Il gatto mangia plastica, lana o cartone: pica nel gatto, cause e alimentazione
Quando un gatto succhia la lana, mastica la plastica o mangia il cartone si parla di pica: l'abitudine di ingerire o masticare materiali che non sono cibo. È più comune nelle razze orientali (Siamese, Burmese, Orientale) e nei gatti stressati, annoiati o con una fame molto intensa, ma a volte segnala una malattia come l'anemia o un disturbo gastrointestinale. Leccare un sacchetto di plastica è di solito innocuo; ingoiare plastica, stoffa o fili può causare un'ostruzione intestinale. Se il gatto ha ingoiato un filo, un elastico o un nastro, non tirarlo e chiama subito il veterinario.
Cos'è la pica nel gatto
Con "pica" si indica il succhiare, masticare o ingoiare in modo ripetuto materiali non alimentari. Nel gatto i bersagli più tipici sono:
- Lana e tessuti: maglioni, coperte, calzini, tende. Il gatto spesso "succhia" la stoffa impastando con le zampe, come faceva con la madre (il cosiddetto wool-sucking).
- Plastica e gomma: sacchetti, pellicola, elastici per capelli, cavi.
- Carta e cartone: scatole, rotoli, sacchetti di carta.
- Lettiera, cemento, terra: questo gruppo merita più attenzione, perché è tra i segnali classici dell'anemia (vedi sotto).
In uno studio britannico su 152 gatti con pica, quasi tutti di razze orientali (Bradshaw e colleghi, 1997), la lana era il materiale preferito nel 93% dei casi, seguita da cotone, tessuti sintetici, gomma e plastica, e carta o cartone (8%). Il comportamento iniziava più spesso nei due mesi dopo l'arrivo in una nuova casa o tra i 6 e i 18 mesi.
Perché il gatto mangia lana, plastica o cartone
Razza e predisposizione
Siamesi, Burmesi, Orientali e, in misura minore, i Sacri di Birmania sono le razze più colpite, così come i meticci con sangue siamese. Nello studio di Bradshaw il gatto Burmese ingoiava i tessuti con la stessa frequenza del Siamese. Si ritiene che ci sia una componente genetica, e diversi esperti di comportamento considerano il wool-sucking una forma di comportamento compulsivo. Le esigenze alimentari di queste razze sono nelle guide su Siamese, Burmese, Orientale e Sacro di Birmania.
Svezzamento precoce
L'ipotesi più citata è che il gatto "succhi" la lana come succhiava la madre. I dati sono in parte coerenti:
- in uno studio della Tufts University su 204 Siamesi e Sacri di Birmania (2015), svezzamento precoce e cucciolata piccola erano associati al wool-sucking solo nei Sacri di Birmania, mentre nei Siamesi contava di più la presenza di un problema di salute;
- in un'indagine finlandese su oltre 5.700 gatti di 40 razze (Ahola e colleghi, 2017), lo svezzamento prima delle 8 settimane era legato a più aggressività, e lo svezzamento verso le 14 settimane a meno comportamenti ripetitivi come il leccamento eccessivo.
Sono studi osservazionali, che non dimostrano un rapporto di causa, ma sono un motivo in più per non separare il gattino dalla madre troppo presto. Come gestire il passaggio al cibo solido è spiegato in alimentazione del gattino dallo svezzamento al cibo solido.
Fame intensa e pasti troppo distanziati
È il punto in cui la dieta conta di più. Nello studio della Tufts i gatti che succhiavano la lana mostravano un appetito insolitamente intenso, e uno studio canadese del 2015 ha rilevato che i gatti con pica erano meno spesso alimentati a volontà e vomitavano più spesso dei gatti di controllo. Una razione molto ridotta, una dieta dimagrante troppo drastica o un solo pasto al giorno possono spingere il gatto a cercare qualcosa da masticare. Le cause dell'appetito eccessivo sono approfondite in gatto sempre affamato.
Noia e stress
Gatti che vivono solo in casa, molte ore da soli, con pochi stimoli, e cambiamenti come un trasloco, un nuovo animale o un bambino in arrivo possono innescare il comportamento. Lo stress è lo stesso fattore che pesa nella cistite idiopatica felina.
