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Nutrizione Clinica e Allergie

Colite nel gatto: feci con muco e sangue, cause e alimentazione

Feci molli con muco, gocce di sangue rosso, tante visite alla lettiera e sforzo indicano di solito una colite, cioè un'infiammazione del grosso intestino. Nel gatto adulto vivace si parte da un umido molto digeribile in pasti piccoli, senza digiuno; nelle forme che tornano contano la fibra solubile e una prova con proteina nuova o idrolizzata. Gattini, gatti anziani, vomito, abbattimento o sforzo senza urina richiedono il veterinario.
Marco Bianchi
Di , Educatore cinofilo comportamentale

Feci molli con muco, gocce o striature di sangue rosso vivo, tante visite alla lettiera con poco materiale e sforzo dopo aver defecato indicano di solito una colite, cioè un'infiammazione del grosso intestino (colon). In un gatto adulto vivace, che mangia e beve, si parte da un umido molto digeribile in pasti piccoli e frequenti, senza digiuno; nelle coliti che tornano contano soprattutto la fibra solubile (come lo psillio) e una prova con proteina nuova o idrolizzata. Un gattino, un gatto anziano, il vomito, l'abbattimento, molto sangue o un gatto che si sforza senza fare pipì sono invece motivi per chiamare subito il veterinario.

Questa pagina riguarda la diarrea del grosso intestino. Per la diarrea in generale e la dieta leggera dei primi giorni vedi gatto con diarrea: cosa dargli da mangiare.

Colite o diarrea del piccolo intestino: come riconoscerla

La diarrea può nascere nel piccolo intestino, dove il cibo viene digerito e assorbito, o nel grosso intestino, dove si riassorbe l'acqua e si formano le feci. Riconoscere la sede orienta esami e dieta.

Segno Piccolo intestino Grosso intestino (colite)
Visite alla lettiera Normali o poco aumentate Molto aumentate, a volte feci fuori dalla lettiera
Volume di ogni scarica Abbondante Piccolo
Urgenza Rara Frequente
Muco Raro Frequente, feci "gelatinose" o lucide
Sangue Se presente, digerito: feci nere e catramose Rosso vivo, in gocce o striature alla fine
Sforzo (tenesmo) Assente Frequente, anche dopo aver defecato
Perdita di peso Frequente se cronica Rara, salvo malattie di fondo
Vomito Frequente nel gatto Possibile, meno tipico

Molti gatti hanno una forma mista, soprattutto nelle malattie croniche. Il tenesmo, cioè il bisogno continuo di spingere, si confonde facilmente con la stitichezza: se il gatto resta accovacciato a lungo ma produce feci molli o solo muco, non è stitico, e i rimedi di gatto con stitichezza non sono quelli giusti.

Attenzione al blocco urinario

Un gatto, soprattutto maschio, che entra ed esce dalla lettiera e si sforza può avere un'ostruzione urinaria, non un problema intestinale. Se nella lettiera non trovi urina, o solo poche gocce, è un'emergenza: un'uretra bloccata può diventare mortale in 24-48 ore.

Le cause della colite nel gatto

Cause alimentari e ambientali

  • Cambio di cibo brusco: la causa più frequente nel gatto sano. La transizione corretta, in 10-14 giorni, è in cambio crocchette al gatto.
  • Latte, latticini, avanzi grassi o cibo umido rimasto per ore nella ciotola; il lattosio è spiegato in intolleranza al lattosio in cani e gatti.
  • Stress: trasloco, pensione, un nuovo gatto o un bambino in casa, lavori, visite dal veterinario. La colite compare spesso 1-3 giorni dopo l'evento e passa in pochi giorni.
  • Pelo ingerito: nei gatti a pelo lungo o che si leccano molto, il pelo in eccesso può irritare il colon e alternare feci dure e molli con muco. La fibra adatta a far transitare i peli è descritta in fibra grezza e boli di pelo.

