Un gatto è stitico quando le feci sono dure, piccole e secche, quando si sforza nella lettiera con poco risultato o quando salta uno o più giorni senza defecare. Nella maggior parte dei gatti adulti la causa è alimentare o ambientale: poca acqua in una dieta di sole crocchette, pelo ingerito, sedentarietà e sovrappeso, oppure una lettiera che il gatto evita perché sporca, in un posto rumoroso o condivisa con un altro gatto. Si corregge in pochi giorni con una quota di umido, una fibra solubile (psillio o zucca, a dosi piccole), più acqua e più movimento, e con due regole ferme: mai far digiunare un gatto e mai usare lassativi o clisteri per persone. Ci sono però tre situazioni che non si gestiscono a casa: il gatto che si sforza senza fare pipì (un blocco urinario, un'emergenza), il gatto che vomita o non mangia, e il gatto che non defeca da più di 2-3 giorni. Questo articolo riguarda il gatto adulto; la stitichezza cronica del gatto anziano, con il suo legame con reni e artrosi, ha un approfondimento dedicato in alimentazione della gatta anziana con stitichezza.
Come riconoscere la stitichezza (e non confonderla con il blocco urinario)
Un gatto sano defeca una o due volte al giorno, con feci formate, umide e di colore marrone. I segnali di stitichezza:
- Feci dure, piccole, secche, a volte a palline, spesso con un po' di muco o una striatura di sangue vivo da sforzo.
- Sforzo nella lettiera, con il gatto che entra ed esce più volte, miagola, resta accovacciato a lungo.
- Un giorno o più senza feci nella lettiera, con un gatto che per il resto si comporta normalmente.
- Appetito ridotto, addome teso, un po' di vomito nei casi più avanzati, quando il colon è pieno.
Il punto decisivo è distinguere lo sforzo per defecare dallo sforzo per urinare: dall'esterno sono identici, e un proprietario su due li confonde. Un gatto, soprattutto un maschio, che si accovaccia di continuo, si lecca i genitali, miagola e non lascia urina nella lettiera può avere un blocco uretrale, che uccide in 24-48 ore: è un'emergenza da pronto soccorso veterinario, senza aspettare il mattino. Le cause urinarie sono descritte in cistite idiopatica felina e in cibo urinary per gatto con struvite. Se non sei sicuro di cosa il gatto stia cercando di fare, controlla la lettiera: se c'è urina normale, è stitichezza; se non ce n'è, è il veterinario.
Le cause alimentari e ambientali, dalla più frequente
- Poca acqua. È la causa numero uno. Un gatto che mangia solo crocchette beve molto meno di quanto gli serve, e il colon recupera l'acqua dalle feci, che diventano dure: il meccanismo è spiegato in umido completo vs crocchette nel gatto. Una bustina da 85 g porta 65-70 ml d'acqua.
- Pelo ingerito. In un gatto a pelo lungo, o in muta, il pelo ingerito con la toelettatura si accumula nel colon e cementa le feci. Boli di pelo vomitati e stitichezza vanno spesso insieme, e la gestione della fibra è in fibra grezza per il gatto e boli di pelo.
- Sedentarietà e sovrappeso. Un gatto che non si muove ha un intestino che non si muove, e un gatto obeso fatica anche ad assumere la posizione per defecare. Il protocollo è in gatto in sovrappeso: dieta per dimagrire.
- Lettiera evitata. Una lettiera sporca, troppo piccola, con un substrato appena cambiato, in un posto di passaggio o contesa con un altro gatto porta il gatto a trattenere le feci; trattenere le secca. Regola: una lettiera per gatto più una, pulita ogni giorno.
- Ossa nella dieta BARF. Troppe ossa polpose producono feci bianche, gessose e durissime: va ridotta la quota, come spiegato in dieta BARF per il gatto: guida per iniziare.
- Un cambio di cibo brusco, o un passaggio dall'umido al solo secco: lo schema corretto è in cambio crocchette al gatto.
- Stress (trasloco, nuovo animale, ospiti): nel gatto il colon risponde allo stress in entrambe le direzioni, diarrea o stitichezza.
Tra le cause non alimentari, che il veterinario cerca quando gli episodi si ripetono: dolore articolare che impedisce la posizione (frequente dopo i 10 anni, vedi gatto anziano con artrosi), esiti di fratture del bacino che restringono il canale, malattia renale che disidrata (vedi dieta per gatto con insufficienza renale), farmaci, e il megacolon, un colon dilatato che ha perso la capacità di contrarsi, tipico del gatto di mezza età con una lunga storia di stitichezza trascurata.
