Cosa mangia il gatto dopo la sterilizzazione o un intervento: i primi giorni
Dopo la sterilizzazione o un altro intervento in anestesia generale, il gatto può di solito ricevere un piccolo pasto la sera stessa, circa metà della porzione abituale, un paio d'ore dopo il rientro a casa e solo se è sveglio e stabile, con acqua sempre a disposizione. È normale che mangi poco per 12-24 ore; se però non tocca cibo per più di 24 ore va chiamato il veterinario, perché nel gatto il digiuno può innescare la lipidosi epatica. Superata la prima settimana, la sterilizzazione cambia anche il lungo periodo: il fabbisogno calorico scende mentre l'appetito sale, quindi la razione va ridotta da subito.
Le indicazioni del veterinario che ha operato il gatto vengono sempre prima di quelle di questa guida, che descrive la gestione più comune nei gatti sani.
Il digiuno prima dell'intervento
Il digiuno serve a ridurre il rischio che il gatto vomiti durante l'anestesia, e le indicazioni si sono accorciate:
- Gatto adulto sano: le linee guida AAHA 2020 sull'anestesia indicano un digiuno da cibo di circa 4-6 ore, l'associazione dei veterinari felini americani (AAFP) anche 3-4 ore. Molte cliniche chiedono ancora "niente cibo dalla sera prima": vale quello che dice la tua.
- Acqua: in genere resta disponibile fino al mattino dell'intervento o fino alla premedicazione.
- Gattini: il digiuno è molto più breve (spesso non oltre 2-4 ore, a volte con un cucchiaio di umido poco prima dell'anestesia), perché un gattino va in ipoglicemia, cioè calo degli zuccheri nel sangue, molto più in fretta di un adulto.
- Gatti diabetici o con altre malattie: digiuno e dose di insulina vanno decisi caso per caso con il veterinario.
La prima sera: quanto e quando dare da mangiare
L'anestesia può lasciare per qualche ora nausea, scarsa coordinazione e sonnolenza. Per questo il primo pasto è piccolo e di prova:
- Aspetta che il gatto sia ben sveglio: deve camminare e deglutire normalmente, non solo aprire gli occhi.
- Offri un po' d'acqua in una ciotola bassa; se beve senza vomitare, dopo circa un'ora puoi proporre il cibo.
- Dai circa metà della porzione abituale (alcune cliniche dicono un quarto o un terzo), del suo solito cibo. L'umido è spesso più gradito e porta anche acqua.
- Se vomita, togli il cibo e riprova la mattina dopo con una quantità piccola. Un episodio isolato la prima sera è frequente; vomito ripetuto, o che continua il giorno dopo, va segnalato al veterinario.
- Dal giorno dopo torna gradualmente alla porzione normale, divisa in 2-3 pasti, se il gatto mangia e non vomita.
Quando il gatto non mangia dopo l'intervento: quando preoccuparsi
Il gatto tollera il digiuno molto peggio del cane. Quando non mangia, mobilita il grasso di riserva e il fegato può accumularlo fino alla lipidosi epatica, una malattia grave che colpisce soprattutto i gatti in sovrappeso, proprio quelli che spesso vengono sterilizzati da adulti.
| Situazione | Cosa fare |
|---|---|
| Non mangia la prima sera | Normale, riprova il mattino dopo |
| Mangia poco il primo giorno | Normale, prova i trucchi qui sotto |
| Nessun pasto per oltre 24 ore | Chiama il veterinario |
| Gatto in sovrappeso, anziano o gattino che non mangia | Chiama prima, già dopo 12-24 ore |
| Non mangia e vomita, è apatico, ha gengive gialle o la ferita è gonfia | Visita il giorno stesso |
Le cause più comuni di un gatto operato che non mangia sono la nausea residua, il dolore, lo stress del ricovero e il collare elisabettiano. Per le cause non legate all'intervento vale la guida generale su cosa fare se il gatto non mangia.
Il dolore toglie l'appetito
Il gatto nasconde il dolore: invece di lamentarsi, si nasconde, sta raggomitolato, ha gli occhi socchiusi e smette di mangiare. Se l'appetito non torna, il problema può essere un antidolorifico insufficiente, non il cibo. Dai gli analgesici prescritti agli orari indicati (alcuni, come gli antinfiammatori non steroidei, vanno dati con il pasto) e non usare mai farmaci umani: il paracetamolo è tossico per il gatto anche a dosi piccole.
