Colite nel gatto: feci con muco e sangue, cause e alimentazione
Feci molli con muco, gocce o striature di sangue rosso vivo, tante visite alla lettiera con poco materiale e sforzo dopo aver defecato indicano di solito una colite, cioè un'infiammazione del grosso intestino (colon). In un gatto adulto vivace, che mangia e beve, si parte da un umido molto digeribile in pasti piccoli e frequenti, senza digiuno; nelle coliti che tornano contano soprattutto la fibra solubile (come lo psillio) e una prova con proteina nuova o idrolizzata. Un gattino, un gatto anziano, il vomito, l'abbattimento, molto sangue o un gatto che si sforza senza fare pipì sono invece motivi per chiamare subito il veterinario.
Questa pagina riguarda la diarrea del grosso intestino. Per la diarrea in generale e la dieta leggera dei primi giorni vedi gatto con diarrea: cosa dargli da mangiare.
Colite o diarrea del piccolo intestino: come riconoscerla
La diarrea può nascere nel piccolo intestino, dove il cibo viene digerito e assorbito, o nel grosso intestino, dove si riassorbe l'acqua e si formano le feci. Riconoscere la sede orienta esami e dieta.
| Segno | Piccolo intestino | Grosso intestino (colite) |
|---|---|---|
| Visite alla lettiera | Normali o poco aumentate | Molto aumentate, a volte feci fuori dalla lettiera |
| Volume di ogni scarica | Abbondante | Piccolo |
| Urgenza | Rara | Frequente |
| Muco | Raro | Frequente, feci "gelatinose" o lucide |
| Sangue | Se presente, digerito: feci nere e catramose | Rosso vivo, in gocce o striature alla fine |
| Sforzo (tenesmo) | Assente | Frequente, anche dopo aver defecato |
| Perdita di peso | Frequente se cronica | Rara, salvo malattie di fondo |
| Vomito | Frequente nel gatto | Possibile, meno tipico |
Molti gatti hanno una forma mista, soprattutto nelle malattie croniche. Il tenesmo, cioè il bisogno continuo di spingere, si confonde facilmente con la stitichezza: se il gatto resta accovacciato a lungo ma produce feci molli o solo muco, non è stitico, e i rimedi di gatto con stitichezza non sono quelli giusti.
Attenzione al blocco urinario
Un gatto, soprattutto maschio, che entra ed esce dalla lettiera e si sforza può avere un'ostruzione urinaria, non un problema intestinale. Se nella lettiera non trovi urina, o solo poche gocce, è un'emergenza: un'uretra bloccata può diventare mortale in 24-48 ore.
Le cause della colite nel gatto
Cause alimentari e ambientali
- Cambio di cibo brusco: la causa più frequente nel gatto sano. La transizione corretta, in 10-14 giorni, è in cambio crocchette al gatto.
- Latte, latticini, avanzi grassi o cibo umido rimasto per ore nella ciotola; il lattosio è spiegato in intolleranza al lattosio in cani e gatti.
- Stress: trasloco, pensione, un nuovo gatto o un bambino in casa, lavori, visite dal veterinario. La colite compare spesso 1-3 giorni dopo l'evento e passa in pochi giorni.
- Pelo ingerito: nei gatti a pelo lungo o che si leccano molto, il pelo in eccesso può irritare il colon e alternare feci dure e molli con muco. La fibra adatta a far transitare i peli è descritta in fibra grezza e boli di pelo.
Parassiti e infezioni
- Tritrichomonas: un protozoo che vive proprio nel colon ed è la causa classica di colite nel gatto giovane di allevamento o di gattile. In uno studio su 117 gatti di razza a un'esposizione internazionale (Gookin, 2004) era positivo il 31% dei gatti. Dà feci molli, maleodoranti, con muco e talvolta sangue, ano arrossato, a volte feci perse fuori dalla lettiera, in un gatto che di solito resta vivace e non dimagrisce. L'esame diretto delle feci lo trova solo in circa il 14% dei casi, per cui serve la PCR. Molti gatti guariscono da soli, ma possono servire fino a 2 anni; l'unico farmaco efficace, il ronidazolo, ha un margine di sicurezza stretto e va usato solo su prescrizione. I dettagli sui gattini sono in gattino con diarrea.
- Giardia e coccidi, frequenti nei gattini e nei gatti di colonia, con feci molli e muco.
- Vermi intestinali: il vermifugo comune non elimina Giardia, coccidi o Tritrichomonas, quindi con una diarrea che non passa conta l'esame delle feci più di una nuova sverminazione "alla cieca".
- Infezioni batteriche (Clostridium, Campylobacter, Salmonella): il veterinario le valuta quando i segni sono marcati, sapendo che alcuni di questi batteri si trovano anche nelle feci di gatti sani.
