Test per intolleranze e allergie alimentari nel cane e nel gatto: quali funzionano davvero
Nessun test del sangue, del pelo o della saliva è in grado di dire con affidabilità a quale cibo è allergico o intollerante un cane o un gatto. Gli esami del sangue per IgE e IgG alimentari danno risultati poco ripetibili e spesso sbagliati, i kit sul pelo e sulla saliva venduti online hanno dato risultati "positivi" anche su pelo sintetico e acqua, e la biorisonanza non ha alcuna prova scientifica. L'unico metodo valido resta la dieta a eliminazione di almeno 8 settimane, seguita dalla reintroduzione del vecchio cibo, da fare con il veterinario.
Allergia o intolleranza alimentare: che differenza c'è
I due termini vengono usati come sinonimi, ma indicano cose diverse. I veterinari li riuniscono sotto il nome di reazioni avverse al cibo.
| Allergia alimentare | Intolleranza alimentare | |
|---|---|---|
| Cosa succede | il sistema immunitario reagisce a una proteina del cibo | il corpo non digerisce o tollera bene un alimento, senza coinvolgere il sistema immunitario |
| Esempi | reazione a pollo, manzo, latticini, frumento, pesce | intolleranza al lattosio, eccesso di grassi, alimenti molto fermentabili |
| Sintomi tipici | prurito non stagionale, orecchie arrossate, zampe leccate, a volte anche feci molli o vomito | soprattutto disturbi digestivi: gas, diarrea, feci molli |
| Dipende dalla dose? | anche piccole quantità possono bastare | di solito sì: poco può essere tollerato |
Un esempio di intolleranza è quella al latte, spiegata in intolleranza al lattosio in cani e gatti; per i disturbi digestivi senza allergia è utile anche sensibilità gastrica e digeribilità nel cane. Per la pelle, il quadro completo è in alimentazione del cane con dermatite e allergie e, per il gatto, in prurito e dermatite nel gatto.
I test più pubblicizzati: cosa dicono gli studi
Nel 2017 due dermatologi veterinari, Ralf Mueller e Thierry Olivry, hanno analizzato tutti gli studi disponibili sui test per le allergie alimentari di cane e gatto (una revisione pubblicata su BMC Veterinary Research). In sintesi:
| Test | Come funziona | Affidabilità per il cibo |
|---|---|---|
| IgE alimentari nel sangue | misura gli anticorpi contro proteine del cibo | bassa: accuratezza 58-87% nel cane, risultati poco ripetibili; nel gatto molto scarsa |
| IgG alimentari nel sangue | misura un'altra classe di anticorpi | non diagnostica: le IgG indicano esposizione al cibo, non allergia |
| Kit su pelo o saliva | campione spedito per posta | nessuna: positivi anche su pelo sintetico e acqua |
| Biorisonanza | "frequenze" lette con un apparecchio | nessuna prova scientifica |
| Patch test (cerotto con cibo sulla pelle) | reazione locale dopo 2-3 giorni | solo ricerca; può aiutare a scegliere gli ingredienti della dieta |
| Test di proliferazione linfocitaria | reazione dei globuli bianchi in laboratorio | promettente ma solo in ricerca, pochissimi casi studiati |
| Test intradermici e sierologici per allergeni ambientali | pollini, acari, muffe | utili per l'atopia, non per il cibo |
Esami del sangue per IgE e IgG
Gli anticorpi IgE sono quelli coinvolti nelle allergie, ma molti cani sani li hanno contro proteine che mangiano ogni giorno senza sintomi, e molti cani allergici risultano negativi. Nella revisione di Mueller e Olivry l'accuratezza nel cane variava dal 58 all'87% a seconda dello studio, e i risultati cambiavano anche ripetendo lo stesso campione in laboratori diversi. Nel gatto, nell'unico piccolo studio disponibile, l'accuratezza si è fermata al 20%.
Le IgG sono ancora meno utili: un livello alto indica soltanto che l'animale ha mangiato quell'alimento, non che gli faccia male. Per questo un cane nutrito a pollo da anni risulta spesso "intollerante al pollo". Molti test venduti come "intolleranze alimentari" misurano proprio le IgG.
