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Nutrizione Clinica e Allergie

Trigliceridi alti nel cane (iperlipidemia): alimentazione e quando preoccuparsi

I trigliceridi alti nel cane contano solo se misurati a digiuno da almeno 12 ore. Possono essere primari, come nello Schnauzer nano, o secondari a ipotiroidismo, Cushing, diabete o obesità. Oltre i 500 mg/dL aumenta il rischio di pancreatite: la base della gestione è un alimento a basso contenuto di grassi misurato in g per 1.000 kcal, niente avanzi, peso forma ed eventualmente omega-3, sempre con il veterinario.
Marco Bianchi
Di , Educatore cinofilo comportamentale

I trigliceridi alti nel cane (ipertrigliceridemia, una forma di iperlipidemia, cioè eccesso di grassi nel sangue) hanno significato solo se il prelievo è fatto a digiuno da almeno 12 ore: dopo un pasto sono alti in qualsiasi cane sano. Se restano alti a digiuno, il veterinario cerca prima una malattia che li faccia salire (ipotiroidismo, Cushing, diabete, obesità, malattie renali) e poi una forma ereditaria, tipica dello Schnauzer nano. Ci si preoccupa soprattutto quando superano circa 500 mg/dL, la soglia oltre cui aumenta il rischio di pancreatite: la gestione si basa su un alimento a basso contenuto di grassi, zero avanzi, peso forma ed eventualmente omega-3, con controlli del sangue programmati dal veterinario.

Trigliceridi e colesterolo: cosa misura l'esame

Nel sangue del cane circolano due grassi principali:

  • Trigliceridi: i grassi "di deposito" che arrivano dal cibo e dal fegato. Sono quelli che contano di più per il rischio di pancreatite.
  • Colesterolo: nel cane è trasportato soprattutto dalle HDL, il colesterolo "buono", e per questo l'aterosclerosi è rara. Un colesterolo alto da solo è più spesso un indizio di un'altra malattia (ipotiroidismo, malattie renali con perdita di proteine, ristagno di bile) che un pericolo diretto.

I valori di riferimento cambiano da laboratorio a laboratorio: per i trigliceridi il limite superiore va indicativamente da circa 100 a 150 mg/dL. Se il referto usa i mmol/L, basta dividere i mg/dL per 88,5 (500 mg/dL corrispondono a circa 5,6 mmol/L).

Perché il digiuno è indispensabile

Dopo un pasto con grassi i trigliceridi salgono, raggiungono il picco in 2-6 ore e tornano ai valori di base in 8-16 ore. È l'iperlipidemia postprandiale, normale e innocua. Per questo prima dell'esame servono almeno 12 ore senza cibo né premietti, con acqua libera, e un valore alto si ripete a digiuno prima di trarre conclusioni.

Quanto è grave: le soglie indicative

Trigliceridi a digiuno Come si legge di solito Cosa succede
Entro il riferimento del laboratorio Normale Nessun intervento
Fino a circa 400 mg/dL Aumento lieve-moderato Si cerca la causa, si corregge peso e alimentazione
Oltre 500 mg/dL Aumento importante Rischio maggiore di pancreatite, il veterinario imposta una gestione attiva
Oltre 1.000 mg/dL Aumento grave Rischio più alto, possibili problemi agli occhi e neurologici

La soglia di 500 mg/dL è una convenzione clinica più che un confine netto, ma è un buon riferimento pratico.

Le cause: primaria o secondaria

Iperlipidemia secondaria, la più comune

Nella maggior parte dei cani i trigliceridi alti sono la conseguenza di un'altra condizione, e curarla spesso li riporta nella norma:

  • Ipotiroidismo: rallenta lo smaltimento dei grassi e alza soprattutto il colesterolo (vedi ipotiroidismo nel cane e alimentazione).
  • Sindrome di Cushing, l'eccesso di cortisolo: la parte alimentare è in alimentazione del cane con Cushing.
  • Diabete mellito, soprattutto se non ben controllato (vedi diabete nel cane e alimentazione).
  • Pancreatite, che può alzare i lipidi anche come effetto, non solo come conseguenza.
  • Obesità, che riduce la capacità di eliminare i grassi dal sangue.
  • Nefropatia proteino-disperdente, una malattia renale con perdita di proteine nelle urine che alza molto il colesterolo (vedi insufficienza renale nel cane).
  • Ostacoli al deflusso della bile, che alzano il colesterolo.
  • Farmaci: cortisonici, progestinici e fenobarbital, l'antiepilettico più usato, associato a trigliceridi alti in una quota rilevante dei cani trattati. Non vanno mai sospesi di propria iniziativa.