Trucchi per invogliarlo a mangiare
- Scalda l'umido a temperatura corporea: l'odore aumenta e il gatto mangia prima di tutto con il naso.
- Offrilo dal dito o da un piattino piatto, in un angolo tranquillo, lontano da altri animali e dalla lettiera.
- Scegli il suo cibo preferito tra quelli che mangia già, in consistenza morbida (paté o mousse).
- Un cucchiaino di condimento appetibile, come un po' di carne lessata senza sale o un filo di brodo senza cipolla, aglio e sale, solo per far partire il pasto.
- Niente latte, che molti gatti adulti non digeriscono per intolleranza al lattosio, e niente forzature con la siringa senza indicazione del veterinario.
Niente cibi nuovi nei primi giorni
Un cibo nuovo, anche se "più adatto" a un gatto sterilizzato, può causare rifiuto o diarrea e confonde il quadro: non si capisce più se il malessere dipende dall'intervento o dal cibo. Il passaggio a un alimento diverso si fa dopo la guarigione, in 7-10 giorni di transizione.
Collare elisabettiano e ciotola
Molti gatti con il collare mangiano senza problemi, altri si bloccano perché il bordo urta la ciotola.
- Usa una ciotola bassa e larga o un piattino, più largo dell'apertura del collare.
- Alza leggermente la ciotola di qualche centimetro, così il collare non tocca il pavimento.
- Se il gatto proprio non riesce, puoi togliere il collare solo durante il pasto e sotto sorveglianza, se il veterinario è d'accordo, rimettendolo subito dopo.
Acqua, lettiera e stitichezza
Dopo l'intervento il gatto beve spesso meno, e l'anestesia e gli oppioidi rallentano l'intestino. Per questo:
- Non fare la cacca per 2-3 giorni dopo l'intervento è frequente, anche perché il gatto ha mangiato poco. Se non ci sono feci entro il quarto-quinto giorno, o se il gatto si sforza nella lettiera, chiama il veterinario; non dare lassativi di tua iniziativa. Per la gestione con il cibo vedi stitichezza nel gatto.
- Deve urinare almeno una volta al giorno. Un gatto maschio che va avanti e indietro dalla lettiera senza produrre urina è un'urgenza, non stitichezza.
- Lettiera: per circa una settimana molte cliniche consigliano una lettiera senza polvere (pellet di carta o carta strappata), soprattutto nei maschi castrati, per non sporcare la ferita.
- Idratazione: l'umido e più ciotole d'acqua aiutano, come spiegato in gatto che beve poco.
Dopo la convalescenza: perché la razione va ridotta
Questa è la parte che si dimentica più spesso. Dopo la sterilizzazione, maschio o femmina, cambiano due cose insieme:
- Il fabbisogno di energia scende: a seconda della fonte, indicativamente del 20-30% a parità di peso e attività. Gli studi non concordano su quanto sia calo del metabolismo e quanto aumento dell'appetito, ma il risultato pratico è lo stesso.
- L'appetito sale subito: in uno studio su gatti maschi (Kanchuk e colleghi, 2003) l'assunzione di cibo è aumentata di circa il 12% già nei giorni successivi alla castrazione, e lasciati liberi di mangiare i gatti hanno preso il 27-29% di peso in più, quasi tutto grasso.
Per questo il momento giusto per ridurre la razione è appena finita la convalescenza, non quando il gatto è già ingrassato. Un esempio indicativo: un gatto di 4 kg che prima mangiava 60 g di crocchette da 400 kcal/100 g (240 kcal) dopo la sterilizzazione partirà da circa 180-190 kcal, cioè 45-48 g dello stesso alimento (stima: -20/25%). Il calcolo completo è in fabbisogno calorico del gatto sterilizzato.
Poi:
- Pesa il gatto una volta al mese e controlla il Body Condition Score: se sale, togli un altro 5-10%.
- Pesa la razione con la bilancia, non a occhio, e conta gli snack.
- Valuta i pasti cadenzati al posto della ciotola sempre piena: la ciotola aperta è il modo più rapido per far ingrassare un gatto sterilizzato.
Un alimento "per sterilizzati" non è obbligatorio: conta la densità calorica e la quantità, come spiegato in cibo per gatti sterilizzati: serve davvero?. Se il gatto è già in sovrappeso, serve un piano di dimagrimento graduale, mai un taglio drastico, che rischierebbe proprio la lipidosi. E un gatto che dopo l'intervento chiede cibo in continuazione non ha necessariamente fame vera: vedi gatto sempre affamato.
