Ipercalcemia idiopatica nel gatto: alimentazione, fibre e cosa sapere
L'ipercalcemia idiopatica è un aumento del calcio nel sangue senza una causa identificabile, ed è oggi la causa più comune di calcio alto nel gatto. Si diagnostica solo con il calcio ionizzato e dopo aver escluso malattia renale, tumori, paratiroidi e intossicazione da vitamina D. Circa metà dei gatti non ha sintomi, ma il calcio in eccesso può favorire i calcoli di ossalato di calcio e danneggiare i reni. La dieta è il primo passo: umido, nessun alimento acidificante e, a scelta del veterinario, una dieta ricca di fibra o renale, sapendo che le prove si basano su piccole casistiche e che la risposta cambia da gatto a gatto.
Calcio totale e calcio ionizzato: perché il numero sugli esami non basta
Il calcio nel sangue è in parte legato alle proteine e ad altre molecole e in parte libero, detto ionizzato: solo quest'ultimo è attivo ed è quello che il corpo regola. Gli esami di routine misurano il calcio totale, la somma di tutte le forme, che nel gatto è un indicatore poco affidabile:
- può essere alto con il ionizzato normale, tipicamente nel gatto con malattia renale, in cui aumenta la quota di calcio legato;
- può essere normale con il ionizzato alto, e allora un'ipercalcemia lieve passa inosservata;
- le formule di "correzione" per l'albumina usate in passato non sono raccomandate nel gatto.
Per questo, con un calcio totale alto o con calcoli di ossalato, il veterinario misura il calcio ionizzato su un campione a digiuno. Gli intervalli di riferimento dipendono dal laboratorio; negli studi sull'ipercalcemia idiopatica il valore di soglia usato è spesso un calcio ionizzato superiore a 1,4 mmol/l. Un singolo valore alto si ripete prima di trarre conclusioni.
Che cos'è l'ipercalcemia idiopatica
"Idiopatica" significa che la causa resta sconosciuta: il calcio ionizzato è alto in modo persistente, il paratormone (PTH, l'ormone delle paratiroidi che regola il calcio) è basso o ai limiti bassi, come dovrebbe essere, e gli altri esami non trovano una spiegazione. Le principali revisioni sul tema (Finch 2016, de Brito Galvão e colleghi 2017) la descrivono come una sindrome tipica del gatto, senza un equivalente nel cane, diagnosticata sempre più spesso da quando si misura il calcio ionizzato.
Il primo studio dedicato (Midkiff e colleghi, 2000, 20 gatti) ha messo in luce alcuni tratti che ritornano anche nelle casistiche successive:
- gatti di tutte le età, più spesso adulti;
- gatti a pelo lungo sovrarappresentati: 8 su 20 nello studio originale e metà dei gatti in una casistica francese del 2022. Tra le razze a pelo lungo più diffuse ci sono Persiano, Maine Coon, Ragdoll e Siberiano;
- tutti i 14 gatti di cui era nota la dieta mangiavano alimenti acidificanti, un'associazione che fa sospettare un ruolo dell'acidificazione ma non dimostra una causa;
- circa metà dei gatti senza sintomi, con l'ipercalcemia scoperta per caso agli esami;
- l'insufficienza renale, quando presente, è comparsa dopo il calcio alto.
Sintomi possibili
Quando ci sono, i segni sono vaghi: lieve perdita di peso e di massa muscolare, appetito ridotto, vomito occasionale, letargia, stitichezza. Il calcio alto riduce la capacità del rene di concentrare l'urina, quindi alcuni gatti bevono e urinano di più.
Il legame con i calcoli di ossalato
Il calcio in eccesso viene eliminato con le urine e può cristallizzare come ossalato di calcio. A seconda delle casistiche, il 15-35% dei gatti con ipercalcemia idiopatica ha calcoli, spesso nei reni e negli ureteri, e circa due terzi di quelli analizzati sono di ossalato. Al contrario, ogni gatto con calcoli di ossalato di calcio merita un controllo del calcio ionizzato: se è alto, la prevenzione dei calcoli deve tenerne conto.