Iperlipidemia primaria: Schnauzer nano e altre razze

Se tutte le cause secondarie sono escluse, si parla di iperlipidemia primaria (o idiopatica), legata a una predisposizione ereditaria.

  • Schnauzer nano: è la razza più studiata. In uno studio statunitense su 192 Schnauzer nani sani, il 33% aveva trigliceridi a digiuno sopra il riferimento, contro il 5% dei cani di altre razze, e la frequenza cresceva con l'età fino a oltre il 75% dei cani sopra i 9 anni. Gli Schnauzer con trigliceridi oltre circa 860 mg/dL avevano una probabilità 4,5 volte più alta di avere valori di lipasi pancreatica compatibili con pancreatite. La dieta della razza è in dieta dello Schnauzer nano.
  • Shetland Sheepdog: predisposto soprattutto al colesterolo alto di origine familiare.
  • Beagle: descritte forme familiari di ipertrigliceridemia (vedi dieta del Beagle).
  • Briard: segnalate alterazioni familiari dei lipidi in alcune linee.

In queste razze conviene inserire trigliceridi e colesterolo a digiuno nei controlli di routine dalla mezza età.

I rischi dei trigliceridi alti

  • Pancreatite: il rischio principale. Uno Schnauzer con una pancreatite alle spalle aveva circa 5 volte più probabilità di avere trigliceridi alti rispetto a Schnauzer della stessa età senza pancreatite. Le regole alimentari sono in alimentazione del cane con pancreatite.
  • Mucocele della cistifellea: in uno studio giapponese su 58 cani con mucocele, trigliceridi alti e colesterolo alto erano associati a un rischio circa 3 volte maggiore (vedi fango biliare e mucocele).
  • Resistenza all'insulina, che nello Schnauzer si aggiunge alla predisposizione al diabete.
  • Convulsioni, descritte con valori molto alti.
  • Occhi: con valori gravi possono comparire lipemia retinica (vasi della retina di colore crema), grasso nella camera anteriore dell'occhio, che appare lattiginoso, o depositi di lipidi sulla cornea.

Vai subito dal veterinario se il cane vomita più volte, ha dolore addominale (si ingobbisce, non vuole essere toccato), rifiuta il cibo, è molto abbattuto, ha una convulsione o un occhio improvvisamente opaco o lattiginoso.

L'alimentazione per i trigliceridi alti

La dieta va decisa dopo aver cercato e trattato le cause secondarie: un cane ipotiroideo spesso migliora curando la tiroide, non cambiando crocchetta.

Grassi bassi, misurati sulle calorie

Il veterinario indica di solito un alimento sotto i 20-25 g di grassi per 1.000 kcal. Le prove sono chiare: in uno studio su 16 Schnauzer nani con ipertrigliceridemia, un alimento con 18,6 g di grassi per 1.000 kcal ha ridotto i trigliceridi mediani da circa 480 a 170 mg/dL in 2-3 mesi. Nei casi gravi possono servire valori ancora più bassi.

La percentuale in etichetta da sola inganna, perché dipende dall'acqua e dalle calorie del prodotto. Il confronto corretto è sui grammi di grassi per 1.000 kcal (base energetica), non sulla percentuale tal quale né su quella sulla sostanza secca:

Alimento Grassi in etichetta Energia (stima) Grassi per 1.000 kcal
Crocchetta "light" 7% 360 kcal/100 g circa 19 g, basso
Crocchetta standard 15% 390 kcal/100 g circa 38 g, troppo
Umido in scatola 3% 85 kcal/100 g circa 35 g, troppo

Le energie sono stime indicative: il calcolo è grassi (g per 100 g) diviso kcal per 100 g, per 1.000. L'umido al "3%" sembra magro, ma con l'80% di acqua è più grasso di quanto appare. Come fare il conto è spiegato in grassi grezzi nelle crocchette; attenzione anche ai prodotti "light", che riducono le calorie ma non sempre i grassi (cibo light per cani). Gli alimenti dietetici gastrointestinali "low fat" sono spesso la scelta più semplice.

Premietti e avanzi: il punto debole

Un alimento ben scelto non serve se ogni giorno arrivano grassi "fuori pasto". I più comuni sono pelle di pollo, grasso della carne, salumi, formaggi, sughi e dolci delle feste come panettone e pandoro. In un cane con trigliceridi alti vanno eliminati, e i premietti devono essere magri e restare sotto il 10% delle calorie giornaliere (calorie degli snack fuori pasto). Anche l'olio di cocco è un grasso: non è adatto.

