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Nutrizione Clinica e Allergie

Insufficienza pancreatica esocrina nel gatto (EPI): sintomi, enzimi, vitamina B12 e alimentazione

Nell'insufficienza pancreatica esocrina (EPI) il pancreas del gatto non produce più abbastanza enzimi digestivi: il segno principale è il dimagrimento, spesso con appetito conservato o aumentato, mentre la diarrea manca in circa 4 gatti su 10. Si conferma con il test fTLI e si gestisce con enzimi in polvere mescolati a ogni pasto, integrazione di vitamina B12 (carente in quasi tutti i gatti con EPI) e un alimento molto digeribile, senza dover ridurre per forza i grassi.
Dott. Luca Romano
Di , Veterinario nutrizionista

Nell'insufficienza pancreatica esocrina (EPI) il pancreas del gatto non produce più abbastanza enzimi digestivi, quindi il cibo non viene digerito e assorbito bene. Il segno più costante è il dimagrimento, che compare in più di 9 gatti su 10 spesso con un appetito normale o aumentato, mentre la diarrea manca in circa 4 gatti su 10: per questo nel gatto l'EPI viene riconosciuta tardi. Si conferma con un esame del sangue (il fTLI) e si gestisce per tutta la vita con enzimi pancreatici in polvere a ogni pasto, vitamina B12 (carente in quasi tutti i gatti con EPI) e un alimento molto digeribile. Diagnosi e terapia spettano al veterinario; l'alimentazione quotidiana è la parte che si gestisce a casa.

Cos'è l'EPI e perché nel gatto è diversa dal cane

Il pancreas ha una funzione endocrina (produce insulina) e una esocrina, cioè produce gli enzimi che digeriscono grassi (lipasi), proteine (proteasi) e amidi (amilasi). Nell'EPI viene meno la funzione esocrina, e i sintomi compaiono solo quando è perso oltre il 90% della capacità di produrre enzimi.

Rispetto all'EPI nel cane ci sono differenze importanti:

Aspetto Gatto Cane
Causa più frequente Pancreatite cronica che distrugge il tessuto nel tempo Atrofia delle cellule acinari, spesso ereditaria
Razze predisposte Nessuna predisposizione nota di razza o sesso Soprattutto Pastore Tedesco e Rough Collie
Età Spesso mezza età o anziani, ma colpisce anche gatti giovani Spesso giovani adulti (atrofia acinare)
Diarrea Feci non formate in circa 6 gatti su 10 Presente in quasi tutti i cani
Carenza di vitamina B12 Molto frequente (circa 77-100%) Frequente (circa 8 cani su 10 in alcuni studi)

Lo studio più ampio sull'EPI felina (Xenoulis e colleghi, 2016, 150 gatti) ha trovato un'età mediana di 7,7 anni, ma anche molti gatti di 5 anni o meno: nei gatti giovani la pancreatite cronica è meno probabile e vanno considerate altre cause, più rare, come anomalie congenite del pancreas o l'ostruzione del dotto pancreatico. Lo stesso studio ha registrato una condizione corporea mediana di 3 su 9, cioè gatti nettamente magri al momento della diagnosi.

I segni dell'EPI nel gatto

Nei 150 gatti dello studio i segni più comuni erano:

Segno Frequenza indicativa
Perdita di peso Oltre 90% (in circa 1 gatto su 20 l'unico segno)
Feci non formate 62%, solo in parte con episodi di diarrea acquosa
Pelo in cattivo stato Circa 50%
Appetito aumentato 42%
Appetito ridotto 42%
Abbattimento 40%
Vomito 19%

Le feci, quando sono anomale, sono di solito voluminose, chiare e untuose, e in alcuni gatti il pelo appare unto, soprattutto attorno alla coda e alla zona perianale. Il pelo opaco e trascurato è frequente anche perché un gatto che non assorbe bene i nutrienti ha meno risorse per il mantello (vedi pelo opaco e forfora nel gatto).