Cause croniche
Si parla di colite cronica quando i segni durano più di 2-3 settimane o tornano a ondate. Escluse le cause precedenti, il veterinario valuta:
- Enteropatia che risponde alla dieta: in uno studio su 55 gatti con disturbi gastrointestinali cronici (Guilford, 2001), circa la metà è migliorata cambiando dieta e il 29% aveva una sensibilità alimentare confermata dalla ricomparsa dei sintomi alla reintroduzione del vecchio cibo. Tra i segni più frequenti di questi gatti c'era proprio la diarrea del grosso intestino, spesso insieme a prurito o perdita di peso.
- IBD (malattia infiammatoria cronica intestinale): un'infiammazione confermata con le biopsie che non risponde alla sola dieta; la gestione è in IBD nel gatto.
- Linfoma e altri tumori intestinali, più frequenti nel gatto anziano: una diarrea cronica in un gatto sopra i 10 anni, soprattutto con perdita di peso o appetito capriccioso, va sempre indagata. L'alimentazione durante le cure è in alimentazione del gatto con tumore.
Cosa dare da mangiare al gatto con colite acuta
Questo schema vale per un gatto adulto, vivace, che mangia e beve e non ha nessuno dei segnali d'allarme elencati più avanti.
- Niente digiuno: nel gatto saltare il cibo per più di un giorno espone alla lipidosi epatica e non aiuta il colon a guarire. Si continua a dargli da mangiare, solo in modo diverso.
- Umido molto digeribile per 3-5 giorni: un alimento veterinario gastrointestinale per gatti, che ha il vantaggio di essere completo, oppure per 2-3 giorni al massimo carne magra bollita (petto di pollo o di tacchino) senza pelle, ossa, sale o condimenti. Il riso non serve al gatto.
- Pasti piccoli e frequenti: 4-5 al giorno invece di 2, per non sovraccaricare il colon.
- Acqua: con tante scariche il gatto perde liquidi. L'umido aiuta più delle crocchette; i vantaggi sono in umido o secco per il gatto.
- Ritorno graduale al cibo abituale in 4-6 giorni, mescolandolo in quote crescenti all'alimento leggero.
Durante questi giorni evita snack, latte, avanzi e cambi continui di gusto. Se la colite è comparsa durante una transizione, si torna al vecchio cibo e si riparte più lentamente.
La fibra nella colite che si ripete
Il colon si nutre in buona parte degli acidi grassi a catena corta, come il butirrato, che i batteri intestinali producono fermentando la fibra. Per questo la fibra conta di più nella colite che nella diarrea del piccolo intestino.
- Fibra solubile e fermentabile (psillio, polpa di barbabietola, inulina, pectine): forma un gel che dà consistenza alle feci e nutre la mucosa del colon.
- Fibra insolubile (cellulosa): aumenta il volume delle feci e regola il transito, ma fermenta poco.
- Diete a fibra mista: molti alimenti veterinari per l'intestino del gatto combinano i due tipi e sono la scelta più comoda.
Nel gatto gli studi sulla fibra nella colite sono pochi: le prove migliori vengono dai cani (la gestione con psillio è descritta in colite nel cane) e dai gatti stitici, dove una crocchetta arricchita di psillio ha migliorato la consistenza delle feci nell'82-93% dei gatti in due prove non controllate (Freiche, 2011). Lo psillio regola le feci in entrambe le direzioni, ma le dosi nel gatto sono minime: si parla di frazioni di cucchiaino al giorno, sempre mescolate all'umido con acqua in più, da concordare con il veterinario. Troppa fibra dà gas, feci voluminose o al contrario più molli, e servono 1-2 settimane per giudicarne l'effetto. La zucca cotta, un cucchiaino per pasto, è un'alternativa blanda.
Prova dietetica: proteina nuova o idrolizzata
Se la colite dura da settimane e i parassiti sono stati esclusi, il passo successivo è quasi sempre una prova dietetica, perché molti gatti con diarrea cronica rispondono al solo cambio di cibo:
- un alimento con una proteina mai mangiata prima dal gatto, come spiegato in dieta di eliminazione nel gatto;
- oppure un alimento a proteine idrolizzate, spezzate in frammenti troppo piccoli per scatenare una reazione; il principio è lo stesso descritto in crocchette anallergeniche idrolizzate.
Per i disturbi intestinali la risposta arriva in genere entro 2-3 settimane, più in fretta che per il prurito. Durante la prova il gatto mangia solo quell'alimento: niente snack, paste, avanzi o cibo di altri gatti. In uno studio su gatti con diarrea cronica (Laflamme, 2011) il 78% è migliorato passando a una nuova dieta digeribile, indipendentemente dal fatto che fosse ricca o povera di grassi: nel gatto conta più il cambio di dieta che il taglio dei grassi. Se il gatto è allergico al pollo, le alternative sono in gatto allergico al pollo.
