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Nutrizione Clinica e Allergie
Cardiomiopatia ipertrofica (HCM) nel gatto: cosa cambia nell'alimentazione
Nessuna dieta cura o previene la cardiomiopatia ipertrofica del gatto, la malattia cardiaca felina più comune, ma l'alimentazione ha un ruolo di supporto preciso: mantenere il peso forma, evitare eccessi di sodio senza restrizioni drastiche nelle fasi iniziali, garantire proteine e taurina adeguate per non perdere massa muscolare e, nelle fasi avanzate, difendere l'appetito e l'idratazione. Le scelte vanno concordate con il cardiologo veterinario in base allo stadio.

Nessuna dieta cura o previene la cardiomiopatia ipertrofica (HCM), la malattia cardiaca più comune del gatto, in cui le pareti del ventricolo sinistro si ispessiscono e il cuore si riempie con difficoltà. L'alimentazione ha però un ruolo di supporto preciso, diverso a seconda dello stadio: mantenere il peso forma per non aumentare il lavoro del cuore, evitare gli eccessi di sodio senza restrizioni drastiche nelle fasi iniziali, garantire proteine e taurina adeguate per preservare la massa muscolare e, nelle fasi avanzate, difendere appetito e idratazione quando farmaci e scompenso li mettono in crisi. Ogni scelta va concordata con il cardiologo veterinario, perché un gatto con HCM asintomatica e uno in scompenso hanno bisogni quasi opposti.

Cos'è la HCM e perché la dieta non la cura

La cardiomiopatia ipertrofica colpisce circa un gatto su sei-sette, spesso senza sintomi per anni, e viene scoperta per un soffio al cuore, un'ecocardiografia di controllo o, purtroppo, per un episodio acuto (difficoltà respiratoria da edema polmonare o paralisi improvvisa delle zampe posteriori da tromboembolismo). Ha una forte base genetica: sono note mutazioni nel Maine Coon e nel Ragdoll, e la prevalenza è più alta anche in British Shorthair, Sphynx, Persiano, Norvegese delle Foreste e Scottish Fold, ma la maggior parte dei casi riguarda gatti comuni.

A differenza della cardiomiopatia dilatativa, che negli anni Ottanta era causata dalla carenza di taurina negli alimenti commerciali ed è quasi scomparsa dopo la sua integrazione obbligatoria, la HCM non dipende da una carenza alimentare e non regredisce con la dieta. La terapia è farmacologica (antiaggreganti contro i trombi, diuretici e altri farmaci nello scompenso), e l'alimentazione lavora intorno ai farmaci, non al loro posto. I criteri generali per il cuore nel cane, dove la nutrizione ha un peso maggiore, sono in dieta per cane con cardiopatia e sodio.

Il peso forma: la misura dietetica più importante

Un gatto in sovrappeso costringe un cuore già rigido a pompare per una massa maggiore e peggiora la respirazione quando compare liquido nel torace. Il peso forma è quindi la priorità in ogni fase, ma con una regola ferma: il dimagrimento deve essere lento, perché un calo rapido o un digiuno espongono il gatto alla lipidosi epatica. Il percorso sicuro, con riduzioni caloriche moderate e pesate regolari, è descritto in gatto in sovrappeso: come farlo dimagrire; nelle fasi avanzate, invece, il problema si rovescia e il peso va difeso, come spiegato più sotto.

Il sodio: moderato, non azzerato

Il sodio trattiene liquidi, e nello scompenso cardiaco i liquidi in eccesso finiscono nei polmoni o nel torace. La tentazione di una dieta "senza sale" fin dalla diagnosi è però sbagliata: nelle fasi iniziali una restrizione marcata attiva gli stessi ormoni che il cuore malato già produce in eccesso, e può peggiorare le cose. Il criterio condiviso dai cardiologi è:

Stadio Indicazione sul sodio
HCM asintomatica (stadio B) Evitare gli eccessi: niente snack salati, affettati, formaggi, brodi umani; alimento normale di qualità
Primo scompenso (stadio C) Alimento con sodio moderato-basso, in genere sotto 0,3-0,35% sulla sostanza secca
Scompenso avanzato (stadio D) Restrizione più marcata, ma subordinata all'appetito: un gatto che mangia poco di un cibo "giusto" sta peggio di uno che mangia bene un cibo con un po' più di sodio

Il contenuto di sodio di molti alimenti commerciali, soprattutto umidi gourmet e snack, non è in etichetta: va chiesto al produttore o verificato nelle schede tecniche. Gli alimenti per i reni hanno in genere sodio basso e vengono spesso usati anche per i cardiopatici, ma hanno proteine ridotte, che in un gatto con cuore malato e reni sani non servono.

Proteine e taurina: difendere il muscolo

Il gatto cardiopatico, come ogni paziente cronico, tende a perdere massa muscolare (cachessia cardiaca), e la perdita di muscolo peggiora la prognosi. Per questo, salvo una malattia renale concomitante, le proteine non vanno ridotte: un alimento con proteine animali di qualità sopra il 35-40% sulla sostanza secca è il riferimento. La taurina va garantita come in ogni gatto sano: tutti gli alimenti completi commerciali la contengono, mentre una dieta casalinga va integrata con il metodo di dieta casalinga cotta per il gatto e taurina. Le diete vegetali sono da escludere in un gatto cardiopatico, per i motivi spiegati in dieta vegana o vegetariana per cani e gatti. Un'integrazione aggiuntiva di taurina o L-carnitina ha senso solo se il cardiologo la prescrive dopo gli esami.

