Calcoli di cistina nel cane: alimentazione, razze a rischio e castrazione
I calcoli di cistina nel cane sono causati da un difetto ereditario dei reni, la cistinuria, che lascia passare nelle urine un aminoacido poco solubile, la cistina. Colpiscono quasi esclusivamente i maschi, in gran parte non castrati, di razze come Bulldog Inglese, Bulldog Francese, Mastiff, Terranova, Labrador e Chihuahua. La gestione combina urine molto diluite, una dieta con proteine animali e sodio ridotti, un pH urinario portato verso 7-7,5 e, nelle forme dipendenti dagli ormoni maschili, la castrazione, che da sola può abbattere la cistina urinaria del 40-50%. Nei casi che si ripetono il veterinario aggiunge un farmaco specifico: è una gestione a vita, da impostare sempre con lui.
Che cosa sono i calcoli di cistina
La cistina è un aminoacido che il rene normalmente filtra e poi riassorbe quasi del tutto. Nel cane con cistinuria il "trasportatore" che dovrebbe recuperarla funziona male: la cistina finisce nelle urine e, poiché si scioglie pochissimo nelle urine acide e concentrate, precipita in cristalli esagonali che crescono fino a formare calcoli in vescica, uretra o, più di rado, nei reni.
Rispetto agli altri tipi di calcolo del cane:
| Tipo di calcolo | Causa principale | Si scioglie con la dieta? | pH urinario a favore |
|---|---|---|---|
| Struvite | Infezione urinaria | Sì, con antibiotici | Leggermente acido |
| Ossalato di calcio | Urine acide e concentrate, calcio alto | No, va rimosso | Neutro o leggermente alcalino |
| Urato | Difetto genetico dell'acido urico, shunt | Spesso sì, con dieta e farmaco | Neutro o alcalino |
| Cistina | Difetto genetico dei reni (cistinuria) | Spesso sì, con dieta e farmaco | Alcalino (circa 7-7,5) |
Non tutti i cani con cistinuria fanno calcoli, ma tutti i calcoli di cistina hanno alla base la cistinuria. Su scala mondiale rappresentano circa l'1% dei calcoli del cane, ma in alcuni Paesi europei la quota è molto più alta: in un'ampia analisi tedesca erano circa il 15% dei calcoli esaminati e il tipo più frequente nei maschi interi.
Tre forme di cistinuria e razze a rischio
La classificazione oggi usata (Brons e colleghi, 2013, ripresa dai centri di riferimento per i calcoli urinari) distingue tre forme, con conseguenze pratiche diverse:
- Tipo I, recessiva: colpisce maschi e femmine, compare presto, anche nel cucciolo, e la cistina urinaria è molto alta. Descritta nel Terranova (le sue regole alimentari sono in dieta del Terranova), nel Landseer, nel Labrador Retriever e nello Scottish Terrier.
- Tipo II, dominante: forma più lieve, descritta nell'Australian Cattle Dog e nel Pinscher nano.
- Tipo III, androgeno-dipendente: si manifesta solo nei maschi adulti interi e si riduce molto con la castrazione. Per Mastiff, Bulldog Inglese e Bulldog Francese esiste un test genetico basato su marcatori.
Molte altre razze producono calcoli di cistina senza che sia ancora stata individuata la mutazione responsabile. Negli studi europei compaiono spesso Chihuahua, Bassotto, Irish Terrier, Staffordshire Bull Terrier e alcuni cani da pastore; in uno screening ceco sulla cistina urinaria, valori alti sono stati trovati in oltre un cane su cinque tra quelli testati, con maggiore frequenza nei maschi interi di Irish Terrier. In un grande archivio nordamericano, il 99% dei cani con calcoli di cistina era maschio e, nella maggior parte delle razze, quasi tutti non castrati. Nello stesso archivio compare tra le razze più rappresentate anche il Welsh Corgi Pembroke.
Perché la castrazione conta così tanto
Nella forma androgeno-dipendente il testosterone mantiene alta l'escrezione di cistina. Dopo la castrazione il rapporto cistina/creatinina nelle urine scende in genere del 40-50% entro 3-6 mesi, e in molti cani questo basta a prevenire nuovi calcoli. Il consenso ACVIM sui calcoli urinari (2016) include infatti la castrazione tra le misure preventive, e i centri di riferimento la considerano il trattamento di prima scelta per il tipo III e probabilmente utile anche nelle altre forme.
