Un gatto adulto con diarrea lieve, che continua a mangiare, bere ed essere vivace, va alimentato con cibo molto digeribile in piccoli pasti frequenti per 2-3 giorni, e poi riportato gradualmente alla dieta abituale. A differenza del cane, il gatto non va messo a digiuno: dopo 24-48 ore senza cibo il suo fegato è a rischio, e il digiuno non accelera la guarigione intestinale. Diarrea che dura più di 24-48 ore, con sangue, vomito, abbattimento, o in un gattino o in un gatto anziano richiede invece una visita veterinaria, perché la disidratazione in un animale di 4 kg arriva in fretta.
Perché il gatto non va messo a digiuno
Nel cane si consiglia spesso di "far riposare l'intestino" per 12-24 ore. Nel gatto questa regola non vale. Il metabolismo felino mobilita rapidamente i grassi verso il fegato quando il cibo manca, e in un gatto in sovrappeso bastano pochi giorni di anoressia per innescare una lipidosi epatica, descritta in cibo per gatti con lipidosi epatica. Inoltre le cellule intestinali si nutrono direttamente dal contenuto dell'intestino: un digiuno prolungato le indebolisce invece di aiutarle. La regola pratica è quindi: cibo leggero sì, digiuno no, e se il gatto rifiuta il cibo per più di un giorno vale la guida su gatto che non mangia.
Le cause più comuni
Cause alimentari
- Cambio di cibo troppo brusco. È la causa numero uno nel gatto sano: una nuova marca o un nuovo gusto introdotti dall'oggi al domani. La transizione graduale in 10-14 giorni è descritta in cambio crocchette al gatto: schema di transizione.
- Latte e latticini. La maggior parte dei gatti adulti non digerisce il lattosio; i dettagli sono in intolleranza al lattosio in cani e gatti.
- Avanzi, cibo grasso o avariato, incluso il cibo umido lasciato nella ciotola per ore in estate.
- Intolleranze o allergie alimentari, che danno diarrea cronica o intermittente, spesso con vomito o prurito; la diagnosi passa dalla dieta da eliminazione nel gatto.
- Eccesso di snack o di cibo umido complementare, che sbilancia la dieta.
Cause mediche
- Parassiti intestinali (vermi, giardia, coccidi), la causa più frequente nei gattini e nei gatti con accesso all'esterno.
- Infezioni virali o batteriche, soprattutto in gatti giovani, di colonia o non vaccinati.
- Stress: trasloco, nuovo animale in casa, pensione. Nel gatto lo stress passa spesso dall'intestino.
- Malattie infiammatorie intestinali, con diarrea cronica e perdita di peso, di cui si parla in IBD nel gatto.
- Ipertiroidismo nel gatto anziano, che unisce diarrea, fame e dimagrimento; l'alimentazione è trattata in alimentazione per gatto con ipertiroidismo.
- Pancreatite e triadite, dove la diarrea si accompagna a inappetenza e vomito, con una gestione descritta in alimentazione per gatto con triadite.
- Antibiotici e altri farmaci, che alterano la flora intestinale.
- Piante e alimenti tossici, tra cui gigli, cipolla e aglio; l'elenco è in frutta e verdura velenosa per gatti.
Cosa dare da mangiare: la dieta leggera per il gatto
La classica "pollo e riso" del cane va adattata: il gatto è un carnivoro obbligato e il riso non gli serve. Lo schema più usato per un episodio lieve è:
- Carne magra bollita senza pelle, ossa, sale o condimenti: petto di pollo o di tacchino, sminuzzato fine. In alternativa, un alimento umido veterinario gastrointestinale, che ha il vantaggio di essere completo e di poter durare più giorni.
- Porzioni piccole e frequenti: quattro o cinque pasti al giorno, ciascuno pari a un quarto della razione normale, per non sovraccaricare l'intestino.
- Un cucchiaino di zucca cotta o un po' di fibra solubile, facoltativi: aiutano a compattare le feci, come spiegato in zucca per cani e gatti. Nel gatto le quantità sono molto piccole.
- Acqua sempre disponibile, meglio in più punti della casa; il cibo umido aiuta a reintegrare i liquidi, mentre le crocchette secche in questa fase sono meno indicate.
- Probiotici per gatti, se consigliati dal veterinario, utili soprattutto dopo antibiotici.
La dieta casalinga di sola carne non è completa: va usata per 2-3 giorni al massimo, poi si torna al cibo abituale mescolandolo progressivamente in 3-4 giorni. Se il gatto era già in transizione verso un nuovo alimento, è quello il primo sospettato: si torna al vecchio e si riparte più lentamente.
Quando la diarrea richiede il veterinario
| Situazione | Cosa fare |
|---|---|
| Diarrea lieve, gatto vivace che mangia e beve, meno di 24 ore | Dieta leggera a casa, osservare |
| Dura più di 24-48 ore nonostante la dieta leggera | Visita veterinaria |
| Sangue rosso o feci nere e catramose | Visita veterinaria in giornata |
| Vomito contemporaneo, rifiuto del cibo, abbattimento | Visita veterinaria in giornata |
| Gattino sotto i 6 mesi, gatto anziano o con malattie croniche | Visita veterinaria subito, anche se sembra stare bene |
| Diarrea acquosa molto frequente, gengive pallide o secche, pelle che resta sollevata quando la si pizzica | Urgenza |
| Diarrea intermittente da più di 2-3 settimane, con o senza perdita di peso | Visita con esami, perché è cronica |
Nel gattino la diarrea è sempre da prendere sul serio: in un animale da 500 g la disidratazione diventa pericolosa in poche ore, e i parassiti sono quasi sempre coinvolti.
