Marco Bianchi
Educatore cinofilo comportamentale
Educatore cinofilo certificato, lavora ogni giorno con cani e famiglie su comportamento, socializzazione e crescita dei cuccioli. Per Flovvi traduce l'esperienza sul campo in consigli pratici e facili da applicare a casa.
Articoli di Marco Bianchi
L'alimentazione del cane dopo un intervento chirurgico o una sterilizzazione richiede generalmente una reintroduzione graduale del cibo nelle prime ore successive all'anestesia, seguita, nel caso specifico della sterilizzazione, da un adeguamento delle calorie giornaliere per il calo del fabbisogno energetico legato al cambiamento ormonale e metabolico permanente. Le indicazioni specifiche su tempi e modalità di ripresa dell'alimentazione vanno sempre seguite secondo quanto indicato dal veterinario che ha eseguito l'intervento.
Un cane con allergia confermata al pollo può generalmente tollerare bene proteine alternative come agnello, cavallo, anatra, coniglio o pesce, purché non vi sia stata un'esposizione pregressa frequente anche a queste fonti, e a condizione di verificare sempre l'assenza di pollo nascosto nell'etichetta di snack, premi e alimenti confezionati. La conferma dell'allergia dovrebbe comunque derivare da un percorso diagnostico strutturato con il veterinario, non solo da un sospetto basato sui sintomi.
Molti cani riducono spontaneamente l'appetito in estate, soprattutto nelle giornate più calde: il fabbisogno calorico può diminuire leggermente per la minore attività fisica nelle ore centrali, ma un calo drastico e prolungato dell'appetito non va attribuito solo al caldo senza un controllo. Forzare il cane a mangiare la stessa quantità dell'inverno non è necessario né consigliabile.
Un cane sportivo o da lavoro ha un fabbisogno calorico sensibilmente più alto di un cane sedentario della stessa taglia, spesso 1,5-2 volte il fabbisogno di mantenimento nei periodi di attività più intensa. Il fabbisogno va ricalcolato in base al reale carico di lavoro, che può variare stagionalmente, non fissato una volta per tutte.
Il fabbisogno alimentare di un cane dipende soprattutto dalla taglia adulta, dal livello di attività e da eventuali predisposizioni specifiche della razza, più che dal nome della razza in sé. Questa guida raccoglie gli articoli dedicati alle razze più comuni e i criteri generali per orientarsi anche con razze non ancora trattate singolarmente.
L'alimentazione per un cane con sindrome di Cushing, condizione caratterizzata da una produzione eccessiva di cortisolo, considera generalmente un contenuto calorico controllato per gestire l'aumento di appetito e il rischio di sovrappeso tipici della malattia, oltre a un possibile controllo del sodio se sono presenti anche problemi cardiaci o di pressione associati. La dieta resta un complemento alla terapia farmacologica o chirurgica indicata dal veterinario per la causa sottostante.
Il cambio di crocchette va fatto gradualmente in circa 10 giorni, mescolando la nuova crocchetta con quella precedente in proporzioni crescenti. Un cambio troppo brusco è la causa più comune di diarrea o vomito dopo un cambio di alimento, anche quando la nuova crocchetta è di buona qualità.
La carne disidratata è un ingrediente concentrato e già privo della maggior parte dell'acqua, spesso usato dai marchi premium al posto della farina di carne generica. La qualità reale si valuta dalla specie animale dichiarata, dalla percentuale indicata e dalla posizione nell'elenco ingredienti, non dalla sola parola "disidratata".
L'alimentazione per un cane con dermatite legata ad allergie alimentari si basa generalmente su una fonte proteica limitata o idrolizzata, individuata tramite una dieta ad eliminazione condotta insieme al veterinario, poiché i sintomi cutanei da soli non permettono di distinguere con certezza un'allergia alimentare da altre cause come allergie ambientali o parassiti. La gestione nutrizionale è solo una parte del percorso diagnostico e terapeutico, che va sempre coordinato con il veterinario.
Lo svezzamento del gattino inizia generalmente intorno alle 3-4 settimane di età, introducendo gradualmente un alimento umido specifico per gattini ammorbidito con acqua o latte specifico per gatti, fino ad arrivare a un'alimentazione completamente solida verso le 8 settimane, quando lo svezzamento naturale dalla madre è generalmente concluso. Il latte vaccino va sempre evitato, poiché la maggior parte dei gattini non digerisce bene il lattosio che contiene.
L'alimentazione per un cane anziano con artrosi punta principalmente sul mantenimento di un peso corporeo ottimale, probabilmente il fattore nutrizionale più impattante sul carico articolare, insieme a un possibile supporto con Omega-3 e altri nutrienti associati alla gestione dell'infiammazione, sempre discusso con il veterinario. La dieta è un complemento alla gestione dell'artrosi, non un sostituto di eventuali terapie o della gestione del dolore prescritte.