Peso forma

Il sovrappeso alza i trigliceridi e il dimagrimento li abbassa. Se il cane è grasso, la perdita di peso graduale con un alimento povero di grassi e ricco di fibre è parte della terapia: il metodo è in come far dimagrire un cane in sovrappeso. Le fibre aiutano soprattutto a dare sazietà con meno calorie; il loro effetto diretto sui lipidi nel cane è poco documentato.

Omega-3 da olio di pesce

L'olio di pesce (EPA e DHA) riduce i trigliceridi anche nel cane. In uno studio preliminare su 18 Schnauzer nani, circa 100 mg di EPA+DHA per kg di peso al giorno per 90 giorni hanno ridotto i trigliceridi medi da circa 390 a 120 mg/dL con un alimento a 24 g di grassi per 1.000 kcal, ma solo a circa 250 mg/dL con uno a 33 g: l'olio aiuta, ma non compensa un alimento troppo grasso. Lo studio non aveva un gruppo di controllo e la dose ottimale non è definita. La dose si calcola sui milligrammi di EPA+DHA, non sui grammi di olio: va decisa con il veterinario, che tiene conto anche delle calorie aggiunte e dei possibili effetti (feci molli, odore di pesce). Le fonti sono confrontate in omega-3 nella dieta casalinga del cane.

Farmaci: solo se la dieta non basta

Se dopo 2-3 mesi di dieta corretta i trigliceridi restano sopra circa 500 mg/dL, il veterinario può valutare un farmaco:

  • Fibrati (fenofibrato, bezafibrato, gemfibrozil): sono i più usati. In uno studio su 124 cani, il fenofibrato ha normalizzato i trigliceridi nell'86% dei casi contro il 27% della sola dieta. Richiedono esami di controllo del fegato e dei muscoli.
  • Niacina: usata raramente per gli effetti collaterali (arrossamento, prurito, disturbi epatici).

Sono farmaci da prescrizione: non si usano prodotti per uso umano di propria iniziativa.

Il monitoraggio

  • Primo controllo dei lipidi a digiuno 6-8 settimane dopo il cambio di dieta.
  • Controlli successivi a intervalli decisi dal veterinario, di solito ogni 6-12 mesi se i valori sono stabili, più spesso con farmaci o dopo una pancreatite.
  • Esami delle cause (tiroide, cortisolo, glicemia, urine con rapporto proteine/creatinina) all'inizio e quando i valori cambiano senza motivo.
  • Peso ogni mese: in un cane piccolo anche un chilo in più pesa sui lipidi.

Domande frequenti

Quali sono i valori normali dei trigliceridi nel cane?

Dipendono dal laboratorio: il limite superiore va indicativamente da circa 100 a 150 mg/dL, sempre con prelievo a digiuno da almeno 12 ore. Valori sopra 500 mg/dL sono considerati importanti per il rischio di pancreatite.

I trigliceridi alti nel cane sono pericolosi?

Un lieve aumento spesso no, ma va capita la causa. Oltre circa 500 mg/dL aumentano il rischio di pancreatite e, con valori molto alti, di mucocele, convulsioni e problemi agli occhi.

Il colesterolo alto nel cane è grave come nell'uomo?

Di solito no: il cane trasporta il colesterolo soprattutto nelle HDL e l'aterosclerosi è rara. Il colesterolo alto però segnala spesso un'altra malattia, come ipotiroidismo o una malattia renale, che va cercata.

Cosa deve mangiare un cane con i trigliceridi alti?

Un alimento completo a basso contenuto di grassi, indicativamente sotto i 20-25 g per 1.000 kcal, senza avanzi grassi, con premietti magri entro il 10% delle calorie e la razione per il peso forma. Il livello preciso lo indica il veterinario in base ai valori.

Se il veterinario ha indicato un alimento a grassi controllati, configura il profilo del tuo cane in Flovvi: potrai salvare tra i preferiti gli alimenti compatibili con il suo limite di grassi e impostare nella Routine porzioni e premietti calcolati sul suo peso forma.

Il tuo animale ha allergie o esigenze particolari?

Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti.

Marco Bianchi

Scritto da

Marco Bianchi

Educatore cinofilo comportamentale

Educatore cinofilo certificato, lavora ogni giorno con cani e famiglie su comportamento, socializzazione e crescita dei cuccioli. Per Flovvi traduce l'esperienza sul campo in consigli pratici e facili da applicare a casa.

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