg dopo qualche settimana, con la dose iniziale riceve 10 mg/kg invece di 15, cioè un terzo in meno.

Per questo:

  • pesa il gatto ogni settimana (le linee guida indicano ogni 1-2 settimane), sempre alla stessa ora e prima del pasto, con una bilancia pesa-neonati o una bilancia da cucina per i gattini;
  • annota il peso e mandalo al veterinario, che ricalcola la dose;
  • non preoccuparti di un calo nelle prime 2 settimane nei gatti con liquido addominale: quando il liquido si riassorbe il peso scende. Secondo l'ABCD succede in circa un gatto su cinque e non significa che la cura non funzioni; parlane comunque con il veterinario.

Per valutare anche la forma, oltre al numero, aiuta la tabella del peso e del body condition score.

Cosa dare da mangiare durante la terapia

L'obiettivo è che il gatto mangi tutta la sua razione e recuperi muscoli e peso. Un gatto adulto di 3 kg a riposo ha bisogno di circa 160 kcal al giorno (fabbisogno a riposo, 70 × peso^0,75); un gatto in convalescenza o un gattino in crescita ne richiede di più, e il veterinario può indicare l'obiettivo preciso.

  • Umido completo, appetibile e ricco di calorie: patè o mousse, intiepidito a temperatura corporea per esaltarne l'odore. Gli umidi comuni hanno di solito circa 70-110 kcal per 100 g, le diete veterinarie per convalescenza in genere di più (stima su etichette tipiche): in un gatto che mangia poco, ogni boccone conta. Controlla che sia un alimento completo e non complementare (vedi umido completo o complementare).
  • Pasti piccoli e frequenti, 4-6 al giorno, in ciotole basse e larghe, in un posto tranquillo.
  • Gattini: un alimento per la crescita, con le porzioni indicate in quante calorie servono a un gattino.
  • Nessun cambio brusco: se il gatto mangia volentieri un cibo, non cambiarlo durante la cura; se serve, fai una transizione graduale.
  • Il farmaco e il cibo: segui le indicazioni del veterinario e della farmacia su come dare la compressa o la sospensione (a digiuno o con un po' di cibo). Non nasconderla in tutto il pasto: se il gatto non lo finisce, non sai quanto farmaco ha preso.

Per recuperare peso dopo la cura valgono i consigli di come far ingrassare un gatto troppo magro.

Se il gatto non mangia: lipidosi epatica e stimolanti dell'appetito

Spesso l'appetito torna in pochi giorni dall'inizio di un antivirale efficace. Nei primi giorni, però, molti gatti mangiano poco o nulla, e nel gatto il digiuno è pericoloso: dopo 2-3 giorni senza cibo il fegato può accumulare grasso e sviluppare la lipidosi epatica, soprattutto nei gatti che erano in sovrappeso.

  • Se il gatto non mangia da 24-48 ore, avvisa il veterinario: le cause possibili e cosa fare sono in gatto che non mangia.
  • Il veterinario può prescrivere uno stimolante dell'appetito come la mirtazapina (anche in pomata da applicare sull'orecchio) e farmaci contro la nausea. Non usare farmaci umani di tua iniziativa: dosi e controindicazioni nel gatto sono diverse.
  • Non forzare il cibo con la siringa senza indicazione del veterinario: può creare un'avversione duratura al cibo. Se il gatto non mangia per giorni, il veterinario può valutare una sonda per l'alimentazione.

Acqua e idratazione

La febbre, il liquido addominale o toracico e il poco cibo possono disidratare il gatto. Le linee guida ABCD segnalano inoltre come effetti del GS-441524 vomito o diarrea e, raramente, calcoli urinari formati dal farmaco stesso: un motivo in più per far bere il gatto.

  • preferisci l'umido, che contiene circa il 75-80% di acqua, e aggiungi un po' d'acqua tiepida al patè;
  • metti più ciotole d'acqua in casa o una fontanella (altri trucchi in gatto che beve poco);
  • segnala al veterinario vomito, diarrea, gatto che va spesso in lettiera con poca urina o con sangue.

Niente cibo crudo durante e dopo la cura

Durante la FIP e la convalescenza il gatto ha un sistema immunitario sotto sforzo. Per questo la carne cruda, la dieta BARF, il pesce crudo, il latte crudo e gli snack essiccati di dubbia provenienza vanno sospesi:

  • la carne cruda può contenere Salmonella, Campylobacter, Listeria e cisti di Toxoplasma gondii; nell'aggiornamento ABCD tre gatti con FIP che non hanno risposto al GS-441524 avevano in realtà anche una toxoplasmosi;
  • negli Stati Uniti tra il 2024 e il 2025 diversi gatti sono morti di influenza aviaria H5N1 dopo aver mangiato alimenti crudi per animali poi ritirati dal mercato.