Cosa dargli da mangiare per 3-5 giorni
Per un gatto che mangia, beve e si comporta normalmente, con feci dure da un giorno o due:
| Intervento | Come | Dose indicativa per un gatto di 4 kg |
|---|---|---|
| Umido completo | Sostituire tutto o metà del secco con umido completo (non complementare) | 2-3 bustine da 85 g al giorno, o 150-200 g di umido |
| Acqua | Aggiungere acqua tiepida all'umido, mettere una fontanella, più ciotole in casa | +50-100 ml al giorno mescolati al cibo |
| Psillio (fibra solubile) | In polvere o buccia, mescolato all'umido con acqua extra | ¼-½ cucchiaino al giorno, diviso nei pasti |
| Zucca cotta (fibra solubile) | Polpa cotta, senza buccia né condimenti, frullata nell'umido | 1-2 cucchiaini per pasto, con le dosi di zucca per cani e gatti |
| Movimento | 2-3 sessioni di gioco attivo al giorno, 10 minuti ciascuna | Ogni giorno, non solo durante l'episodio |
Le fibre vanno aggiunte sempre con acqua in più: una fibra solubile senza acqua assorbe quella delle feci e peggiora la situazione. Si parte dalla dose più bassa e si aumenta dopo due giorni se le feci restano dure; se compaiono feci molli, si riduce. Lo psillio e la zucca sono le uniche due fibre con un rapporto beneficio-rischio sensato nel gatto; la crusca di frumento e la fibra insolubile delle crocchette "light" in eccesso aumentano il volume delle feci senza ammorbidirle, e in un colon pigro peggiorano le cose.
Due cose che non vanno fatte: far digiunare il gatto "per svuotarlo" (dopo 24-48 ore senza cibo un gatto, soprattutto se in sovrappeso, rischia la lipidosi epatica) e passare a un cibo "gastrointestinal" o a una dieta veterinaria da soli: alcune di queste formule sono ricche di fibra e giuste, altre sono a bassa fibra per la diarrea, e la scelta spetta al veterinario.
Cosa non dare mai
- Lassativi per persone: bisacodile, senna, sali di magnesio, macrogol in dosi umane. Nel gatto sono tossici o producono una diarrea che disidrata. L'unico lassativo d'uso comune, il lattulosio, è sicuro ma la dose (in genere 0,5 ml per kg, 2-3 volte al giorno) va stabilita dal veterinario, perché l'eccesso causa diarrea e crampi.
- Clisteri per persone a base di fosfati (le microclismi da farmacia): nel gatto sono letali anche in una sola dose, per lo squilibrio di fosforo e calcio che provocano. Un clistere a un gatto lo fa solo il veterinario, con soluzioni specifiche.
- Olio di vaselina (paraffina) per bocca: non ha sapore né odore e il gatto lo inala facilmente, con una polmonite da inalazione difficile da curare. Le paste "anti-boli di pelo" a base di paraffina sono formulate per restare in bocca ed essere deglutite, ed è l'unico modo sicuro di darla, 1-2 cm al giorno per qualche giorno.
- Latte: la maggior parte dei gatti adulti non digerisce il lattosio e il risultato è diarrea con crampi, non un transito normale, come spiegato in intolleranza al lattosio in cani e gatti.
- Olio d'oliva o burro, nei quantitativi che "funzionano" (un cucchiaio): danno vomito e, nei gatti predisposti, pancreatite, e la stitichezza non la risolvono.
Quando serve il veterinario
- Subito, anche di notte: sforzo nella lettiera senza urina, o con poche gocce; addome gonfio e dolente; vomito ripetuto; gatto abbattuto, nascosto, che non mangia.
- Entro 24 ore: più di 2-3 giorni senza feci nonostante umido e fibra; sangue nelle feci più di una striatura; un gatto che non mangia da più di un giorno (il digiuno, nel gatto, è un problema a sé, descritto in gatto che non mangia).
- Visita programmata: episodi che si ripetono più di una volta al mese, o un gatto che "è sempre stato un po' stitico". Ogni episodio trascurato dilata un po' il colon, e il megacolon che ne deriva, dopo anni, si gestisce solo con farmaci quotidiani o con la chirurgia. Una stitichezza ricorrente va indagata (radiografia, esami del sangue, controllo dei reni e del bacino), non solo curata ogni volta.
Il veterinario, nei casi acuti, reidrata il gatto, svuota il colon con un clistere specifico o manualmente in sedazione, e imposta una terapia che spesso include lattulosio e, se il colon ha perso tono, un farmaco che ne stimola la motilità. La dieta a lungo termine viene decisa in base alla causa: ricca di fibra solubile per il gatto con colon pigro, povera di residui (molto digeribile, poca fibra) per il gatto con megacolon avanzato, in cui ogni grammo di fibra in più è un grammo di feci che il colon non riesce a spingere.