Probiotici e stress
I probiotici per gatti sono sicuri ma le prove sono modeste: in uno studio su 217 gatti di rifugio (Bybee, 2011) hanno ridotto le diarree durate 2 giorni o più, non la loro comparsa. Nei gatti con colite da stress ricorrente aiutano di più routine stabili, una lettiera per gatto più una, ciotole lontane dalla lettiera e posti in alto dove rifugiarsi.
Niente farmaci umani contro la diarrea
Non dare al gatto antidiarroici per uso umano: il subsalicilato di bismuto contiene un salicilato, che il gatto elimina molto lentamente, e la loperamide, rallentando l'intestino, può mascherare un'infezione. Anche antibiotici avanzati in casa, come il metronidazolo, non vanno dati senza indicazione: nel Tritrichomonas, ad esempio, danno spesso solo un miglioramento temporaneo e la diarrea torna appena si sospendono, ritardando la diagnosi.
Quando chiamare il veterinario
Qualche goccia di sangue rosso su feci con muco, in un gatto adulto vivace, è comune nella colite acuta. Chiama invece il veterinario se:
- il gatto si sforza nella lettiera senza urinare (emergenza);
- si tratta di un gattino, di un gatto anziano o con altre malattie;
- compaiono vomito, abbattimento, rifiuto del cibo per più di un giorno, gengive pallide o febbre;
- il sangue è abbondante o le feci sono nere e catramose (sangue digerito);
- il gatto potrebbe aver ingerito un veleno, un farmaco o una pianta tossica, come quelle in frutta e verdura velenosa per gatti;
- la diarrea con muco o sangue dura più di 2-3 giorni nonostante la dieta, si ripete spesso, o il gatto dimagrisce.
Porta un campione di feci fresche, di non più di qualche ora: serve per Giardia e Tritrichomonas.
Domande frequenti
Il gatto fa feci con muco ma sta bene: cosa faccio?
Se è vivace, mangia e beve, passa a un umido molto digeribile in pasti piccoli per qualche giorno, senza digiuno, e osserva. Se il muco persiste oltre 2-3 giorni, ritorna spesso o compaiono sangue, vomito o abbattimento, porta un campione di feci dal veterinario.
Il gatto fa feci con sangue rosso: è grave?
Qualche goccia alla fine di feci molli con muco è tipica della colite e, in un gatto adulto vivace, non è un'urgenza, ma va segnalata se dura più di 2-3 giorni. Molto sangue, feci nere, vomito o abbattimento richiedono invece una visita in giornata, così come il sangue in un gattino o in un gatto anziano.
Quanto dura la colite nel gatto?
La colite da stress o da cambio di cibo migliora di solito in pochi giorni. Se i segni durano più di 2-3 settimane o tornano a ondate è cronica e richiede esami delle feci e spesso una prova dietetica; la colite da Tritrichomonas può durare mesi.
Configura il profilo del tuo gatto in Flovvi indicando i suoi disturbi intestinali e le proteine che tollera: i filtri personalizzati ti aiutano a scegliere un umido digeribile, con la fibra o la proteina più adatta, e nella Routine puoi impostare pasti piccoli e frequenti e il ritorno graduale al cibo abituale.
Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti.
Scritto da
Marco Bianchi
Educatore cinofilo comportamentale
Educatore cinofilo certificato, lavora ogni giorno con cani e famiglie su comportamento, socializzazione e crescita dei cuccioli. Per Flovvi traduce l'esperienza sul campo in consigli pratici e facili da applicare a casa.
Tutti gli articoli di Marco BianchiDurante la terapia antivirale per la FIP il gatto deve tornare a mangiare e a crescere: umido completo, appetibile e ricco di calorie, pasti piccoli e frequenti, acqua sempre disponibile e niente cibo crudo. Va pesato ogni settimana, perché la dose del farmaco si calcola sul peso, e un gatto che non mangia da 24-48 ore va segnalato subito al veterinario per il rischio di lipidosi epatica.
Nell'insufficienza pancreatica esocrina (EPI) il pancreas del gatto non produce più abbastanza enzimi digestivi: il segno principale è il dimagrimento, spesso con appetito conservato o aumentato, mentre la diarrea manca in circa 4 gatti su 10. Si conferma con il test fTLI e si gestisce con enzimi in polvere mescolati a ogni pasto, integrazione di vitamina B12 (carente in quasi tutti i gatti con EPI) e un alimento molto digeribile, senza dover ridurre per forza i grassi.
Un gatto che si gratta o si lecca fino a perdere il pelo ha quasi sempre una causa da cercare con il veterinario: la più frequente è l'allergia alle pulci, poi le allergie ambientali e, meno spesso, l'allergia alimentare. Il cibo si conferma solo con una dieta a eliminazione di 8 settimane; omega-3 e una dieta completa aiutano la pelle, ma non sostituiscono la diagnosi.