Le cause da escludere prima
"Idiopatica" è una diagnosi per esclusione. Il veterinario cerca, con esami del sangue e delle urine, PTH, PTHrP (una proteina prodotta da alcuni tumori), metaboliti della vitamina D ed ecografia o radiografie:
| Causa | Cosa la suggerisce | Note |
|---|---|---|
| Malattia renale cronica | Azotemia, fosforo alto, urine diluite | Spesso alza il calcio totale con il ionizzato normale; ma il calcio alto può anche danneggiare i reni, e capire cosa viene prima non è sempre facile. La dieta è in insufficienza renale nel gatto |
| Tumori (ipercalcemia maligna) | Calcio spesso più alto, PTHrP elevato, masse | Linfoma e carcinoma squamocellulare tra i più citati; l'alimentazione durante le cure è in gatto con tumore |
| Iperparatiroidismo primario | PTH alto nonostante il calcio alto, a volte un nodulo al collo | Raro nel gatto, soprattutto oltre gli 8 anni |
| Intossicazione da vitamina D | Fosforo alto, metaboliti della vitamina D elevati | Vedi sotto |
Vitamina D: le fonti da conoscere in casa
L'eccesso di vitamina D mobilita troppo calcio da intestino e ossa e può danneggiare gravemente i reni. Le fonti principali:
- Topicidi a base di colecalciferolo (vitamina D3): il gatto può ingerire l'esca o un roditore avvelenato.
- Creme per la psoriasi con calcipotriolo o farmaci con calcitriolo: bastano piccole quantità leccate.
- Integratori umani di vitamina D e integratori per animali dati in aggiunta a un alimento già completo.
- Errori di formulazione degli alimenti: negli ultimi anni ci sono stati richiami di alimenti per animali per eccesso di vitamina D, soprattutto per cani. Una dieta casalinga o BARF mal bilanciata può sbagliare nella stessa direzione, anche con il calcio di ossa e integratori.
Se sospetti un'ingestione di topicida o di crema, vai dal veterinario subito, portando la confezione: non aspettare i sintomi, che compaiono dopo 12-36 ore.
L'alimentazione: cosa dice la letteratura
Non esistono studi controllati che indichino una dieta migliore delle altre: le indicazioni vengono da piccole casistiche, e uno degli studi più recenti (Kurtz e colleghi, 2022) descrive una risposta alla dieta molto individuale e spesso temporanea. Si cambia una cosa alla volta, ricontrollando il calcio ionizzato dopo qualche settimana.
1. Acqua e cibo umido
Urine diluite riducono il rischio di calcoli. Un umido completo contiene circa il 75-82% di acqua, contro il 6-10% delle crocchette, e il confronto è in umido o secco per il gatto. A questo si aggiungono acqua nell'umido, più ciotole e una fontanella, come spiegato in gatto che beve poco. Nel gatto che beve già molto per il calcio alto, l'acqua non va mai limitata.
2. Niente diete acidificanti
Visto il legame con gli alimenti acidificanti e con l'ossalato, si evitano i cibi che dichiarano di "sciogliere la struvite" o "acidificare le urine" e gli integratori acidificanti (metionina, vitamina C). Le differenze tra le formule sono in cibo Urinary per gatto.
3. Una dieta ricca di fibra
La fibra potrebbe ridurre l'assorbimento intestinale del calcio. In un report di cinque gatti con ipercalcemia e calcoli di ossalato (McClain 1999) il calcio si è normalizzato con una dieta ad alto contenuto di fibra, mentre nello studio di Midkiff il solo cambio di dieta non è bastato in 11 gatti. Le opzioni sono un alimento veterinario ricco di fibra o una fibra aggiunta su indicazione (per esempio psillio; una serie di tre gatti ha usato semi di chia). Il ruolo della fibra nelle crocchette di tutti i giorni è in fibra grezza per il gatto, e più fibra richiede anche più acqua.
4. Una dieta renale
Le diete renali sono meno acidificanti e più povere di calcio e fosforo, e in alcuni gatti hanno riportato il calcio nella norma. Ma in uno studio su gatti con insufficienza renale (Barber 1999) 2 su 15 hanno sviluppato un'ipercalcemia ionizzata proprio con una dieta povera di fosforo e proteine, rientrata togliendo la restrizione: la scelta tra dieta renale e ricca di fibra dipende anche da reni e fosforo, e la fa il veterinario.
Cosa non fare da soli
- Non togliere il calcio dalla dieta con alimenti incompleti o ricette "senza calcio": può aumentare l'ossalato nelle urine.
- Non dare integratori di calcio, vitamina D, ossa o farina d'ossa in aggiunta a un alimento completo.
- Cambiare dieta gradualmente, in 7-10 giorni, come in cambio crocchette al gatto, e mai con il digiuno: un gatto che non mangia per 2-3 giorni rischia la lipidosi epatica.