Parassiti e infezioni

  • Tritrichomonas: un protozoo che vive proprio nel colon ed è la causa classica di colite nel gatto giovane di allevamento o di gattile. In uno studio su 117 gatti di razza a un'esposizione internazionale (Gookin, 2004) era positivo il 31% dei gatti. Dà feci molli, maleodoranti, con muco e talvolta sangue, ano arrossato, a volte feci perse fuori dalla lettiera, in un gatto che di solito resta vivace e non dimagrisce. L'esame diretto delle feci lo trova solo in circa il 14% dei casi, per cui serve la PCR. Molti gatti guariscono da soli, ma possono servire fino a 2 anni; l'unico farmaco efficace, il ronidazolo, ha un margine di sicurezza stretto e va usato solo su prescrizione. I dettagli sui gattini sono in gattino con diarrea.
  • Giardia e coccidi, frequenti nei gattini e nei gatti di colonia, con feci molli e muco.
  • Vermi intestinali: il vermifugo comune non elimina Giardia, coccidi o Tritrichomonas, quindi con una diarrea che non passa conta l'esame delle feci più di una nuova sverminazione "alla cieca".
  • Infezioni batteriche (Clostridium, Campylobacter, Salmonella): il veterinario le valuta quando i segni sono marcati, sapendo che alcuni di questi batteri si trovano anche nelle feci di gatti sani.

Cause croniche

Si parla di colite cronica quando i segni durano più di 2-3 settimane o tornano a ondate. Escluse le cause precedenti, il veterinario valuta:

  • Enteropatia che risponde alla dieta: in uno studio su 55 gatti con disturbi gastrointestinali cronici (Guilford, 2001), circa la metà è migliorata cambiando dieta e il 29% aveva una sensibilità alimentare confermata dalla ricomparsa dei sintomi alla reintroduzione del vecchio cibo. Tra i segni più frequenti di questi gatti c'era proprio la diarrea del grosso intestino, spesso insieme a prurito o perdita di peso.
  • IBD (malattia infiammatoria cronica intestinale): un'infiammazione confermata con le biopsie che non risponde alla sola dieta; la gestione è in IBD nel gatto.
  • Linfoma e altri tumori intestinali, più frequenti nel gatto anziano: una diarrea cronica in un gatto sopra i 10 anni, soprattutto con perdita di peso o appetito capriccioso, va sempre indagata. L'alimentazione durante le cure è in alimentazione del gatto con tumore.

Cosa dare da mangiare al gatto con colite acuta

Questo schema vale per un gatto adulto, vivace, che mangia e beve e non ha nessuno dei segnali d'allarme elencati più avanti.

  1. Niente digiuno: nel gatto saltare il cibo per più di un giorno espone alla lipidosi epatica e non aiuta il colon a guarire. Si continua a dargli da mangiare, solo in modo diverso.
  2. Umido molto digeribile per 3-5 giorni: un alimento veterinario gastrointestinale per gatti, che ha il vantaggio di essere completo, oppure per 2-3 giorni al massimo carne magra bollita (petto di pollo o di tacchino) senza pelle, ossa, sale o condimenti. Il riso non serve al gatto.
  3. Pasti piccoli e frequenti: 4-5 al giorno invece di 2, per non sovraccaricare il colon.
  4. Acqua: con tante scariche il gatto perde liquidi. L'umido aiuta più delle crocchette; i vantaggi sono in umido o secco per il gatto.
  5. Ritorno graduale al cibo abituale in 4-6 giorni, mescolandolo in quote crescenti all'alimento leggero.

Durante questi giorni evita snack, latte, avanzi e cambi continui di gusto. Se la colite è comparsa durante una transizione, si torna al vecchio cibo e si riparte più lentamente.

La fibra nella colite che si ripete

Il colon si nutre in buona parte degli acidi grassi a catena corta, come il butirrato, che i batteri intestinali producono fermentando la fibra. Per questo la fibra conta di più nella colite che nella diarrea del piccolo intestino.

  • Fibra solubile e fermentabile (psillio, polpa di barbabietola, inulina, pectine): forma un gel che dà consistenza alle feci e nutre la mucosa del colon.
  • Fibra insolubile (cellulosa): aumenta il volume delle feci e regola il transito, ma fermenta poco.
  • Diete a fibra mista: molti alimenti veterinari per l'intestino del gatto combinano i due tipi e sono la scelta più comoda.

Nel gatto gli studi sulla fibra nella colite sono pochi: le prove migliori vengono dai cani (la gestione con psillio è descritta in colite nel cane) e dai gatti stitici, dove una crocchetta arricchita di psillio ha migliorato la consistenza delle feci nell'82-93% dei gatti in due prove non controllate (Freiche, 2011). Lo psillio regola le feci in entrambe le direzioni, ma le dosi nel gatto sono minime: si parla di frazioni di cucchiaino al giorno, sempre mescolate all'umido con acqua in più, da concordare con il veterinario. Troppa fibra dà gas, feci voluminose o al contrario più molli, e servono 1-2 settimane per giudicarne l'effetto. La zucca cotta, un cucchiaino per pasto, è un'alternativa blanda.