Kit su pelo e saliva
Sono i test più pubblicizzati in Italia: si spediscono alcuni peli o un tampone di saliva e si riceve un elenco di decine o centinaia di alimenti "da evitare". Due studi del 2019 li hanno messi alla prova:
- Coyner e Schick (Journal of Small Animal Practice) hanno inviato campioni di cani allergici, di cani sani, pelo sintetico di peluche e acqua al posto della saliva: anche i campioni finti sono tornati con "reazioni" a diversi alimenti, e i risultati non distinguevano gli animali veri dai campioni non animali.
- Uno studio pubblicato su Veterinary Dermatology ha ripetuto l'esperimento con un altro test venduto direttamente ai proprietari: tutti i campioni, compresi pelo sintetico e soluzione salina, sono risultati positivi, e campioni doppi dello stesso cane davano risultati concordanti solo per caso.
Il pelo, inoltre, non contiene anticorpi né cellule immunitarie in grado di "reagire" a un cibo: non esiste un meccanismo biologico che renda plausibile il test.
Biorisonanza
La biorisonanza sostiene di misurare le "frequenze" di un alimento o del corpo con un apparecchio elettrico, a volte proprio a partire da un campione di pelo. Non esistono studi veterinari che ne dimostrino il valore e, nella medicina umana, le società scientifiche di allergologia la considerano un test non validato.
Patch test e test linfocitari
Il patch test consiste nell'applicare piccole quantità di alimento sulla pelle sotto un cerotto e leggere la reazione dopo 48-72 ore. Nella stessa revisione, quando il risultato era negativo l'alimento era quasi sempre tollerato (valore predittivo negativo 88-99%), mentre un positivo era spesso sbagliato. Per questo alcuni dermatologi lo usano per scegliere gli ingredienti di una dieta a eliminazione, non per fare la diagnosi. Il test di proliferazione linfocitaria è stato studiato su pochissimi animali ed è disponibile solo in ricerca.
Attenzione ai test per l'atopia
I test intradermici e i test del sangue per pollini, acari e muffe sono esami seri, ma servono a scegliere gli allergeni per un'eventuale immunoterapia in un cane già diagnosticato come atopico, non a fare la diagnosi: anche molti cani sani risultano positivi. Per il cibo non vanno usati. Il supporto alimentare nella dermatite atopica è discusso in omega-3 EPA e dermatite atopica.
Il rischio di un test sbagliato
Un risultato falso non è innocuo:
- Elenchi lunghissimi di cibi "vietati" portano a diete monotone, a volte casalinghe e sbilanciate, senza alcun beneficio.
- Si ritarda la diagnosi vera: il prurito può dipendere da pulci, allergie ambientali o infezioni, che il test non vede.
- Il cibo realmente responsabile può risultare "negativo" e restare nella ciotola.
- I soldi spesi in test (indicativamente da 50 a oltre 150 euro per kit, in base ai prezzi dei principali prodotti venduti online) coprono buona parte del costo di un mese di alimento idrolizzato.
L'unico metodo affidabile: dieta a eliminazione e reintroduzione
1. Escludere le altre cause
Prima della dieta il veterinario controlla parassiti (pulci, acari), infezioni batteriche e da lieviti e altre cause di prurito o disturbi digestivi. Senza questo passaggio la dieta rischia di sembrare inutile.
2. Dieta a eliminazione di almeno 8 settimane
Si usa per almeno 8 settimane un alimento con una proteina mai mangiata prima oppure a proteine idrolizzate, cioè spezzate in frammenti troppo piccoli per essere riconosciuti dal sistema immunitario. Secondo una revisione del 2015 di Olivry, Mueller e Prélaud, oltre l'80% degli animali allergici migliora entro 5 settimane (cane) o 6 (gatto), e 8 settimane bastano per riconoscere più del 90% dei casi. Niente snack, avanzi, masticativi o integratori aromatizzati non concordati.
Le opzioni pratiche sono spiegate in:
- dieta casalinga ad eliminazione nel cane;
- dieta a eliminazione per l'allergia del gatto;
- crocchette anallergeniche idrolizzate e proteine idrolizzate nel cibo del cane;
- crocchette ipoallergeniche per il cane, con i limiti delle diciture "ipoallergenico" in commercio.
3. Reintroduzione del vecchio cibo
Se i sintomi migliorano, si ridà il cibo precedente. In una revisione del 2020 degli stessi autori, il 90% dei cani allergici ha avuto una ricaduta entro 14 giorni e il 90% dei gatti entro 7 giorni. Se il prurito torna, l'allergia alimentare è confermata; poi si reintroducono le singole proteine una alla volta, per sapere esattamente quali evitare. Saltarla è l'errore più comune: il miglioramento potrebbe dipendere dalla stagione o da una cura in corso.
