Cani
Il fabbisogno calorico della cagna in gestazione resta vicino al mantenimento nelle prime settimane e aumenta progressivamente da circa la quinta settimana, per arrivare indicativamente al 25-50% in più rispetto al mantenimento nelle ultime settimane prima del parto. L'aumento va distribuito gradualmente, non applicato tutto insieme all'ultimo momento.
Forza10 è un marchio italiano che divide il catalogo in linee "Everyday", "Active" (nutraceutiche, per specifiche esigenze funzionali) e "Diet" (dietetiche veterinarie prescrivibili). Solo le linee Diet sono alimenti dietetici veterinari nel senso normativo: le referenze nutraceutiche restano alimenti completi con un intento funzionale, non un trattamento.
Mela (senza torsolo e semi), mirtilli e banana sono tra le frutte più comunemente considerate sicure per il cane, in piccole quantità occasionali come premio o integrazione alla dieta, grazie al loro contenuto di fibra e antiossidanti. Vanno comunque offerte con moderazione per l'apporto di zuccheri naturali, e alcune varietà di frutta restano invece da evitare o da somministrare con cautela.
Il golden paste, una pasta ottenuta cuocendo curcuma in polvere con acqua, un grasso (spesso olio di cocco) e pepe nero, è un preparato popolare tra i proprietari di cani per il presunto effetto antinfiammatorio della curcumina, il principio attivo della curcuma, anche se l'assorbimento di questa sostanza resta limitato e le prove cliniche nel cane sono ancora scarse. Va introdotto in piccole quantità e mai come sostituto di una terapia veterinaria per condizioni infiammatorie diagnosticate.
Gosbi è un marchio spagnolo posizionato nella fascia medio-alta, con linee monoproteiche e ricette a base di carne fresca dichiarata. Come per ogni marchio con più referenze, il giudizio complessivo va sempre verificato sulla singola ricetta e sull'analisi garantita.
I grassi grezzi nelle crocchette per cani adulti si collocano indicativamente tra l'8% e il 16% sul tal quale, con valori più alti per cuccioli e cani molto attivi e più bassi nelle diete light. Il dato va letto insieme al fabbisogno energetico reale del cane, non isolatamente.
La farina di guscio d'uovo, ottenuta da gusci lavati, seccati e macinati finemente, è una fonte pratica di calcio per le diete casalinghe cotte, dove le ossa carnose non sono un'opzione sicura. Un guscio d'uovo intero macinato apporta indicativamente circa 2 grammi di calcio, un valore di riferimento utile ma da verificare sempre nella dose complessiva della ricetta.
Hill's Science Plan e Royal Canin sono entrambi marchi con forte impronta scientifico-veterinaria, ma con approcci diversi: Hill's punta su formule per fasce di vita e condizioni generali, Royal Canin spinge molto sulla personalizzazione per razza e taglia. Nessuno dei due è "migliore" in assoluto: va confrontato prodotto per prodotto.
Mais, grano e soia non sono automaticamente "riempitivi" inutili: possono avere una funzione nutrizionale reale, ma il problema nasce quando sostituiscono la carne come fonte proteica principale invece di completarla.
Un integratore vitaminico e minerale è quasi sempre necessario in una dieta casalinga cotta per cani, perché la cottura prolungata e l'assenza di ossa carnose riducono o eliminano nutrienti che nella dieta BARF arrivano naturalmente dagli alimenti crudi. Senza integrazione mirata, una dieta cotta fatta in casa rischia carenze di calcio, vitamine del gruppo B, vitamina E, zinco e rame anche quando le porzioni di carne e verdure sono corrette.
Kefir e yogurt bianco naturale, senza zucchero né aromi aggiunti, possono essere una fonte pratica di probiotici per il cane, ma vanno introdotti in piccole quantità perché contengono comunque lattosio, uno zucchero che molti cani adulti digeriscono con minore efficienza rispetto ai cuccioli. Il kefir, grazie alla fermentazione più lunga, contiene generalmente meno lattosio residuo dello yogurt ed è spesso meglio tollerato.
Il cane sterilizzato ha generalmente un fabbisogno calorico inferiore del 10-20% rispetto a un cane intero della stessa taglia e attività, per un metabolismo basale tipicamente più basso dopo l'intervento. La riduzione va applicata al fabbisogno calcolato per il peso attuale, non decisa a occhio riducendo semplicemente le crocchette.