Perché il gatto lecca la plastica
Molti gatti leccano sacchetti e pellicole senza ingoiarli. Le spiegazioni più diffuse sono l'odore di cibo rimasto sulla busta della spesa e le sostanze usate nella produzione di alcuni sacchetti (stearati, amido di mais, a volte gelatina), che potrebbero ricordare i grassi animali; non ci sono però studi controllati che lo confermino. Leccare ogni tanto non è un problema; diventa pica quando il gatto strappa e ingoia pezzi di plastica, e allora c'è il rischio di ostruzione. Un gatto che mastica plastica o cavi in modo insistente può anche avere dolore ai denti.
Le cause mediche da escludere
Una pica che compare all'improvviso in un gatto adulto, soprattutto se riguarda lettiera, cemento o terra, va sempre fatta valutare dal veterinario. Le cause descritte includono:
- Anemia: mangiare la sabbia della lettiera o leccare cemento, muri e piastrelle è un segnale classico. Nel gatto l'anemia dipende spesso da malattia renale, infezioni come FIV e FeLV, Mycoplasma o pulci nei gattini, più che da una dieta povera di ferro.
- Malattie che aumentano la fame: ipertiroidismo (fame vorace e dimagrimento nel gatto anziano) e diabete (fame e sete aumentate).
- Disturbi gastrointestinali: in una piccola serie di 8 gatti che mangiavano stoffa ogni settimana (Demontigny-Bédard e colleghi, 2019), 6 avevano infiltrati infiammatori eosinofilici nello stomaco o nell'intestino e 4 un sospetto ritardo dello svuotamento gastrico. Nausea, reflusso e IBD possono quindi avere un ruolo.
- Dolore dentale: gengivite e stomatite possono spingere a masticare oggetti in modo anomalo.
Solo il veterinario può distinguerle, con visita, controllo della bocca, esame delle feci ed esami del sangue (emocromo, profilo biochimico, ormone tiroideo T4 nel gatto sopra i 7-8 anni, test FIV/FeLV).
Fili, elastici e nastri: quando è un'emergenza
Il gatto è il paziente tipico dei corpi estranei lineari: filo da cucito (spesso con l'ago), lana, spago dell'arrosto, nastri, elastici, fili dell'albero di Natale. Le papille della lingua rivolte all'indietro rendono difficile sputarli; il filo si ancora sotto la lingua o nello stomaco e l'intestino, cercando di farlo avanzare, si arriccia come una tenda su un bastone, con il rischio di tagli e perforazioni. In genere serve un intervento chirurgico.
- Non tirare mai un filo che spunta dalla bocca o dall'ano: puoi lacerare l'intestino.
- Non indurre il vomito in casa.
- Chiama subito il veterinario, anche se il gatto sembra stare bene: i segni possono comparire dopo ore o giorni.
- Segni di ostruzione: vomito ripetuto, rifiuto del cibo, abbattimento, pancia dolorante, salivazione, tentativi di deglutire, assenza di feci. Un gatto che non mangia da più di 24 ore va visitato; per distinguere i casi vedi gatto che vomita dopo mangiato.
Durante le feste fai attenzione anche a nastri e fili decorativi, come spiegato in cibi e pericoli delle feste per il gatto.
Cosa controllare nell'alimentazione
Non esiste un alimento che curi la pica, ma una dieta adeguata elimina la fame tra le cause e riduce le occasioni.
- Calorie sufficienti: la razione va calcolata sul peso ideale, sull'attività e sulla sterilizzazione (vedi fabbisogno calorico del gatto sterilizzato). Se il gatto è a dieta, il calo deve essere graduale, come spiegato in gatto in sovrappeso: come farlo dimagrire: un taglio drastico aumenta la ricerca di qualcosa da masticare.
- Proteine animali di qualità: il gatto è un carnivoro stretto; un alimento completo con proteine animali come primi ingredienti sazia più di uno ricco di amidi.
- Più pasti al giorno: 3-5 piccoli pasti, o un distributore automatico, accorciano le finestre di fame. Pro e contro sono in ciotola aperta o pasti cadenzati nel gatto.
- Fibra: l'ipotesi che il gatto mastichi tessuti per "voglia di fibra" non è dimostrata, ma un alimento con un po' più di fibra può aumentare la sazietà e aiutare con i boli di pelo; vedi fibra grezza e boli di pelo.
- Erba da masticare: un vaso di erba gatta (avena, grano, orzo) è un'alternativa sicura per chi ama masticare vegetali, e allontana dalle piante tossiche.
- Ciotole rompicapo e giochi distributori di crocchette: trasformano il pasto in caccia e riducono noia e voracità.