Prova dietetica: proteina nuova o idrolizzata

Se la colite dura da settimane e i parassiti sono stati esclusi, il passo successivo è quasi sempre una prova dietetica, perché molti gatti con diarrea cronica rispondono al solo cambio di cibo:

Per i disturbi intestinali la risposta arriva in genere entro 2-3 settimane, più in fretta che per il prurito. Durante la prova il gatto mangia solo quell'alimento: niente snack, paste, avanzi o cibo di altri gatti. In uno studio su gatti con diarrea cronica (Laflamme, 2011) il 78% è migliorato passando a una nuova dieta digeribile, indipendentemente dal fatto che fosse ricca o povera di grassi: nel gatto conta più il cambio di dieta che il taglio dei grassi. Se il gatto è allergico al pollo, le alternative sono in gatto allergico al pollo.

Probiotici e stress

I probiotici per gatti sono sicuri ma le prove sono modeste: in uno studio su 217 gatti di rifugio (Bybee, 2011) hanno ridotto le diarree durate 2 giorni o più, non la loro comparsa. Nei gatti con colite da stress ricorrente aiutano di più routine stabili, una lettiera per gatto più una, ciotole lontane dalla lettiera e posti in alto dove rifugiarsi.

Niente farmaci umani contro la diarrea

Non dare al gatto antidiarroici per uso umano: il subsalicilato di bismuto contiene un salicilato, che il gatto elimina molto lentamente, e la loperamide, rallentando l'intestino, può mascherare un'infezione. Anche antibiotici avanzati in casa, come il metronidazolo, non vanno dati senza indicazione: nel Tritrichomonas, ad esempio, danno spesso solo un miglioramento temporaneo e la diarrea torna appena si sospendono, ritardando la diagnosi.

Quando chiamare il veterinario

Qualche goccia di sangue rosso su feci con muco, in un gatto adulto vivace, è comune nella colite acuta. Chiama invece il veterinario se:

  • il gatto si sforza nella lettiera senza urinare (emergenza);
  • si tratta di un gattino, di un gatto anziano o con altre malattie;
  • compaiono vomito, abbattimento, rifiuto del cibo per più di un giorno, gengive pallide o febbre;
  • il sangue è abbondante o le feci sono nere e catramose (sangue digerito);
  • il gatto potrebbe aver ingerito un veleno, un farmaco o una pianta tossica, come quelle in frutta e verdura velenosa per gatti;
  • la diarrea con muco o sangue dura più di 2-3 giorni nonostante la dieta, si ripete spesso, o il gatto dimagrisce.

Porta un campione di feci fresche, di non più di qualche ora: serve per Giardia e Tritrichomonas.

Domande frequenti

Il gatto fa feci con muco ma sta bene: cosa faccio?

Se è vivace, mangia e beve, passa a un umido molto digeribile in pasti piccoli per qualche giorno, senza digiuno, e osserva. Se il muco persiste oltre 2-3 giorni, ritorna spesso o compaiono sangue, vomito o abbattimento, porta un campione di feci dal veterinario.

Il gatto fa feci con sangue rosso: è grave?

Qualche goccia alla fine di feci molli con muco è tipica della colite e, in un gatto adulto vivace, non è un'urgenza, ma va segnalata se dura più di 2-3 giorni. Molto sangue, feci nere, vomito o abbattimento richiedono invece una visita in giornata, così come il sangue in un gattino o in un gatto anziano.

Quanto dura la colite nel gatto?

La colite da stress o da cambio di cibo migliora di solito in pochi giorni. Se i segni durano più di 2-3 settimane o tornano a ondate è cronica e richiede esami delle feci e spesso una prova dietetica; la colite da Tritrichomonas può durare mesi.

Configura il profilo del tuo gatto in Flovvi indicando i suoi disturbi intestinali e le proteine che tollera: i filtri personalizzati ti aiutano a scegliere un umido digeribile, con la fibra o la proteina più adatta, e nella Routine puoi impostare pasti piccoli e frequenti e il ritorno graduale al cibo abituale.

Il tuo animale ha allergie o esigenze particolari?

Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti.

Marco Bianchi

Scritto da

Marco Bianchi

Educatore cinofilo comportamentale

Educatore cinofilo certificato, lavora ogni giorno con cani e famiglie su comportamento, socializzazione e crescita dei cuccioli. Per Flovvi traduce l'esperienza sul campo in consigli pratici e facili da applicare a casa.

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