Per capire se la forma è androgeno-dipendente, nelle razze senza test genetico il veterinario misura cistina e creatinina urinarie prima e 3-4 mesi dopo la castrazione: se il valore resta alto, la forma non dipende dagli ormoni e la dieta (ed eventualmente il farmaco) diventa ancora più importante. La castrazione ha anche un secondo effetto: impedisce di trasmettere la predisposizione alla cucciolata. Dopo l'intervento il fabbisogno calorico cala, come spiegato in fabbisogno calorico del cane sterilizzato.
L'alimentazione nel cane con calcoli di cistina
Le misure dietetiche servono sia ad accompagnare la dissoluzione sia a prevenire le recidive. Quale alimento usare, e per quanto, lo decide il veterinario dopo aver identificato il tipo di calcolo.
1. Urine diluite: tanta acqua e cibo umido
Più l'urina è diluita, meno la cistina riesce a cristallizzare. L'obiettivo indicato dal consenso è un peso specifico urinario non superiore a 1.020, meglio se più basso. In pratica:
- alimenti umidi (oltre il 75% di acqua) come base, oppure acqua aggiunta alle crocchette;
- più ciotole o una fontanella, uscite frequenti per urinare;
- attenzione alle porzioni nel passaggio da secco a umido, spiegata in calorie del cibo umido vs secco.
Se invece il cane inizia a bere moltissimo senza un motivo evidente, è un sintomo da far valutare: le cause sono in cane che beve molto.
2. Proteine animali ridotte, ma non troppo
La cistina deriva dalla metionina, un aminoacido abbondante nelle proteine animali: diete molto proteiche aumentano la cistina nelle urine e vanno evitate. Un alimento clinico a proteine ridotte e alcalinizzante ha ridotto la cistina urinaria delle 24 ore del 20-25% rispetto a un umido di mantenimento.
La riduzione però ha un limite. Il consenso ACVIM segnala casi di carenza di carnitina e cardiomiopatia dilatativa in cani cistinurici alimentati a lungo con diete ipoproteiche: per questo le diete devono garantire taurina e carnitina adeguate, e il veterinario può controllarle nel sangue. Il legame tra alcune diete e la cardiomiopatia è spiegato in crocchette grain free, DCM e taurina.
3. pH urinario alcalino
La cistina è molto più solubile in urine alcaline. L'obiettivo è un pH intorno a 7-7,5, controllato con strisce reattive su indicazione del veterinario. Le diete a ridotto contenuto di proteine animali alzano già il pH; se resta sotto 6,5, il veterinario può prescrivere citrato di potassio a dosi crescenti. Vanno evitati gli alimenti "urinary" che acidificano le urine, pensati per la struvite.
4. Sodio basso
Il sodio aumenta l'escrezione di cistina: niente sale aggiunto né snack salati. Il sale non è un modo accettabile per far bere di più il cane, anche se a volte viene suggerito per altri calcoli: si usano acqua, umido e brodo senza sale.
5. Dieta casalinga solo con un nutrizionista veterinario
Una dieta casalinga a proteine ridotte, con fonti vegetali, taurina, carnitina, calcio e vitamine bilanciati, è possibile ma va formulata da un nutrizionista veterinario: improvvisarla espone a carenze, come accade alle diete vegane o vegetariane non bilanciate.
I farmaci: solo su prescrizione
Quando dieta, acqua e castrazione non bastano, o per accelerare la dissoluzione, il veterinario può aggiungere un farmaco tiolico, di solito la tiopronina (2-MPG), che lega la cistina e la rende più solubile. Nello studio citato dal consenso, dieta clinica più tiopronina ha sciolto i calcoli in 18 episodi su 18. Il farmaco ha possibili effetti collaterali (febbre, anemia, linfonodi ingrossati, alterazioni del sangue), richiede controlli e in molti Paesi va preparato in farmacia galenica: dose e durata sono esclusivamente veterinarie. La dissoluzione non è possibile se il calcolo blocca l'uretra: in quel caso si interviene subito.
Cosa non fare
- Diete molto proteiche, compresa una BARF ricca di carne e organi, in un cane con cistinuria nota: la metionina in eccesso è proprio ciò che si cerca di limitare.
