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Nutrizione Clinica e Allergie

Calcoli di ossalato di calcio nel gatto: alimentazione e prevenzione

I calcoli di ossalato di calcio sono oggi frequenti quanto la struvite nel gatto, ma non si sciolgono con la dieta: vanno rimossi dal veterinario, e l'alimentazione serve a prevenire le recidive. Le leve sono urine diluite con cibo umido e acqua, nessuna acidificazione eccessiva, proteine e sodio decisi con il veterinario, controllo del calcio nel sangue e peso forma.
Dott.ssa Giulia Ferraro
Di , Veterinaria, medicina interna

I calcoli di ossalato di calcio sono oggi, nel gatto, frequenti quasi quanto quelli di struvite, ma si gestiscono in modo opposto: non si sciolgono con la dieta e, quando danno problemi, vanno rimossi dal veterinario con la chirurgia o con tecniche mininvasive. L'alimentazione serve a prevenire le recidive, e la leva principale è avere urine diluite, con cibo umido e più acqua. A questo si aggiungono un'alimentazione che non acidifichi troppo le urine, proteine e sodio scelti con il veterinario, il controllo del calcio nel sangue e il peso forma. È una gestione a lungo termine, con esami delle urine periodici.

Perché l'ossalato è diventato così frequente

Fino agli anni Ottanta quasi tutti i calcoli urinari del gatto erano di struvite. Per prevenirli, gli alimenti per gatti sono stati riformulati per rendere le urine più acide e più povere di magnesio. Ha funzionato contro la struvite, ma l'ossalato di calcio, che si forma meglio proprio in urine acide e concentrate, è aumentato fino a superarla. Oggi, nei grandi laboratori che analizzano i calcoli, i due tipi si dividono quasi alla pari.

La lezione pratica è che non esiste un'alimentazione "urinaria" giusta per tutti i gatti: un cibo pensato per la struvite, dato senza una diagnosi, può favorire l'ossalato. La stessa dinamica si osserva nel cane, come spiegato in calcoli di ossalato di calcio nel cane.

Struvite e ossalato a confronto

Struvite Ossalato di calcio
Urine in cui si forma Neutre o alcaline, concentrate Acide, concentrate, ricche di calcio
Si scioglie con la dieta? Spesso sì, in qualche settimana No, va rimosso
Gatti più colpiti Più giovani, entrambi i sessi Mezza età e anziani, più spesso maschi
Ruolo della dieta Dissoluzione e prevenzione Solo prevenzione
pH urinario obiettivo Moderatamente acido Non troppo acido
Dove si trova Quasi sempre in vescica Vescica, ma anche reni e ureteri
Visibile in radiografia Sì Sì

La scelta del cibo parte sempre dal tipo di calcolo identificato dal veterinario, come spiegato anche in cibo Urinary per gatto: struvite e ossalato. E non tutti i gatti con sintomi urinari hanno calcoli: la causa più comune è la cistite idiopatica felina.

Come si scoprono e come si tolgono

I calcoli in vescica danno segni come sforzo a urinare, sangue nelle urine, minzioni frequenti di poche gocce o urina fuori dalla lettiera. Spesso, però, si trovano per caso con una radiografia o un'ecografia. I cristalli di ossalato nelle urine non bastano per dire che ci sono calcoli, e i calcoli possono esserci anche senza cristalli: decide l'esame completo del veterinario.

Il calcolo rimosso va sempre analizzato in laboratorio, perché solo così si conosce con certezza il tipo e si sceglie la prevenzione giusta. A seconda delle dimensioni, il veterinario può rimuoverlo con un intervento chirurgico sulla vescica, con tecniche mininvasive o, se i calcoli sono molto piccoli, facendoli uscire con un lavaggio della vescica in anestesia.

Nel gatto l'ossalato ha una particolarità: è il tipo di gran lunga più comune anche nei reni e negli ureteri, i sottili canali che portano l'urina dai reni alla vescica. Un calcolo che si blocca in un uretere può dare segni vaghi, come vomito, inappetenza e abbattimento, e danneggiare i reni.

Quando è un'emergenza

Un gatto, soprattutto maschio, che entra ed esce dalla lettiera senza produrre urina, si lamenta o si lecca i genitali può avere l'uretra ostruita. È un'emergenza: senza cure può essere fatale in poche ore o pochi giorni, quindi va portato subito dal veterinario o al pronto soccorso.

I gatti più a rischio

  • Età: soprattutto gatti di mezza età e anziani, indicativamente dai 7 anni in su.
  • Maschi sterilizzati, un po' più colpiti delle femmine.
  • Gatti che vivono solo in casa, poco attivi e che urinano meno spesso.
  • Sovrappeso e obesità, che riducono il movimento e le visite alla lettiera: il percorso per dimagrire in sicurezza è in gatto in sovrappeso: come farlo dimagrire.
  • Razze predisposte: Burmese, Persiano, Himalayano, Exotic Shorthair, Ragdoll, British Shorthair e Scottish Fold sono tra quelle segnalate più spesso.
  • Alimentazione solo secca e acidificante, che produce urine concentrate e acide.
  • Ipercalcemia, cioè troppo calcio nel sangue (vedi sotto).

Ipercalcemia: il controllo da non saltare

Nel gatto con ossalato il veterinario controlla di solito il calcio nel sangue, preferibilmente il calcio ionizzato. Una parte dei gatti con ossalato ha infatti un'ipercalcemia idiopatica, cioè un calcio alto senza una causa identificabile: è la forma più comune di ipercalcemia nel gatto. In questi casi il calcio in eccesso finisce nelle urine e alimenta i calcoli, e la gestione cambia: il veterinario può proporre alimenti più ricchi di fibra, evitare le diete acidificanti ed eventualmente aggiungere farmaci. Non è una diagnosi che si può fare a casa: serve un esame del sangue, da ripetere nel tempo.