- Sospetto di disturbo intestinale: se il veterinario lo indica, una dieta da eliminazione o un alimento gastrointestinale fanno parte degli accertamenti.
Gestire il comportamento
- Togli le tentazioni: maglioni, calzini, elastici, sacchetti, filo da cucito e nastri vanno chiusi nei cassetti. Proteggi i cavi con canaline.
- Arricchimento: sessioni di gioco con canna e piuma (10-15 minuti, 2-3 volte al giorno), tiragraffi alti, finestre con vista, giochi di ricerca del cibo.
- Non punire: aumenta lo stress e peggiora i comportamenti compulsivi.
- Pica persistente: se dopo aver escluso le cause mediche il comportamento continua, un veterinario esperto in comportamento può proporre un piano che a volte include farmaci.
Quando andare dal veterinario
- Il gatto ha ingoiato stoffa, plastica, un elastico, un filo o un nastro.
- La pica compare all'improvviso in un adulto o riguarda lettiera, cemento o terra.
- Si accompagna a gengive pallide, debolezza, fame vorace, dimagrimento, sete aumentata, vomito o diarrea.
- Il gatto ha vomito ripetuto, non mangia da 24 ore o non fa feci.
Domande frequenti
Perché il mio gatto succhia la coperta di lana?
È un comportamento frequente nei gatti orientali come Siamese e Burmese e si associa a predisposizione, stress e talvolta a uno svezzamento precoce. Se il gatto succhia senza ingoiare è poco rischioso; se strappa e ingoia fibre, togli i tessuti dalla sua portata e parlane con il veterinario.
Il gatto lecca la plastica: è pericoloso?
Leccare un sacchetto ogni tanto di solito non lo è: spesso lo attira l'odore di cibo o delle sostanze usate nella produzione. È pericoloso quando ingoia pezzi di plastica, che possono bloccare l'intestino, o quando mastica cavi elettrici.
Mangiare il cartone fa male al gatto?
Masticare il cartone è comune e in piccole quantità di solito passa senza conseguenze, ma ingoiarne molto può irritare o bloccare l'intestino. Offri giochi da masticare e cartone non trattato solo sotto controllo.
Il gatto mangia la lettiera: cosa significa?
Può essere un segnale di anemia e va sempre fatto vedere al veterinario. Le lettiere agglomeranti, se ingerite, possono anche creare un blocco intestinale.
Configura il profilo del tuo gatto in Flovvi con peso, razza, sterilizzazione e sensibilità digestive: la Routine personalizzata calcola una razione adeguata e la divide in più pasti, e i filtri del catalogo ti aiutano a scegliere alimenti completi adatti, così puoi escludere la fame tra le cause della pica e avere un quadro chiaro da mostrare al veterinario.
Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti.
Scritto da
Marco Bianchi
Educatore cinofilo comportamentale
Educatore cinofilo certificato, lavora ogni giorno con cani e famiglie su comportamento, socializzazione e crescita dei cuccioli. Per Flovvi traduce l'esperienza sul campo in consigli pratici e facili da applicare a casa.
Tutti gli articoli di Marco BianchiUn gatto che si gratta o si lecca fino a perdere il pelo ha quasi sempre una causa da cercare con il veterinario: la più frequente è l'allergia alle pulci, poi le allergie ambientali e, meno spesso, l'allergia alimentare. Il cibo si conferma solo con una dieta a eliminazione di 8 settimane; omega-3 e una dieta completa aiutano la pelle, ma non sostituiscono la diagnosi.
Il megacolon è un colon dilatato che ha perso la forza di spingere le feci; nel gatto è quasi sempre idiopatico e colpisce soprattutto maschi di mezza età. La dieta non lo guarisce ma ne decide la gestione: prima l'acqua (umido, acqua aggiunta), poi una dieta scelta dal veterinario tra una formula con psillio e una molto digeribile a basso residuo, con lattulosio e procinetici su prescrizione. Clisteri, paraffina e lassativi fatti in casa sono pericolosi.
Un gattino con diarrea non va mai messo a digiuno: continua a mangiare il suo cibo per gattini in pasti piccoli e frequenti, e va visto dal veterinario molto prima di un gatto adulto, in giornata se ha meno di 8 settimane, vomita, è abbattuto o freddo. Le cause più comuni sono il cambio di cibo all'adozione, il latte vaccino e i parassiti intestinali.