Guida alla salute degli animali
Nei cuccioli di taglia grande e gigante una crescita troppo rapida è un fattore di rischio per lo sviluppo scheletrico e articolare, più della sola quantità di cibo assunta. Monitorare il peso con pesate regolari e un alimento specifico per taglia grande aiuta a mantenere un ritmo di crescita controllato, non necessariamente il più veloce possibile.
L'alimentazione per un cane con sindrome di Cushing, condizione caratterizzata da una produzione eccessiva di cortisolo, considera generalmente un contenuto calorico controllato per gestire l'aumento di appetito e il rischio di sovrappeso tipici della malattia, oltre a un possibile controllo del sodio se sono presenti anche problemi cardiaci o di pressione associati. La dieta resta un complemento alla terapia farmacologica o chirurgica indicata dal veterinario per la causa sottostante.
L'alimentazione per un cane con dermatite legata ad allergie alimentari si basa generalmente su una fonte proteica limitata o idrolizzata, individuata tramite una dieta ad eliminazione condotta insieme al veterinario, poiché i sintomi cutanei da soli non permettono di distinguere con certezza un'allergia alimentare da altre cause come allergie ambientali o parassiti. La gestione nutrizionale è solo una parte del percorso diagnostico e terapeutico, che va sempre coordinato con il veterinario.
L'aumento del fabbisogno calorico in inverno riguarda soprattutto i cani che vivono e dormono all'aperto in climi freddi, dove il corpo consuma più energia per mantenere la temperatura corporea. Per un cane che vive in casa con normale riscaldamento, il fabbisogno cambia poco: l'aumento di peso invernale è più spesso legato a minore attività che al freddo in sé.
L'alimentazione del cane con pancreatite, acuta o cronica, punta generalmente su un contenuto di grassi ridotto e ingredienti ad alta digeribilità, poiché un eccesso di grassi sollecita ulteriormente un pancreas già infiammato o compromesso, ma il livello esatto di restrizione va sempre stabilito dal veterinario in base alla gravità del singolo caso. Nella fase acuta, la gestione nutrizionale iniziale può richiedere un approccio specifico definito in ambito clinico, non gestibile autonomamente a casa.
Il fabbisogno alimentare di un cane dipende soprattutto dalla taglia adulta, dal livello di attività e da eventuali predisposizioni specifiche della razza, più che dal nome della razza in sé. Questa guida raccoglie gli articoli dedicati alle razze più comuni e i criteri generali per orientarsi anche con razze non ancora trattate singolarmente.
Un cane sportivo o da lavoro ha un fabbisogno calorico sensibilmente più alto di un cane sedentario della stessa taglia, spesso 1,5-2 volte il fabbisogno di mantenimento nei periodi di attività più intensa. Il fabbisogno va ricalcolato in base al reale carico di lavoro, che può variare stagionalmente, non fissato una volta per tutte.
L'alimentazione di un cane con diagnosi di tumore o in corso di chemioterapia va sempre definita insieme al veterinario oncologo, con un'attenzione particolare a mantenere un apporto calorico e proteico adeguato per contrastare la perdita di peso e di massa muscolare spesso associata alla malattia, oltre a un'elevata appetibilità per far fronte a periodi di ridotto appetito legati alla terapia stessa. Non esiste una dieta unica valida per ogni tipo di tumore.
L'alimentazione del cucciolo richiede un apporto calorico e di calcio calibrato con precisione sulla taglia prevista da adulto, poiché un eccesso o un difetto di calcio durante la crescita, soprattutto nelle razze grandi e giganti, può incidere sullo sviluppo scheletrico in modo diverso e più marcato rispetto a un cane adulto. Un alimento o una ricetta pensati genericamente per "cuccioli" senza distinzione di taglia non sempre rispettano questo equilibrio.
Lo svezzamento del gattino inizia generalmente intorno alle 3-4 settimane di età, introducendo gradualmente un alimento umido specifico per gattini ammorbidito con acqua o latte specifico per gatti, fino ad arrivare a un'alimentazione completamente solida verso le 8 settimane, quando lo svezzamento naturale dalla madre è generalmente concluso. Il latte vaccino va sempre evitato, poiché la maggior parte dei gattini non digerisce bene il lattosio che contiene.
L'alimentazione per un gatto anziano con ipertiroidismo, condizione comune caratterizzata da metabolismo accelerato e perdita di peso nonostante un appetito spesso aumentato, va sempre coordinata con il veterinario, che stabilisce se puntare su una dieta specifica a contenuto di iodio controllato oppure su un supporto nutrizionale generico accanto alla terapia farmacologica o ad altri trattamenti scelti per la condizione. La sola dieta non sostituisce la terapia della causa sottostante.
La triadite felina, una condizione in cui coesistono infiammazione del pancreas, dell'intestino e del fegato, richiede un approccio nutrizionale complesso che deve bilanciare esigenze talvolta contrastanti (grassi ridotti per il pancreas, alta digeribilità per l'intestino, appetibilità per il fegato), motivo per cui il piano alimentare va sempre costruito insieme al veterinario in base al peso relativo di ciascuna componente della triade nel singolo gatto.