Trigliceridi alti nel cane (iperlipidemia): alimentazione e quando preoccuparsi
I trigliceridi alti nel cane (ipertrigliceridemia, una forma di iperlipidemia, cioè eccesso di grassi nel sangue) hanno significato solo se il prelievo è fatto a digiuno da almeno 12 ore: dopo un pasto sono alti in qualsiasi cane sano. Se restano alti a digiuno, il veterinario cerca prima una malattia che li faccia salire (ipotiroidismo, Cushing, diabete, obesità, malattie renali) e poi una forma ereditaria, tipica dello Schnauzer nano. Ci si preoccupa soprattutto quando superano circa 500 mg/dL, la soglia oltre cui aumenta il rischio di pancreatite: la gestione si basa su un alimento a basso contenuto di grassi, zero avanzi, peso forma ed eventualmente omega-3, con controlli del sangue programmati dal veterinario.
Trigliceridi e colesterolo: cosa misura l'esame
Nel sangue del cane circolano due grassi principali:
- Trigliceridi: i grassi "di deposito" che arrivano dal cibo e dal fegato. Sono quelli che contano di più per il rischio di pancreatite.
- Colesterolo: nel cane è trasportato soprattutto dalle HDL, il colesterolo "buono", e per questo l'aterosclerosi è rara. Un colesterolo alto da solo è più spesso un indizio di un'altra malattia (ipotiroidismo, malattie renali con perdita di proteine, ristagno di bile) che un pericolo diretto.
I valori di riferimento cambiano da laboratorio a laboratorio: per i trigliceridi il limite superiore va indicativamente da circa 100 a 150 mg/dL. Se il referto usa i mmol/L, basta dividere i mg/dL per 88,5 (500 mg/dL corrispondono a circa 5,6 mmol/L).
Perché il digiuno è indispensabile
Dopo un pasto con grassi i trigliceridi salgono, raggiungono il picco in 2-6 ore e tornano ai valori di base in 8-16 ore. È l'iperlipidemia postprandiale, normale e innocua. Per questo prima dell'esame servono almeno 12 ore senza cibo né premietti, con acqua libera, e un valore alto si ripete a digiuno prima di trarre conclusioni.
Quanto è grave: le soglie indicative
| Trigliceridi a digiuno | Come si legge di solito | Cosa succede |
|---|---|---|
| Entro il riferimento del laboratorio | Normale | Nessun intervento |
| Fino a circa 400 mg/dL | Aumento lieve-moderato | Si cerca la causa, si corregge peso e alimentazione |
| Oltre 500 mg/dL | Aumento importante | Rischio maggiore di pancreatite, il veterinario imposta una gestione attiva |
| Oltre 1.000 mg/dL | Aumento grave | Rischio più alto, possibili problemi agli occhi e neurologici |
La soglia di 500 mg/dL è una convenzione clinica più che un confine netto, ma è un buon riferimento pratico.
Le cause: primaria o secondaria
Iperlipidemia secondaria, la più comune
Nella maggior parte dei cani i trigliceridi alti sono la conseguenza di un'altra condizione, e curarla spesso li riporta nella norma:
- Ipotiroidismo: rallenta lo smaltimento dei grassi e alza soprattutto il colesterolo (vedi ipotiroidismo nel cane e alimentazione).
- Sindrome di Cushing, l'eccesso di cortisolo: la parte alimentare è in alimentazione del cane con Cushing.
- Diabete mellito, soprattutto se non ben controllato (vedi diabete nel cane e alimentazione).
- Pancreatite, che può alzare i lipidi anche come effetto, non solo come conseguenza.
- Obesità, che riduce la capacità di eliminare i grassi dal sangue.
- Nefropatia proteino-disperdente, una malattia renale con perdita di proteine nelle urine che alza molto il colesterolo (vedi insufficienza renale nel cane).
- Ostacoli al deflusso della bile, che alzano il colesterolo.
- Farmaci: cortisonici, progestinici e fenobarbital, l'antiepilettico più usato, associato a trigliceridi alti in una quota rilevante dei cani trattati. Non vanno mai sospesi di propria iniziativa.
Iperlipidemia primaria: Schnauzer nano e altre razze
Se tutte le cause secondarie sono escluse, si parla di iperlipidemia primaria (o idiopatica), legata a una predisposizione ereditaria.
- Schnauzer nano: è la razza più studiata. In uno studio statunitense su 192 Schnauzer nani sani, il 33% aveva trigliceridi a digiuno sopra il riferimento, contro il 5% dei cani di altre razze, e la frequenza cresceva con l'età fino a oltre il 75% dei cani sopra i 9 anni. Gli Schnauzer con trigliceridi oltre circa 860 mg/dL avevano una probabilità 4,5 volte più alta di avere valori di lipasi pancreatica compatibili con pancreatite. La dieta della razza è in dieta dello Schnauzer nano.