Attenzione all'appetito: un gatto che ha sempre fame e dimagrisce fa pensare all'EPI, ma anche all'ipertiroidismo e al diabete, che nel gatto anziano sono più frequenti. E quasi la metà dei gatti con EPI mangia meno, non di più, spesso per una pancreatite o un'enteropatia associata. Un gatto troppo magro va sempre fatto visitare prima di aumentare semplicemente la razione.

Come si arriva alla diagnosi

L'esame di riferimento è il fTLI (immunoreattività simil-tripsina felina), un prelievo di sangue fatto preferibilmente a digiuno. Misura quanto tripsinogeno, un precursore di un enzima pancreatico, passa nel sangue:

  • 8 µg/L o meno: valore compatibile con EPI (intervallo di riferimento circa 12-82 µg/L).
  • Tra 8 e 12 µg/L: zona grigia, da ripetere dopo alcune settimane o mesi.
  • Una malattia renale può alzare falsamente il valore, quindi nei gatti con reni compromessi il risultato va interpretato con il veterinario.

Nello stesso prelievo si misurano di solito cobalamina (vitamina B12) e folati: nello studio dei 150 gatti la B12 era bassa nel 77% dei gatti testati e i folati alti in circa la metà.

La terapia: enzimi a ogni pasto

  • Nel gatto si usano soprattutto enzimi pancreatici in polvere, mescolati bene a ogni pasto subito prima di servirlo; la dose iniziale tipica è di circa un cucchiaino per pasto, poi il veterinario la riduce alla dose minima efficace.
  • Le compresse e capsule sono poco pratiche da somministrare al gatto e vanno usate solo se prescritte in quella forma.
  • Il pancreas crudo (circa 50 g per pasto all'inizio) è un'alternativa da concordare con il veterinario, per il rischio, basso ma reale, di batteri e parassiti.
  • Gli enzimi in polvere hanno un odore che alcuni gatti rifiutano: mescolarli in un umido saporito e servirlo subito aiuta. Dosi alte possono irritare la bocca, quindi conviene inumidire bene il cibo.

Le feci di solito migliorano già nella prima settimana, il peso nelle settimane successive. La terapia è per tutta la vita.

Vitamina B12: nel gatto quasi sempre necessaria

Nel gatto il fattore intrinseco, la proteina che serve ad assorbire la vitamina B12 nell'ultimo tratto dell'intestino, è prodotto solo dal pancreas. Per questo la carenza di B12 riguarda dall'80% a quasi il 100% dei gatti con EPI, e i depositi nei tessuti possono essere esauriti anche quando il valore nel sangue sembra normale. Nello studio dei 150 gatti l'integrazione di B12 era associata a una risposta migliore alla terapia.

Lo schema più usato prevede iniezioni sottocutanee di 250 µg (500 µg nei gatti oltre 5 kg) ogni 2 settimane per 6-8 settimane, poi una volta al mese, con controlli del valore circa ogni 3 mesi. In alternativa il veterinario può prescrivere la B12 per bocca, ogni giorno, se le iniezioni non sono praticabili. Molti gatti ne hanno bisogno a vita.

Cosa mangiare: la dieta del gatto con EPI

Non esistono studi su diete specifiche per l'EPI felina, ma le indicazioni pratiche sono condivise:

Aspetto Indicazione generale Perché
Digeribilità Alta, con proteine animali di qualità Meno residuo non digerito e meno fermentazione
Proteine Alimento di mantenimento ricco di proteine Servono a recuperare la massa muscolare persa
Grassi Non necessariamente bassi Con gli enzimi il gatto li digerisce, e sono la fonte di calorie più concentrata
Pasti 2-4 pasti al giorno, ognuno con gli enzimi Ogni pasto senza enzimi viene digerito male
Costanza Stesso alimento, cambi graduali Ogni cambio può riportare feci molli

La dieta povera di grassi è un'abitudine nata nel cane, senza prove nel gatto: ridurre troppo i grassi rende più difficile far riprendere peso a un gatto già magro. Nella maggior parte dei gatti va bene un buon alimento di mantenimento molto digeribile e proteico; se c'è anche un'enteropatia cronica, il veterinario può scegliere un alimento gastrointestinale o ipoallergenico.