Le leve dell'alimentazione preventiva

1. Urine diluite: umido e acqua

È la misura più efficace. Le urine diluite contengono meno calcio e ossalato per millilitro e cristallizzano meno. Il veterinario misura il risultato con il peso specifico urinario: nel gatto l'obiettivo indicativo è restare sotto 1.030, mentre molti gatti nutriti solo a crocchette superano 1.050.

In pratica:

Il passaggio da secco a umido va fatto gradualmente e ricalcolando le quantità, perché a parità di grammi l'umido ha molte meno calorie.

2. Non acidificare troppo

L'ossalato si forma meglio in urine acide, quindi il gatto con ossalato non dovrebbe ricevere alimenti che dichiarano di "sciogliere la struvite" o di "acidificare le urine", né integratori acidificanti come metionina o vitamina C. L'obiettivo di pH lo indica il veterinario, che può prescrivere il citrato di potassio se le urine restano troppo acide.

3. Proteine e sodio: decide il veterinario

Nel gatto, carnivoro stretto, le proteine non vanno ridotte senza motivo: una dieta povera di proteine non è una protezione contro l'ossalato. Anche il sodio un po' più alto, presente in alcuni alimenti urinari per far bere di più, può aiutare a diluire le urine, ma non è adatto a tutti: in un gatto con insufficienza renale, ipertensione o problemi cardiaci la scelta spetta al veterinario. Non va comunque aggiunto sale alla dieta di casa.

4. Calcio normale, niente integratori inutili

Come nel cane, togliere calcio dalla dieta non serve e può essere controproducente, perché il calcio dei pasti lega l'ossalato nell'intestino. Vanno invece evitati integratori di calcio, vitamina D e vitamina C non prescritti. Anche una restrizione eccessiva di magnesio, tipica di vecchie formule anti-struvite, è stata associata all'ossalato.

5. Peso forma e movimento

Un gatto in peso forma, che gioca e si muove, beve e urina di più. Dopo la sterilizzazione il fabbisogno scende, come spiegato in fabbisogno calorico del gatto sterilizzato: adeguare la razione per tempo è parte della prevenzione.

Gli alimenti urinari "multi-calcolo"

Molti alimenti veterinari urinari dichiarano di prevenire sia la struvite sia l'ossalato. Sono formulati per ottenere urine con una bassa saturazione per entrambi i minerali, cioè urine in cui i cristalli fanno fatica a formarsi, con un pH intermedio e spesso con più sodio per aumentare la sete. Possono essere una buona scelta, soprattutto nella versione umida, ma vanno scelti con il veterinario: non sono pensati per i gatti con ipercalcemia, malattia renale avanzata o ipertensione, e la versione secca da sola resta meno efficace dell'umido nel diluire le urine. Il fatto che un alimento si chiami "Urinary" non dice per quale calcolo è formulato: conta la scheda tecnica.

I controlli nel tempo

La prevenzione va verificata: esame delle urine (peso specifico, pH, sedimento) qualche settimana dopo il cambio di dieta e poi ogni 3-6 mesi, e radiografia o ecografia periodica per scoprire nuovi calcoli quando sono ancora piccoli. Il veterinario controlla anche reni e calcio nel sangue.

Domande frequenti

I calcoli di ossalato nel gatto si sciolgono con la dieta?

No. A differenza della struvite, nessun alimento o farmaco li dissolve: vanno rimossi se causano problemi. I calcoli piccoli e senza sintomi a volte vengono solo tenuti sotto controllo, ma la dieta serve a evitare che ne crescano di nuovi, non a scioglierli.

Un gatto con ossalato può mangiare crocchette?

Può, ma con le sole crocchette è difficile ottenere urine abbastanza diluite. La soluzione più efficace è introdurre l'umido almeno in parte della razione, e se il gatto rifiuta l'umido usare un alimento urinario secco indicato dal veterinario e lavorare molto sull'acqua.

Il mio gatto ha avuto la struvite: ora rischia l'ossalato?

Può succedere, soprattutto se una dieta molto acidificante viene usata a lungo. Per questo le diete di dissoluzione della struvite si usano per il tempo indicato dal veterinario e poi si passa a un alimento di mantenimento o preventivo, con esami delle urine regolari.

Il gatto con calcoli di ossalato deve mangiare poco calcio?

No. Ridurre il calcio può aumentare l'ossalato nelle urine. Il calcio va mantenuto ai livelli normali di un alimento completo, togliendo solo gli integratori non prescritti, salvo indicazioni diverse del veterinario in caso di ipercalcemia.

I calcoli di ossalato tornano?

Spesso sì, anche dopo la rimozione. Urine diluite, alimentazione adatta, peso forma e controlli regolari riducono il rischio, ma la gestione va mantenuta per tutta la vita.

Una volta che il veterinario ha identificato il calcolo, con il profilo del tuo gatto su Flovvi puoi annotare la diagnosi, usare i filtri della Dispensa per escludere gli alimenti acidificanti e costruire una Routine personalizzata con la quota di umido e di acqua indicata dal veterinario, ricalcolando le porzioni per mantenere il peso forma.

Il tuo animale ha allergie o esigenze particolari?

Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti nella Dispensa.

Dott.ssa Giulia Ferraro

Scritto da

Dott.ssa Giulia Ferraro

Veterinaria, medicina interna

Laureata in Medicina Veterinaria, si occupa da oltre dieci anni di medicina interna per cani e gatti. Scrive per Flovvi per aiutare i proprietari a riconoscere i segnali di allarme e a sapere quando è davvero il caso di andare dal veterinario.

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