Gattini sterilizzati presto
Molti gattini vengono sterilizzati tra i 4 e i 6 mesi, o anche prima nei rifugi. Un gattino operato:
- Fa un digiuno breve e riceve un piccolo pasto appena è sveglio, perché rischia l'ipoglicemia.
- Continua a crescere: resta con un alimento per gattini fino a circa 12 mesi, con le calorie della crescita, ma razionato al grammo e non a volontà.
- Va pesato più spesso, ogni 2-4 settimane, perché la tendenza a ingrassare compare già durante la crescita. Esistono alimenti per gattini sterilizzati, utili ma non indispensabili se la razione è controllata.
Dopo altri interventi: denti e chirurgia addominale
- Estrazioni dentali e pulizia in anestesia: per alcuni giorni (spesso 7-14 dopo le estrazioni, secondo il veterinario) si dà umido morbido o crocchette ammorbidite in acqua tiepida. Molti gatti mangiano meglio dopo, perché il dolore cronico è stato eliminato. Vedi anche alito cattivo nel gatto e stomatite e gengivite.
- Interventi su stomaco o intestino, come la rimozione di un corpo estraneo: tempi e tipo di cibo (spesso una dieta gastrointestinale in piccoli pasti) li decide il chirurgo, e qui le indicazioni generali di questa guida non bastano.
- Interventi ortopedici: con settimane di riposo forzato la razione va ridotta.
Per un vomito che continua dopo la ripresa dei pasti, vedi gatto che vomita dopo mangiato.
Domande frequenti
Dopo quanto tempo dalla sterilizzazione il gatto può mangiare?
Di solito la sera stessa, un paio d'ore dopo il rientro a casa, se è ben sveglio: prima un po' d'acqua, poi circa metà della porzione abituale. I gattini mangiano prima, appena svegli. Segui sempre le istruzioni di dimissione della clinica.
La mia gatta sterilizzata non mangia: è normale?
Mangiare poco o nulla la prima sera e mangiare meno il giorno dopo è normale. Se non mangia per più di 24 ore, o prima se è in sovrappeso, vomita o è molto abbattuta, chiama il veterinario: possono esserci dolore o nausea da trattare, e nel gatto il digiuno prolungato rischia la lipidosi epatica.
Posso dare al gatto il cibo per sterilizzati subito dopo l'intervento?
Meglio di no. Nei primi giorni conviene il suo cibo abituale, per non aggiungere un cambio alimentare alla convalescenza. Dopo la guarigione puoi passare a un alimento per sterilizzati con una transizione graduale, oppure ridurre la razione di quello attuale.
Dopo la sterilizzazione il fabbisogno del tuo gatto non è più quello di prima. Configura il suo profilo su Flovvi indicando che è sterilizzato: la Routine personalizzata ricalcola le porzioni sul nuovo fabbisogno e ti aiuta a scegliere alimenti adatti alle sue necessità.
Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti.
Scritto da
Dott. Luca Romano
Veterinario nutrizionista
Veterinario specializzato in nutrizione clinica per animali da compagnia, aiuta i proprietari a costruire una dieta equilibrata per ogni fase della vita del proprio animale. Scrive per Flovvi guide su alimentazione, peso e digestione.
Tutti gli articoli di Dott. Luca RomanoUn gatto che si gratta o si lecca fino a perdere il pelo ha quasi sempre una causa da cercare con il veterinario: la più frequente è l'allergia alle pulci, poi le allergie ambientali e, meno spesso, l'allergia alimentare. Il cibo si conferma solo con una dieta a eliminazione di 8 settimane; omega-3 e una dieta completa aiutano la pelle, ma non sostituiscono la diagnosi.
Il megacolon è un colon dilatato che ha perso la forza di spingere le feci; nel gatto è quasi sempre idiopatico e colpisce soprattutto maschi di mezza età. La dieta non lo guarisce ma ne decide la gestione: prima l'acqua (umido, acqua aggiunta), poi una dieta scelta dal veterinario tra una formula con psillio e una molto digeribile a basso residuo, con lattulosio e procinetici su prescrizione. Clisteri, paraffina e lassativi fatti in casa sono pericolosi.
Un gattino con diarrea non va mai messo a digiuno: continua a mangiare il suo cibo per gattini in pasti piccoli e frequenti, e va visto dal veterinario molto prima di un gatto adulto, in giornata se ha meno di 8 settimane, vomita, è abbattuto o freddo. Le cause più comuni sono il cambio di cibo all'adozione, il latte vaccino e i parassiti intestinali.