- Shetland Sheepdog: predisposto soprattutto al colesterolo alto di origine familiare.
- Beagle: descritte forme familiari di ipertrigliceridemia (vedi dieta del Beagle).
- Briard: segnalate alterazioni familiari dei lipidi in alcune linee.
In queste razze conviene inserire trigliceridi e colesterolo a digiuno nei controlli di routine dalla mezza età.
I rischi dei trigliceridi alti
- Pancreatite: il rischio principale. Uno Schnauzer con una pancreatite alle spalle aveva circa 5 volte più probabilità di avere trigliceridi alti rispetto a Schnauzer della stessa età senza pancreatite. Le regole alimentari sono in alimentazione del cane con pancreatite.
- Mucocele della cistifellea: in uno studio giapponese su 58 cani con mucocele, trigliceridi alti e colesterolo alto erano associati a un rischio circa 3 volte maggiore (vedi fango biliare e mucocele).
- Resistenza all'insulina, che nello Schnauzer si aggiunge alla predisposizione al diabete.
- Convulsioni, descritte con valori molto alti.
- Occhi: con valori gravi possono comparire lipemia retinica (vasi della retina di colore crema), grasso nella camera anteriore dell'occhio, che appare lattiginoso, o depositi di lipidi sulla cornea.
Vai subito dal veterinario se il cane vomita più volte, ha dolore addominale (si ingobbisce, non vuole essere toccato), rifiuta il cibo, è molto abbattuto, ha una convulsione o un occhio improvvisamente opaco o lattiginoso.
L'alimentazione per i trigliceridi alti
La dieta va decisa dopo aver cercato e trattato le cause secondarie: un cane ipotiroideo spesso migliora curando la tiroide, non cambiando crocchetta.
Grassi bassi, misurati sulle calorie
Il veterinario indica di solito un alimento sotto i 20-25 g di grassi per 1.000 kcal. Le prove sono chiare: in uno studio su 16 Schnauzer nani con ipertrigliceridemia, un alimento con 18,6 g di grassi per 1.000 kcal ha ridotto i trigliceridi mediani da circa 480 a 170 mg/dL in 2-3 mesi. Nei casi gravi possono servire valori ancora più bassi.
La percentuale in etichetta da sola inganna, perché dipende dall'acqua e dalle calorie del prodotto. Il confronto corretto è sui grammi di grassi per 1.000 kcal (base energetica), non sulla percentuale tal quale né su quella sulla sostanza secca:
| Alimento | Grassi in etichetta | Energia (stima) | Grassi per 1.000 kcal |
|---|---|---|---|
| Crocchetta "light" | 7% | 360 kcal/100 g | circa 19 g, basso |
| Crocchetta standard | 15% | 390 kcal/100 g | circa 38 g, troppo |
| Umido in scatola | 3% | 85 kcal/100 g | circa 35 g, troppo |
Le energie sono stime indicative: il calcolo è grassi (g per 100 g) diviso kcal per 100 g, per 1.000. L'umido al "3%" sembra magro, ma con l'80% di acqua è più grasso di quanto appare. Come fare il conto è spiegato in grassi grezzi nelle crocchette; attenzione anche ai prodotti "light", che riducono le calorie ma non sempre i grassi (cibo light per cani). Gli alimenti dietetici gastrointestinali "low fat" sono spesso la scelta più semplice.
Premietti e avanzi: il punto debole
Un alimento ben scelto non serve se ogni giorno arrivano grassi "fuori pasto". I più comuni sono pelle di pollo, grasso della carne, salumi, formaggi, sughi e dolci delle feste come panettone e pandoro. In un cane con trigliceridi alti vanno eliminati, e i premietti devono essere magri e restare sotto il 10% delle calorie giornaliere (calorie degli snack fuori pasto). Anche l'olio di cocco è un grasso: non è adatto.
Peso forma
Il sovrappeso alza i trigliceridi e il dimagrimento li abbassa. Se il cane è grasso, la perdita di peso graduale con un alimento povero di grassi e ricco di fibre è parte della terapia: il metodo è in come far dimagrire un cane in sovrappeso. Le fibre aiutano soprattutto a dare sazietà con meno calorie; il loro effetto diretto sui lipidi nel cane è poco documentato.