Se il gatto era abituato al crudo, passa a un umido completo o a carne ben cotta in una ricetta bilanciata, mescolando gradualmente per qualche giorno.

Integratori: cosa dicono le prove

Le linee guida ABCD sono prudenti sui prodotti "per le difese" o "per il fegato":

  • i protettori epatici sono talvolta usati quando aumentano gli enzimi del fegato, ma di solito i valori tornano normali da soli durante o dopo la terapia, e la loro utilità non è dimostrata;
  • l'interferone omega felino è un farmaco veterinario, non un integratore, e da solo non cura la FIP;
  • nessun integratore, estratto vegetale o "immunostimolante" generico sostituisce l'antivirale.

Porta al veterinario l'elenco di tutto ciò che dai al gatto, snack compresi.

Dopo la terapia: osservazione e controlli

Alla fine della cura, il veterinario decide quando fermarsi in base agli esami (per esempio proteine del sangue ed ematocrito tornati normali) e programma i controlli nei mesi successivi, spesso con esami del sangue, perché una minoranza di gatti ha una ricaduta, di solito nelle settimane dopo la sospensione. In questo periodo:

  • continua a pesare il gatto ogni 1-2 settimane: calo di peso, febbre o inappetenza vanno segnalati subito;
  • passa con calma a un alimento di mantenimento adatto all'età;
  • riduci lo stress; la sterilizzazione e le vaccinazioni sono state fatte senza problemi durante o dopo la terapia, ma i tempi li decide il veterinario. Per il pasto dopo l'intervento vedi alimentazione dopo la sterilizzazione.

Più gatti in casa: igiene della lettiera

La FIP in sé non si trasmette come una malattia contagiosa: gli altri gatti hanno quasi sempre già incontrato il coronavirus felino, che passa con le feci e la lettiera. Si può però ridurre la quantità di virus in casa:

  • una lettiera per gatto (più una), pulita ogni giorno, con la sabbia cambiata e la vaschetta lavata regolarmente;
  • lettiere lontane da ciotole e acqua;
  • ciotole lavate ogni giorno con acqua calda e detersivo;
  • pochi gatti per ambiente e niente nuovi ingressi durante la cura, se possibile.

Se un altro gatto di casa diventa abbattuto, ha febbre o smette di mangiare, fallo visitare: la FIP può colpire più gatti della stessa cucciolata o dello stesso allevamento.

Quando chiamare il veterinario

  • il gatto non mangia da 24-48 ore o perde peso;
  • pancia che si gonfia, respiro affannoso, febbre o abbattimento;
  • occhi torbidi, pupille diverse, tremori, andatura incerta;
  • difficoltà a dare il farmaco o dosi saltate.

Domande frequenti

Cosa deve mangiare un gatto con la FIP?

Un alimento umido completo, appetibile e ricco di calorie, in pasti piccoli e frequenti, intiepidito, con acqua sempre disponibile. Non esiste una dieta che curi la FIP: la cura è l'antivirale, il cibo serve a far recuperare peso e forze.

Perché il gatto con la FIP va pesato ogni settimana?

Perché la dose dell'antivirale si calcola sul peso. Quando il gatto guarisce ingrassa o cresce, e senza aggiornare la dose riceve meno farmaco del necessario, con più rischio di ricaduta. Il peso serve anche al veterinario per capire se la cura funziona.

Il gatto con la FIP può mangiare carne cruda o BARF?

È sconsigliato, durante la terapia e nella convalescenza: la carne cruda può trasmettere batteri e parassiti come Salmonella e Toxoplasma, più pericolosi per un gatto malato. Meglio un umido completo o carne ben cotta in una ricetta bilanciata.

In Italia si può curare la FIP con il GS-441524?

Sì. Da ottobre 2025 il veterinario può prescrivere il GS-441524 come preparazione galenica orale, preparata in farmacia; da giugno 2025 è consentito anche il remdesivir. Non usare prodotti comprati online senza ricetta.

Quanto dura la terapia per la FIP?

La durata classica era di 84 giorni, ma le linee guida europee aggiornate indicano che in molti gatti 42 giorni possono bastare. Lo decide il veterinario in base alla risposta e agli esami, seguiti da controlli nei mesi successivi.

Se il tuo gatto è in cura per la FIP, configura il suo profilo su Flovvi indicando le sue condizioni di salute: i filtri ti aiutano a scegliere un umido completo, cotto e ricco di calorie, e la Routine personalizzata tiene traccia di pasti, appetito e peso settimanale da mostrare al veterinario per aggiornare la dose.

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Dott. Luca Romano

Scritto da

Dott. Luca Romano

Veterinario nutrizionista

Veterinario specializzato in nutrizione clinica per animali da compagnia, aiuta i proprietari a costruire una dieta equilibrata per ogni fase della vita del proprio animale. Scrive per Flovvi guide su alimentazione, peso e digestione.

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