Cosa non fare
- Non dare farmaci antidiarroici umani: molti sono tossici per il gatto e alcuni mascherano un'infezione o un'ostruzione.
- Non dare latte "per calmare lo stomaco": peggiora la diarrea.
- Non insistere con le crocchette se il gatto le rifiuta: in questa fase un umido digeribile è preferibile e aiuta a idratare.
- Non cambiare di nuovo cibo nel mezzo dell'episodio, se non per tornare a quello precedente.
- Non ignorare le feci molli croniche perché "il gatto sta bene": una diarrea intermittente per settimane è un sintomo, non un'abitudine.
Prevenire gli episodi ricorrenti
Nel gatto sano la maggior parte delle diarree da cibo si previene con tre abitudini: transizioni lente tra alimenti, una dieta stabile senza avanzi e latticini, e il cibo umido non lasciato nella ciotola oltre un'ora, soprattutto in estate. Se il gatto fa diarrea ogni volta che cambia gusto della stessa marca, la causa può essere una proteina specifica e vale la pena annotare quali ingredienti ha in comune ogni episodio. La versione per il cane di questa guida, con la dieta a base di pollo e riso, è in dieta per cane con diarrea.
Domande frequenti
Posso dare riso al gatto con diarrea?
Un cucchiaio di riso bianco ben cotto mescolato alla carne non fa male e viene usato da molti veterinari, ma non è necessario: il gatto non ha bisogno di carboidrati e la fibra della zucca è più utile per compattare le feci. La base della dieta leggera deve restare la carne magra.
Per quanti giorni posso dare solo pollo bollito al gatto?
Non più di due o tre. Il pollo da solo è privo di calcio, taurina sufficiente e vitamine: va bene come dieta di transizione, non come dieta. Se dopo tre giorni la diarrea non è risolta, il problema non è il cibo e serve il veterinario.
Il mio gatto ha la diarrea ma è vivace e mangia: devo preoccuparmi?
Se dura meno di un giorno e non ci sono sangue, vomito o cambiamenti di comportamento, puoi gestirla a casa con la dieta leggera. Se si ripete nel giro di qualche settimana, anche se ogni episodio si risolve, va indagata: la diarrea ricorrente nel gatto è spesso alimentare o parassitaria e si risolve solo trovando la causa.
Le crocchette per gatti sterilizzati possono causare diarrea?
Qualsiasi alimento può causarla se introdotto bruscamente o se contiene un ingrediente che il gatto non tollera, non per il fatto di essere "per sterilizzati". Se la diarrea compare dopo il cambio, torna al prodotto precedente e riprova con una transizione di almeno dieci giorni.
Se il tuo gatto tende alla diarrea con alcuni alimenti, usa i filtri della Pantry di Flovvi per confrontare fonte proteica, grassi e fibra dei prodotti che ha provato, e imposta nella Routine pasti più piccoli e frequenti: con uno storico dei cambi di cibo diventa più facile capire, insieme al veterinario, quale ingrediente non tollera.
Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti nella Dispensa.
Veterinario nutrizionista
Veterinario specializzato in nutrizione clinica per animali da compagnia, aiuta i proprietari a costruire una dieta equilibrata per ogni fase della vita del proprio animale. Scrive per Flovvi guide su alimentazione, peso e digestione.
Un gatto stitico produce feci dure e piccole, si sforza nella lettiera e salta uno o più giorni; nella maggior parte dei casi la causa è poca acqua (dieta di sole crocchette), pelo ingerito, sedentarietà e sovrappeso, o una lettiera che il gatto evita. Si corregge con l'umido, una fibra solubile come psillio o zucca e il movimento, senza mai digiuno e senza lassativi umani. Lo sforzo senza urina, il vomito e più di 2-3 giorni senza feci sono motivi per il veterinario, subito.
Nel gatto con pancreatite la priorità alimentare è che mangi: a differenza del cane, il digiuno è controindicato e i grassi non sono il fattore scatenante dimostrato, per cui non serve una dieta drasticamente povera di grassi ma un alimento altamente digeribile, ricco di proteine animali, moderato nei grassi e molto appetibile, servito in 4-6 piccoli pasti. Spesso la pancreatite felina è cronica e convive con IBD, diabete o triadite, che condizionano la scelta del cibo.
Un gatto con allergia al pollo confermata può essere alimentato con proteine che non ha mai mangiato (coniglio, cavallo, cervo, anatra, maiale, insetti) o con proteine idrolizzate, ma solo se il pollo sparisce davvero da ogni fonte: umido, croccantini, snack, compresse aromatizzate e la voce generica "carne e derivati" che può nasconderlo. La conferma richiede una dieta a eliminazione di 8-12 settimane, perché non esistono test del sangue affidabili.