Farmaci: solo su prescrizione
Se il calcio resta alto nonostante la dieta, o ci sono calcoli o danno renale, il veterinario può proporre:
- Prednisolone, un cortisonico che riduce l'assorbimento del calcio e ne aumenta l'eliminazione (nello studio di Midkiff il prednisone ha normalizzato il calcio in 4 gatti). L'uso prolungato può favorire diabete e calcoli di ossalato, quindi oggi è riservato soprattutto ai casi gravi o a brevi periodi.
- Alendronato, un bifosfonato che frena il riassorbimento del calcio dalle ossa. In uno studio prospettico su 12 gatti (Hardy 2015) il calcio ionizzato mediano è sceso di circa il 13% dopo un mese e del 18% dopo sei mesi, ed è in genere ben tollerato. Si dà a digiuno una volta alla settimana, seguito da qualche millilitro d'acqua per proteggere l'esofago; con l'uso prolungato sono stati descritti rari effetti su ossa e mandibola.
Dose, durata e controlli li stabilisce il veterinario.
Controlli nel tempo
- Calcio ionizzato qualche settimana dopo ogni cambio di dieta o terapia, poi ogni pochi mesi.
- Creatinina, SDMA, fosforo ed esame delle urine (con peso specifico) per seguire i reni.
- Ecografia o radiografie periodiche per i calcoli.
- Peso e condizione corporea a casa, ogni 2-4 settimane, con la tabella del peso e del body score.
Molti gatti vivono a lungo con un'ipercalcemia lieve ben controllata: nel primo studio 15 gatti su 20 erano ancora in vita al termine del lungo follow-up. Vanno dal veterinario entro pochi giorni se perdono peso, bevono molto di più o mangiano meno, e subito se un maschio si sforza nella lettiera senza urinare, se vomita ripetutamente o se smette di mangiare.
Domande frequenti
Il calcio alto nel gatto è sempre ipercalcemia idiopatica?
No. Un calcio totale alto va confermato con il calcio ionizzato, spesso normale nel gatto con malattia renale. Se il ionizzato è davvero alto, il veterinario esclude prima reni, tumori, paratiroidi e vitamina D.
Cosa deve mangiare un gatto con ipercalcemia idiopatica?
Un alimento completo, preferibilmente umido e non acidificante, senza integratori di calcio o vitamina D. Su questa base il veterinario sceglie una dieta ricca di fibra o renale e ricontrolla il calcio dopo qualche settimana: la risposta varia molto da gatto a gatto.
L'ipercalcemia idiopatica si cura?
Non c'è una cura risolutiva, perché la causa non è nota, ma si gestisce: molti gatti mantengono il calcio stabile con la dieta, altri hanno bisogno di farmaci. L'obiettivo è proteggere i reni e prevenire i calcoli.
Le crocchette urinary vanno bene per un gatto con calcio alto?
Dipende dalla formula: quelle pensate solo per sciogliere la struvite acidificano le urine e andrebbero evitate, mentre alcune diete mirate anche all'ossalato possono essere adatte. Decide il veterinario, sulla base degli esami.
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Scritto da
Marco Bianchi
Educatore cinofilo comportamentale
Educatore cinofilo certificato, lavora ogni giorno con cani e famiglie su comportamento, socializzazione e crescita dei cuccioli. Per Flovvi traduce l'esperienza sul campo in consigli pratici e facili da applicare a casa.
Tutti gli articoli di Marco BianchiUn gatto che si gratta o si lecca fino a perdere il pelo ha quasi sempre una causa da cercare con il veterinario: la più frequente è l'allergia alle pulci, poi le allergie ambientali e, meno spesso, l'allergia alimentare. Il cibo si conferma solo con una dieta a eliminazione di 8 settimane; omega-3 e una dieta completa aiutano la pelle, ma non sostituiscono la diagnosi.
Il megacolon è un colon dilatato che ha perso la forza di spingere le feci; nel gatto è quasi sempre idiopatico e colpisce soprattutto maschi di mezza età. La dieta non lo guarisce ma ne decide la gestione: prima l'acqua (umido, acqua aggiunta), poi una dieta scelta dal veterinario tra una formula con psillio e una molto digeribile a basso residuo, con lattulosio e procinetici su prescrizione. Clisteri, paraffina e lassativi fatti in casa sono pericolosi.
Un gattino con diarrea non va mai messo a digiuno: continua a mangiare il suo cibo per gattini in pasti piccoli e frequenti, e va visto dal veterinario molto prima di un gatto adulto, in giornata se ha meno di 8 settimane, vomita, è abbattuto o freddo. Le cause più comuni sono il cambio di cibo all'adozione, il latte vaccino e i parassiti intestinali.