4. Scegliere il cibo per il futuro
Conoscere la proteina responsabile permette di leggere le etichette con cognizione: il pollo, ad esempio, si nasconde spesso nel grasso di pollame o negli idrolizzati. Le alternative sono in cane allergico al pollo e gatto allergico al pollo.
Come parlarne con il veterinario
- Se hai già fatto un test sul pelo o del sangue, dillo, ma non usarlo per decidere da solo la dieta.
- Prepara un elenco di tutto ciò che mangia: cibo principale, snack, masticativi, avanzi, integratori, farmaci aromatizzati.
- Annota quando compaiono i sintomi (tutto l'anno o in certe stagioni) e se ci sono anche vomito, feci molli o più evacuazioni al giorno.
- Chiedi quale proteina nuova o idrolizzato usare e come fare la reintroduzione.
- Vai subito dal veterinario in caso di gonfiore del muso, orticaria diffusa, vomito o diarrea ripetuti, sangue nelle feci, dimagrimento o ferite da grattamento.
Domande frequenti
Il test del pelo per le intolleranze del cane è affidabile?
No. Gli studi hanno mostrato che questi kit danno "reazioni" anche su pelo sintetico e acqua e che non distinguono un cane allergico da uno sano. Il pelo non contiene elementi in grado di reagire a un alimento.
Il test del sangue per le allergie alimentari del cane serve a qualcosa?
Per il cibo no: le IgE alimentari danno molti falsi positivi e falsi negativi, e le IgG indicano solo che l'animale ha mangiato quell'alimento. I test del sangue per pollini e acari hanno invece un ruolo nell'atopia, per impostare l'immunoterapia.
Quanto dura una dieta a eliminazione?
Almeno 8 settimane, seguite dalla reintroduzione del vecchio cibo: nel cane la ricaduta compare di solito entro 14 giorni, nel gatto entro 7. Se il miglioramento arriva prima, il veterinario può anticipare la prova.
Il gatto può fare gli stessi test?
Valgono le stesse conclusioni, anzi nel gatto i test del sangue per il cibo sono ancora meno affidabili. Anche per lui l'unico metodo è la dieta a eliminazione di 8 settimane con reintroduzione; durante il cambio di cibo non va mai lasciato a digiuno.
Quando il veterinario ha individuato le proteine da evitare o impostato una dieta a eliminazione, configura il profilo del tuo cane o del tuo gatto in Flovvi: potrai filtrare gli alimenti per proteina, salvare quelli adatti tra i preferiti e costruire una Routine personalizzata senza ingredienti nascosti negli snack.
Configura il profilo del tuo animale in Flovvi per tenere conto di allergie, intolleranze e necessità nutrizionali nella scelta e nel confronto degli alimenti.
Scritto da
Marco Bianchi
Educatore cinofilo comportamentale
Educatore cinofilo certificato, lavora ogni giorno con cani e famiglie su comportamento, socializzazione e crescita dei cuccioli. Per Flovvi traduce l'esperienza sul campo in consigli pratici e facili da applicare a casa.
Tutti gli articoli di Marco BianchiUn cane con shunt portosistemico non va messo a digiuno di proteine: ne servono quantità moderate, molto digeribili e spesso di origine latticina o vegetale, in pasti piccoli e frequenti, insieme a lattulosio e farmaci decisi dal veterinario. Dopo l'intervento le proteine tornano normali in modo graduale, di solito in 2-3 mesi. Nel cucciolo il rischio maggiore è togliere le proteine che servono per crescere.
La rottura del legamento crociato nel cane è quasi sempre il risultato di una degenerazione lenta, e il sovrappeso è il fattore di rischio su cui si può agire di più. Durante il riposo forzato le calorie vanno ridotte subito, il peso forma decide il successo sia della chirurgia sia della terapia conservativa e protegge l'altro ginocchio, che si rompe in circa un cane su due.
Il lipoma è un tumore benigno del grasso sotto la pelle, frequente nei cani anziani, sterilizzati e più pesanti della media della razza. Nessun cibo, integratore o dieta "detox" scioglie un lipoma; tenere il cane al peso forma è l'unica leva alimentare sensata e può frenare la crescita di nuovi depositi, ma non fa sparire quelli che ci sono. Ogni nuova pallina va controllata dal veterinario con un ago aspirato, perché anche tumori maligni possono sembrare lipomi.