Dieta casalinga per cane con insufficienza renale
Una dieta casalinga per un cane con insufficienza renale, formulata insieme al veterinario o a un nutrizionista veterinario, punta generalmente su un contenuto di fosforo ridotto, proteine di alta qualità calibrate sullo stadio della malattia e un buon apporto energetico da grassi per evitare che il cane utilizzi le proprie proteine muscolari come fonte di energia. Non è una dieta da impostare autonomamente, per il rischio concreto di squilibri in una condizione già delicata.
Segnali che possono indicare un problema renale
- Aumento della sete e della minzione, tra i segnali più precoci e comuni (vedi il cane beve molto: quando preoccuparsi).
- Perdita di peso e riduzione dell'appetito, spesso graduali.
- Alito con odore particolare e talvolta ulcere nella bocca, nelle fasi più avanzate (come distinguerlo dall'alito da tartaro è spiegato in alito cattivo nel cane).
- Vomito occasionale, legato all'accumulo di tossine normalmente filtrate dai reni.
Gli stadi IRIS anche nel cane
Come nel gatto (la versione casalinga felina, con vincoli diversi su proteine e taurina, è in dieta casalinga per gatto con insufficienza renale), la classificazione IRIS suddivide la malattia renale cronica del cane in quattro stadi in base ai livelli di creatinina, SDMA e alla presenza di proteinuria o ipertensione. Le indicazioni nutrizionali diventano generalmente più stringenti (maggiore restrizione di fosforo, attenzione più marcata alle proteine) man mano che la malattia progredisce attraverso gli stadi, motivo per cui una dieta casalinga formulata per uno stadio iniziale può richiedere una revisione sostanziale se la malattia progredisce.
Perché il fosforo resta l'elemento centrale
Nei cani con insufficienza renale, i reni perdono progressivamente la capacità di eliminare il fosforo in eccesso dal sangue; livelli elevati di fosforo sono associati a una progressione più rapida della malattia renale. La riduzione del fosforo alimentare, calibrata sullo stadio della malattia tramite controlli del sangue periodici, è uno dei pilastri della gestione nutrizionale, sia con alimenti commerciali terapeutici sia con diete casalinghe formulate correttamente.
Perché il livello proteico non va deciso genericamente
Analogamente alla gestione nel gatto, l'approccio moderno alla malattia renale nel cane non prevede più una restrizione proteica drastica e indiscriminata: proteine di alta qualità restano necessarie, con il livello esatto calibrato sullo stadio specifico della malattia e sui valori di laboratorio del singolo cane. Una restrizione eccessiva o applicata troppo precocemente può contribuire alla perdita di massa muscolare, un problema comune nei cani con malattia renale cronica.
Perché l'apporto energetico da grassi è importante
Fornire un adeguato apporto calorico da fonti di grassi, oltre che da proteine, aiuta a preservare la massa muscolare del cane, evitando che l'organismo scomponga le proprie proteine (muscolari) come fonte di energia quando l'apporto calorico complessivo è insufficiente. Questo aspetto è particolarmente rilevante in cani con malattia renale che spesso presentano una riduzione naturale dell'appetito.
Perché serve un professionista per formulare la ricetta
- Calcolo preciso del fosforo in ogni ingrediente della ricetta, un dato che richiede tabelle nutrizionali dettagliate non sempre facilmente reperibili per il proprietario.
- Bilanciamento del calcio, che va gestito insieme al fosforo per mantenere un rapporto corretto anche in condizioni di restrizione.
- Monitoraggio nel tempo tramite esami del sangue, per adattare la ricetta man mano che la malattia evolve.
- Appetibilità della ricetta, cruciale in cani con appetito ridotto legato alla malattia stessa.
Domande frequenti
Un alimento renale commerciale terapeutico è preferibile a una ricetta casalinga?
In molti casi un alimento terapeutico commerciale offre un profilo già bilanciato e testato; la scelta tra dieta casalinga e alimento commerciale va comunque discussa con il veterinario in base al caso specifico e alla disponibilità di un supporto nutrizionale qualificato. Stadi IRIS, quando iniziare la dieta e come scegliere un cibo renal sono spiegati in insufficienza renale nel cane: alimentazione e cibo renal.
Con quale frequenza va rivista la ricetta di un cane con insufficienza renale?
La ricetta va generalmente rivista in occasione dei controlli periodici del sangue, che permettono di adattare fosforo, proteine e altri parametri in base all'evoluzione della malattia nel tempo.
Gli integratori di Omega-3 hanno un ruolo nella dieta renale del cane?
Alcune evidenze suggeriscono un possibile effetto di supporto degli Omega-3 nella gestione dell'infiammazione renale, motivo per cui sono spesso inclusi nelle formulazioni renali terapeutiche; il dosaggio specifico va comunque indicato dal veterinario nel contesto della ricetta complessiva.
Una volta definito dal veterinario o dal nutrizionista veterinario il piano per il tuo cane con insufficienza renale, configura il suo profilo su Flovvi per tenere traccia delle indicazioni nella Routine.
Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti.
Scritto da
Dott. Luca Romano
Veterinario nutrizionista
Veterinario specializzato in nutrizione clinica per animali da compagnia, aiuta i proprietari a costruire una dieta equilibrata per ogni fase della vita del proprio animale. Scrive per Flovvi guide su alimentazione, peso e digestione.
Tutti gli articoli di Dott. Luca RomanoNessun test del sangue, del pelo o della saliva è in grado di diagnosticare un'allergia o un'intolleranza alimentare nel cane o nel gatto. Gli esami IgE e IgG sono poco ripetibili, i kit sul pelo hanno dato risultati "positivi" anche su pelo sintetico e acqua e la biorisonanza non ha prove. L'unico metodo valido è la dieta a eliminazione di almeno 8 settimane seguita dalla reintroduzione del vecchio cibo.
Un cane con shunt portosistemico non va messo a digiuno di proteine: ne servono quantità moderate, molto digeribili e spesso di origine latticina o vegetale, in pasti piccoli e frequenti, insieme a lattulosio e farmaci decisi dal veterinario. Dopo l'intervento le proteine tornano normali in modo graduale, di solito in 2-3 mesi. Nel cucciolo il rischio maggiore è togliere le proteine che servono per crescere.
La rottura del legamento crociato nel cane è quasi sempre il risultato di una degenerazione lenta, e il sovrappeso è il fattore di rischio su cui si può agire di più. Durante il riposo forzato le calorie vanno ridotte subito, il peso forma decide il successo sia della chirurgia sia della terapia conservativa e protegge l'altro ginocchio, che si rompe in circa un cane su due.