Omega-3, potassio e magnesio

Gli omega-3 EPA e DHA da olio di pesce hanno mostrato, soprattutto nel cane, effetti favorevoli su aritmie, infiammazione e perdita di appetito nello scompenso; nel gatto le prove sono più deboli ma l'integrazione è spesso consigliata, a dosi stabilite dal veterinario e con prodotti per animali, non capsule umane con aromi. Nei gatti in terapia con diuretici, potassio e magnesio possono scendere e vanno monitorati con gli esami del sangue: eventuali integrazioni sono decisione del veterinario, mai spontanee.

Appetito e idratazione nelle fasi avanzate

Nello scompenso il problema principale diventa far mangiare il gatto: nausea da farmaci, affaticamento e respiro difficile riducono l'appetito, e un gatto che non mangia per 24-48 ore rischia la lipidosi epatica oltre al calo di peso. Alcune strategie utili:

  • Umido completo come base, tiepido, servito in piccoli pasti frequenti: aumenta l'apporto di acqua e la densità calorica per boccone. Nel gatto cardiopatico l'acqua non va limitata, al contrario di quanto molti pensano.
  • Rotazione di consistenze e gusti, tenendo come riserva un alimento molto appetibile da usare nei giorni peggiori, anche se non è "perfetto" sul sodio.
  • Farmaci separati dal cibo: nascondere le compresse nel pasto principale rischia di far associare il cibo al sapore amaro e di far rifiutare la ciotola. Meglio un boccone dedicato o le pillole date a mano.
  • Pesare il gatto ogni due settimane: un calo del 5% in un mese in un gatto cardiopatico è un segnale da riferire al veterinario.

Se il gatto smette di mangiare, le soglie di urgenza sono in gatto che non mangia: cause e quanto può resistere.

Quando HCM e altre malattie si sommano

Molti gatti cardiopatici sono anziani e hanno altre diagnosi che tirano la dieta in direzioni diverse: la malattia renale cronica chiede fosforo e proteine controllati (vedi dieta per gatto con insufficienza renale), l'ipertiroidismo può causare da solo un ispessimento cardiaco che regredisce curando la tiroide (vedi alimentazione del gatto con ipertiroidismo). In questi casi la priorità la stabilisce il veterinario, in genere privilegiando la malattia più avanzata, e la dieta "perfetta" per una sola condizione non esiste.

Domande frequenti

Il mio gatto ha una HCM lieve senza sintomi: devo cambiargli cibo?

Di norma no. Un alimento completo di buona qualità, porzioni che mantengono il peso forma e l'eliminazione di snack salati e avanzi sono sufficienti. I cambiamenti dietetici più specifici iniziano quando compaiono i primi segni di scompenso, su indicazione del cardiologo.

I cibi "per il cuore" per gatti esistono?

Esistono alcune diete veterinarie formulate per il supporto cardiaco, con sodio controllato, taurina e omega-3 aggiunti e proteine mantenute alte, ma la gamma felina è molto più ristretta di quella canina. Spesso il veterinario usa alimenti renali o per gatti anziani adattando le porzioni: la scelta dipende dal quadro complessivo, non da una categoria di prodotto.

Il gatto con HCM può mangiare crocchette?

Sì, se le mangia volentieri e beve a sufficienza, ma l'umido è preferibile per l'idratazione e per la gestione dell'appetito nelle fasi avanzate. Una dieta mista con l'umido come componente principale è un buon compromesso, con le equivalenze caloriche spiegate in calorie del cibo umido vs secco.

La HCM si può prevenire con l'alimentazione nelle razze predisposte?

No: è una malattia genetica e nessun alimento la impedisce. Quello che la dieta può fare nelle razze a rischio è tenere il gatto magro e muscoloso, così che un cuore eventualmente malato lavori nelle condizioni migliori. La prevenzione vera è il test genetico dei riproduttori e l'ecocardiografia periodica.

Un gatto cardiopatico ha bisogno di porzioni stabili, di un peso monitorato e di alimenti scelti con criteri che cambiano nel tempo: con il profilo del tuo gatto su Flovvi puoi annotare la diagnosi, filtrare la Dispensa per gli alimenti adatti e tenere la Routine allineata alle indicazioni del cardiologo a ogni visita.

Il tuo animale ha allergie o esigenze particolari?

Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti nella Dispensa.

Dott.ssa Giulia Ferraro
Dott.ssa Giulia Ferraro

Veterinaria, medicina interna

Laureata in Medicina Veterinaria, si occupa da oltre dieci anni di medicina interna per cani e gatti. Scrive per Flovvi per aiutare i proprietari a riconoscere i segnali di allarme e a sapere quando è davvero il caso di andare dal veterinario.

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