Omega-3 da olio di pesce
L'olio di pesce (EPA e DHA) riduce i trigliceridi anche nel cane. In uno studio preliminare su 18 Schnauzer nani, circa 100 mg di EPA+DHA per kg di peso al giorno per 90 giorni hanno ridotto i trigliceridi medi da circa 390 a 120 mg/dL con un alimento a 24 g di grassi per 1.000 kcal, ma solo a circa 250 mg/dL con uno a 33 g: l'olio aiuta, ma non compensa un alimento troppo grasso. Lo studio non aveva un gruppo di controllo e la dose ottimale non è definita. La dose si calcola sui milligrammi di EPA+DHA, non sui grammi di olio: va decisa con il veterinario, che tiene conto anche delle calorie aggiunte e dei possibili effetti (feci molli, odore di pesce). Le fonti sono confrontate in omega-3 nella dieta casalinga del cane.
Farmaci: solo se la dieta non basta
Se dopo 2-3 mesi di dieta corretta i trigliceridi restano sopra circa 500 mg/dL, il veterinario può valutare un farmaco:
- Fibrati (fenofibrato, bezafibrato, gemfibrozil): sono i più usati. In uno studio su 124 cani, il fenofibrato ha normalizzato i trigliceridi nell'86% dei casi contro il 27% della sola dieta. Richiedono esami di controllo del fegato e dei muscoli.
- Niacina: usata raramente per gli effetti collaterali (arrossamento, prurito, disturbi epatici).
Sono farmaci da prescrizione: non si usano prodotti per uso umano di propria iniziativa.
Il monitoraggio
- Primo controllo dei lipidi a digiuno 6-8 settimane dopo il cambio di dieta.
- Controlli successivi a intervalli decisi dal veterinario, di solito ogni 6-12 mesi se i valori sono stabili, più spesso con farmaci o dopo una pancreatite.
- Esami delle cause (tiroide, cortisolo, glicemia, urine con rapporto proteine/creatinina) all'inizio e quando i valori cambiano senza motivo.
- Peso ogni mese: in un cane piccolo anche un chilo in più pesa sui lipidi.
Domande frequenti
Quali sono i valori normali dei trigliceridi nel cane?
Dipendono dal laboratorio: il limite superiore va indicativamente da circa 100 a 150 mg/dL, sempre con prelievo a digiuno da almeno 12 ore. Valori sopra 500 mg/dL sono considerati importanti per il rischio di pancreatite.
I trigliceridi alti nel cane sono pericolosi?
Un lieve aumento spesso no, ma va capita la causa. Oltre circa 500 mg/dL aumentano il rischio di pancreatite e, con valori molto alti, di mucocele, convulsioni e problemi agli occhi.
Il colesterolo alto nel cane è grave come nell'uomo?
Di solito no: il cane trasporta il colesterolo soprattutto nelle HDL e l'aterosclerosi è rara. Il colesterolo alto però segnala spesso un'altra malattia, come ipotiroidismo o una malattia renale, che va cercata.
Cosa deve mangiare un cane con i trigliceridi alti?
Un alimento completo a basso contenuto di grassi, indicativamente sotto i 20-25 g per 1.000 kcal, senza avanzi grassi, con premietti magri entro il 10% delle calorie e la razione per il peso forma. Il livello preciso lo indica il veterinario in base ai valori.
Se il veterinario ha indicato un alimento a grassi controllati, configura il profilo del tuo cane in Flovvi: potrai salvare tra i preferiti gli alimenti compatibili con il suo limite di grassi e impostare nella Routine porzioni e premietti calcolati sul suo peso forma.
Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti.
Scritto da
Marco Bianchi
Educatore cinofilo comportamentale
Educatore cinofilo certificato, lavora ogni giorno con cani e famiglie su comportamento, socializzazione e crescita dei cuccioli. Per Flovvi traduce l'esperienza sul campo in consigli pratici e facili da applicare a casa.
Tutti gli articoli di Marco BianchiNessun test del sangue, del pelo o della saliva è in grado di diagnosticare un'allergia o un'intolleranza alimentare nel cane o nel gatto. Gli esami IgE e IgG sono poco ripetibili, i kit sul pelo hanno dato risultati "positivi" anche su pelo sintetico e acqua e la biorisonanza non ha prove. L'unico metodo valido è la dieta a eliminazione di almeno 8 settimane seguita dalla reintroduzione del vecchio cibo.
Un cane con shunt portosistemico non va messo a digiuno di proteine: ne servono quantità moderate, molto digeribili e spesso di origine latticina o vegetale, in pasti piccoli e frequenti, insieme a lattulosio e farmaci decisi dal veterinario. Dopo l'intervento le proteine tornano normali in modo graduale, di solito in 2-3 mesi. Nel cucciolo il rischio maggiore è togliere le proteine che servono per crescere.
La rottura del legamento crociato nel cane è quasi sempre il risultato di una degenerazione lenta, e il sovrappeso è il fattore di rischio su cui si può agire di più. Durante il riposo forzato le calorie vanno ridotte subito, il peso forma decide il successo sia della chirurgia sia della terapia conservativa e protegge l'altro ginocchio, che si rompe in circa un cane su due.