Prevenire le recidive
- Umido ogni giorno, almeno una bustina, meglio due, o una dieta interamente umida nel gatto che ha già avuto episodi: le regole della dieta mista sono in mischiare crocchette e umido al gatto.
- Una fontanella e ciotole dell'acqua lontane dal cibo e dalla lettiera: molti gatti bevono il doppio dall'acqua in movimento.
- Spazzolatura quotidiana in muta e nei gatti a pelo lungo: il pelo che non viene ingerito non finisce nel colon.
- Peso forma e gioco, 20-30 minuti al giorno di attività: è la prevenzione più sottovalutata.
- Lettiere pulite, grandi e abbastanza numerose, in posti tranquilli.
- Una piccola dose di psillio fissa (¼ di cucchiaino al giorno) nel gatto che tende alle feci dure, con il consenso del veterinario: costa poco e previene molto.
Domande frequenti
Quanti giorni può stare un gatto senza fare la cacca?
Un giorno saltato, in un gatto che mangia e sta bene, non è un problema. Due giorni meritano umido, acqua e fibra; dal terzo giorno serve il veterinario, perché le feci trattenute diventano sempre più secche e il colon inizia a dilatarsi. Se nel frattempo il gatto non urina, vomita o non mangia, non si aspetta affatto.
Quanto psillio o quanta zucca posso dare al gatto stitico?
Psillio: ¼ di cucchiaino al giorno per un gatto di 3-4 kg, fino a ½ cucchiaino se dopo due giorni le feci restano dure, sempre mescolato all'umido con un cucchiaio d'acqua in più. Zucca cotta: 1-2 cucchiaini per pasto. Più di così non serve e può ottenere l'effetto opposto.
Le crocchette fanno venire la stitichezza al gatto?
Non le crocchette in sé, ma una dieta di sole crocchette, perché porta pochissima acqua. Un gatto che mangia secco e beve poco ha feci più secche, e se è anche sedentario, a pelo lungo o in sovrappeso, la stitichezza è quasi una conseguenza. Aggiungere umido tutti i giorni risolve la maggior parte dei casi.
Il mio gatto fa feci dure da sempre: è normale?
No. Feci sempre dure e piccole sono una stitichezza cronica lieve che negli anni può dilatare il colon fino al megacolon. Vale la pena correggere la dieta ora (umido, acqua, un po' di psillio) e far valutare il gatto dal veterinario una volta, soprattutto se ha più di 7 anni, per escludere i reni, l'artrosi o un restringimento del bacino.
Un gatto stitico ha quasi sempre bisogno di più acqua e un po' di fibra, e di una routine che non lo riporti al punto di partenza: con il profilo del tuo gatto su Flovvi puoi filtrare in Pantry gli umidi completi e le crocchette con il giusto apporto di fibra, e impostare una Routine con una quota di umido fissa ogni giorno, così la prevenzione non dipende dalla memoria.
Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti nella Dispensa.
Veterinario nutrizionista
Veterinario specializzato in nutrizione clinica per animali da compagnia, aiuta i proprietari a costruire una dieta equilibrata per ogni fase della vita del proprio animale. Scrive per Flovvi guide su alimentazione, peso e digestione.
Nel gatto con pancreatite la priorità alimentare è che mangi: a differenza del cane, il digiuno è controindicato e i grassi non sono il fattore scatenante dimostrato, per cui non serve una dieta drasticamente povera di grassi ma un alimento altamente digeribile, ricco di proteine animali, moderato nei grassi e molto appetibile, servito in 4-6 piccoli pasti. Spesso la pancreatite felina è cronica e convive con IBD, diabete o triadite, che condizionano la scelta del cibo.
Un gatto con allergia al pollo confermata può essere alimentato con proteine che non ha mai mangiato (coniglio, cavallo, cervo, anatra, maiale, insetti) o con proteine idrolizzate, ma solo se il pollo sparisce davvero da ogni fonte: umido, croccantini, snack, compresse aromatizzate e la voce generica "carne e derivati" che può nasconderlo. La conferma richiede una dieta a eliminazione di 8-12 settimane, perché non esistono test del sangue affidabili.
Un gatto che non mangia per più di 24 ore va fatto visitare dal veterinario, e prima ancora se è in sovrappeso, anziano, cucciolo o se vomita. A differenza del cane, il gatto tollera male il digiuno: dopo 2-3 giorni senza cibo il fegato può sviluppare una lipidosi epatica, una complicazione seria. Le cause più comuni vanno dallo stress ai problemi dentali, dal raffreddore alle malattie renali.