- Ridurre le proteine di propria iniziativa, soprattutto in un cucciolo in crescita, che ha bisogno di più proteine dell'adulto (vedi alimentazione del cucciolo): nei cuccioli con cistinuria di tipo I il piano va calibrato dal veterinario.
- Aggiungere sale per farlo bere.
- Usare una dieta per struvite, che acidifica le urine.
- Interrompere i controlli quando i calcoli sono spariti.
Controlli nel tempo
I calcoli di cistina recidivano spesso, quindi la sorveglianza è parte della terapia: esame delle urine (pH, peso specifico, cristalli) ogni 3-6 mesi e ecografia o radiografia ogni 6-12 mesi. Da piccoli i calcoli di cistina si vedono poco ai raggi X, per cui l'ecografia è spesso più utile. Sforzo a urinare, gocciolamento, sangue nelle urine o un maschio che non riesce a fare pipì sono un'urgenza veterinaria.
Nelle razze predisposte, chi alleva dovrebbe usare i test genetici disponibili e non mettere in riproduzione i soggetti affetti.
Domande frequenti
I calcoli di cistina nel cane si sciolgono con la dieta?
Spesso sì, ma di solito non con la sola dieta: la dissoluzione si ottiene combinando un alimento a proteine ridotte e alcalinizzante, molta acqua e un farmaco tiolico prescritto dal veterinario, con controlli periodici. Se il calcolo ostruisce l'uretra va rimosso subito.
La castrazione basta a risolvere il problema?
Nelle forme androgeno-dipendenti, frequenti in Mastiff e Bulldog, spesso sì: la cistina urinaria cala del 40-50% in pochi mesi. Nelle forme non legate agli ormoni (Terranova, Labrador, Australian Cattle Dog) non basta, e dieta ed eventuale farmaco restano necessari.
Anche le femmine possono avere calcoli di cistina?
Possono avere cistinuria, soprattutto nella forma di tipo I, ma sviluppano calcoli molto più di rado, perché l'uretra femminile è più corta e larga e la forma più comune dipende dal testosterone.
Il mio cane con cistinuria può mangiare crocchette?
Sì, se il veterinario lo ritiene adatto e le urine restano diluite: con il secco serve aggiungere acqua abbondante. Ciò che conta sono peso specifico e pH urinario misurati, non il formato.
Dopo la diagnosi, configura il profilo del tuo cane in Flovvi indicando i calcoli di cistina: potrai tenere conto delle indicazioni del veterinario su proteine, sodio e quota di umido nella scelta degli alimenti e costruire una Routine che le rispetti ogni giorno.
Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti.
Scritto da
Dott. Luca Romano
Veterinario nutrizionista
Veterinario specializzato in nutrizione clinica per animali da compagnia, aiuta i proprietari a costruire una dieta equilibrata per ogni fase della vita del proprio animale. Scrive per Flovvi guide su alimentazione, peso e digestione.
Tutti gli articoli di Dott. Luca RomanoNessun test del sangue, del pelo o della saliva è in grado di diagnosticare un'allergia o un'intolleranza alimentare nel cane o nel gatto. Gli esami IgE e IgG sono poco ripetibili, i kit sul pelo hanno dato risultati "positivi" anche su pelo sintetico e acqua e la biorisonanza non ha prove. L'unico metodo valido è la dieta a eliminazione di almeno 8 settimane seguita dalla reintroduzione del vecchio cibo.
Un cane con shunt portosistemico non va messo a digiuno di proteine: ne servono quantità moderate, molto digeribili e spesso di origine latticina o vegetale, in pasti piccoli e frequenti, insieme a lattulosio e farmaci decisi dal veterinario. Dopo l'intervento le proteine tornano normali in modo graduale, di solito in 2-3 mesi. Nel cucciolo il rischio maggiore è togliere le proteine che servono per crescere.
La rottura del legamento crociato nel cane è quasi sempre il risultato di una degenerazione lenta, e il sovrappeso è il fattore di rischio su cui si può agire di più. Durante il riposo forzato le calorie vanno ridotte subito, il peso forma decide il successo sia della chirurgia sia della terapia conservativa e protegge l'altro ginocchio, che si rompe in circa un cane su due.