L'umido ha un vantaggio pratico: la polvere enzimatica si mescola meglio che sulle crocchette (vedi umido o secco per il gatto). Il lasciare la ciotola sempre piena di crocchette invece non funziona, perché gli enzimi vanno dati a ogni pasto: meglio pasti cadenzati.

Malattie associate: diabete, IBD e triadite

Nello studio dei 150 gatti, 58% aveva almeno un'altra malattia. Le più rilevanti per l'alimentazione:

  • Diabete mellito: se la pancreatite cronica distrugge anche la parte che produce insulina, EPI e diabete possono comparire insieme. Sete e urine aumentate sono il campanello d'allarme (vedi gatto che beve molto). In questo caso la scelta dell'alimento va bilanciata tra digeribilità e controllo dei carboidrati.
  • IBD o linfoma intestinale: enteropatie croniche frequenti nel gatto con EPI, che abbassano a loro volta la B12.
  • Triadite: l'infiammazione contemporanea di pancreas, intestino e fegato, tipica del gatto (vedi alimentazione del gatto con triadite).

Un gatto che non risponde bene a enzimi e B12 va rivalutato proprio per queste malattie associate.

Come far riprendere peso al gatto

  1. Calcola la razione sul peso ideale: nelle prime settimane può servire un apporto superiore alla razione di mantenimento.
  2. Enzimi in ogni pasto, anche negli snack consistenti; come premio usa una parte del cibo già trattato.
  3. Pesa il gatto ogni 2 settimane e valuta la condizione con il Body Condition Score, fino al peso ideale; poi riporta la razione al mantenimento.
  4. Osserva le feci: volume, colore e consistenza sono il segnale più rapido che la dose di enzimi funziona.
  5. Non lasciare digiunare il gatto: se rifiuta il cibo con gli enzimi per più di un giorno, senti subito il veterinario, perché nel gatto il digiuno prolungato può portare alla lipidosi epatica.

Quando sentire il veterinario

  • Il gatto dimagrisce, mangiando molto o poco, oppure ha feci voluminose, chiare e untuose.
  • Un gatto in terapia torna a perdere peso o ha di nuovo diarrea.
  • Compaiono sete e urine aumentate, vomito ripetuto, abbattimento.
  • Il gatto non mangia da più di 24 ore (vedi gatto che non mangia).

Domande frequenti

L'insufficienza pancreatica esocrina nel gatto si cura?

Il tessuto pancreatico perso non si rigenera, quindi la terapia è per tutta la vita, ma la prognosi è buona: nello studio dei 150 gatti la risposta è stata buona nel 60% dei casi, parziale in circa il 27% e scarsa nel 13%. Con enzimi, B12 e un alimento adatto molti gatti recuperano peso e hanno una buona qualità di vita.

Perché il mio gatto ha l'EPI ma non ha diarrea?

Nel gatto è frequente: circa 4 gatti su 10 con EPI hanno feci normali o quasi, e il dimagrimento è l'unico segno evidente. Per questo un gatto che perde peso senza motivo chiaro merita esami del sangue, incluso il fTLI se il veterinario lo ritiene utile.

Un gatto con EPI deve mangiare un cibo povero di grassi?

Non necessariamente. Non ci sono prove che una dieta povera di grassi aiuti il gatto con EPI, e con gli enzimi i grassi vengono digeriti. Diverso è il caso di una pancreatite attiva o di altre malattie associate, in cui il livello di grassi lo decide il veterinario.

La vitamina B12 si può dare per bocca?

Sì, in alcuni casi il veterinario prescrive la B12 orale ogni giorno al posto delle iniezioni, con un controllo dei valori dopo 2-3 mesi. Dose e forma vanno decise con lui, perché nel gatto con EPI la carenza è molto comune e va corretta bene.

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Dott. Luca Romano

Scritto da

Dott. Luca Romano

Veterinario nutrizionista

Veterinario specializzato in nutrizione clinica per animali da compagnia, aiuta i proprietari a costruire una dieta equilibrata per ogni fase della vita del proprio animale. Scrive per Flovvi guide su alimentazione, peso e digestione.

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